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28 | 01 | 2012
Benvenuto nel Club Alpino Italiano - Sezione Verbano
   
 
Era il luglio 1874 quando un gruppo di 29 alpinisti intresi "battezzarono" l'appena costituita sezione Verbano del Club Alpino Italiano, inserendo una pergamena in una fessura nella roccia sul pizzo Marona, la montagna piramidale che sovrasta la città, battesimo ricordato dopo 125 anni, il 10 ottobre 1999, con una targa apposta sui muri della cappella della Marona.
Ora, a distanza di quasi 135 anni, dando vita a questo nuovo sito si vuole virtualmente ripetere quel gesto simbolico, inserendo in questo moderno "contenitore" tutte le notizie che della nostra Sezione facciano conoscere la storia, le iniziative in corso d’opera, le programmazioni.
I fondatori hanno consegnato alla montagna i loro progetti; la montagna li ha custoditi ed è stata lo strumento della loro realizzazione. I successori raccolgono quel testimone e, con la tecnologia informatica, divulgano quante più notizie possibili sul passato, presente, futuro della Sezione, aggiungendo così nuovi strumenti a servizio dei soci e dei simpatizzanti.
 
   
 
Prossimi appuntamenti con il CAI Verbano - Intra Stampa
Serata al CAI Verbano: Leonardo Parachini 'Il torrente S.Bernardino: dalla flottazione allo sfruttamento idroelettrico'

27 gennaio Leonardo Parachini “Il torrente S.Bernardino: dalla flottazione allo sfruttamento idroelettrico”.
5 febbraio  Altoggio – Coipo.
Dislivello: 700 mt - Difficoltà: E - Tempo di percorrenza: h 4 - Ritrovo: Verbania Suna – P.le Cimitero h 8.
Si parte da Altoggio, sopra Montecrestese, (747 mt) si segue la strada che porta alla Cappella dei Genovesi, poi alla Madonna di S.Luca e quindi a Coipo.
Info: F. Rossi 0323 556282; M. Canetta 571670
17 febbraio Prof. Silvia Magistrini “Il mondo negli occhi - Poesie in viaggio e proiezione di immagini”.
19 febbraio  Valle Anzasca: Il Pizzetto (1884 mt).
Difficoltà: E - Dislivello: 1050 mt - Tempo di percorrenza: 6 h Ritrovo: Verbania Suna – P.le Cimitero h 7.30
La gita parte da Bannio Anzino località Fontane (795 mt). Si salgono i bei pratoni della vecchia pista da sci e mantenendosi sulla dorsale si passano parecchi alpeggi tra cui: Loro, Rausa,Villa Samonini poi in prossimità di un falsopiano, dove c’è il cartello per Laveggio, parte a sinistra un sentiero che conduce sulla vetta.
Info: A. Braconi 335 8475862; G. Ferretto 347 2435263
 
Sezioni Est Monte Rosa del Club Alpino Italiano: "Le attività escursionistiche": una ricchezza per il territorio Stampa
Le Sezioni Est Monte Rosa del Club Alpino Italiano presentano 'Le attività escursionistiche': una ricchezza per il territorio

Il comunicato per la conferenza stampa di illustrazione del nuovo portale delle Sezioni CAI Est Monte Rosa e del programma della serata.

Mercoledì 1 febbraio 2012 ore 21.00
VILLA GIULIA - Verbania Pallanza
Corso Zanitello, 8

Le Sezioni Est Monte Rosa del Club Alpino Italiano
presentano

LE ATTIVITÀ ESCURSIONISTICHE
una ricchezza per il territorio


Tema delle escursioni 2011: "Cave e miniere nel VCO"
Assoc. "I figli della miniera" di Pestarena: "L'oro del Monte Rosa"
Sottosezione CAI di Cameri: "La miniera d'oro dei Cani"
Sezione CAI di Villadossola: "Le miniere di ferro di Ogaggia"
Sezione CAI di Gravellona T.: "Le cave del Duomo di Candoglia"
Sezione CAI di Varzo: "Le cave di Ciamporino"

Tema delle escursioni 2012: "Parco della Valgrande"
a cura della Scuola di Escursionismo Est Monte Rosa

 
Il CAI Verbano a conoscere le colline del Monferrato con il CAI di Casale Monferrato - 13 novembre 2011 Stampa
Venerdì 02 Dicembre 2011 08:00

“San Salvatore di Monferrato: buone accoglienze dei Cittadini, esternazioni di benevolenza infinite, soggiorno magnifico,  vivere ottimo e principalmente dalla parte del vino, dolce obblio di tutte le nostre sofferenze”.
Nel perdurante clima dei festeggiamenti per il 150esimo dell’unità d’Italia, queste poche parole, ricavate dal diario di guerra della campagna militare del 1859 del caporale sunese Cesare Rossi, sintetizzano mirabilmente la serena giornata trascorsa nel Monferrato dal CAI Verbano Intra.
Più di sessanta amici hanno infatti aderito all’invito di compiere un’escursione un poco fuori dal consueto ambito montanino per immergersi in tranquilli panorami autunnali, colmando gli occhi, ma soprattutto gli animi, di luci e di colori, che difficilmente si potranno dimenticare.

Il CAI Verbano nelle colline del Monferrato con il CAI di Casale Monferrato: Treville vista dai sentieri che scendono nella campagna Il CAI Verbano nelle colline del Monferrato con il CAI di Casale Monferrato: escursionisti tra i tratturi che delimitano i campi lavorati

Il camminare per una volta senza l’ansia e la fatica della salita ha permesso per lunghi tratti di familiarizzare con amici vecchi e nuovi, con i quali, affiancati, si sono condivisi ben tenuti tratturi di campagna chiacchierando di tutto e di niente, come se il tempo per una volta si fosse fermato; sensazione questa che veniva ancor più percepita quando per altrettanti tratti si preferiva camminare magari da soli, per permettere ai propri pensieri di vagare liberi, perdendosi tra filari di vigneti perfettamente allineati che sembravano additare lindi paesi abbarbicati su dolci colline. E questa sensazione di piacevole smarrimento veniva agevolata da una sottile bianca nebbiolina, che tutto ovattava, amalgamava, facendosi sentire parte della stessa natura che si stava attraversando in punta di piedi, come per non destarla dal suo sonno autunnale, dopo aver tanto dato al contadino, suo tenero amante, durante l’estate.

Il CAI Verbano nelle colline del Monferrato con il CAI di Casale Monferrato: tra i filari a cercare qualche grappolo d’uva rimasto dopo la vendemmia Il CAI Verbano nelle colline del Monferrato con il CAI di Casale Monferrato: campo di grano e vigna

E testimoniava questo appena passato rigoglio l’abbondanza di grappoli d’uva ancora pendenti dai tralci, maliziosamente invitanti (e nessuno s’è tirato indietro dall’assaggiarli), come se una mente amica li avesse lasciati lì a bella posta per ripagare dalla (lieve) fatica il futuro viandante.
I monferrini hanno accolto i gitanti, oggi come 150 anni fa, con “esternazioni di benevolenza”, sempre attenti ai loro bisogni e prodighi di spiegazioni, dalle quali trapelava tutto l’amore per la loro (nostra) terra.
E alla fine della giornata non è mancato il “dolce obblio”, gli assaggi (e forse anche un poco di più) dell’ottimo vino, assaporato nelle cantine qui chiamate “infernot”, anche dalle viscere della terra si usciva “a riveder le stelle” con una sensazione non di inferno, ma di paradiso.
Bravi gli organizzatori, una bella ricompensa per le “sofferenze” patite in un lungo anno escursionistico.

Il CAI Verbano nelle colline del Monferrato con il CAI di Casale Monferrato: scambio di doni e di gagliardetti Il CAI Verbano nelle colline del Monferrato con il CAI di Casale Monferrato: centinaia di bottiglie sono riposte da anni negli internot
 
Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie - Impressioni e sensazioni - 1-8 ottobre 2011 Stampa
Mercoledì 19 Ottobre 2011 07:30

Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: il Castello dell' Isola di LipariSi dice che anche i viaggi, per riuscire bene, debbano iniziare sotto una buona stella. Noi, quando siamo saliti sull'autobus dell'Almatur, alle tre e mezza del mattino, di stelle in cielo ne vedevamo tante. Stelle che ci hanno poi accompagnati per tutte le notti durante il trekking nel favoloso arcipelago delle Isole Eolie.
Abbiamo sentito anche lo stridio dei grilli in quelle sere, quando non lo coprivamo coi nostri canti  di montagna, suggeriti e diretti dal nostro “maestro del coro” Silvano Dresti.
Ma non divaghiamo troppo e vediamo di ricordare i momenti più piacevoli ed interessanti del viaggio.
A Lipari, mitico approdo di Ulisse dopo la sua fuga da Polifemo, abbiamo soggiornato piacevolmente i primi tre e gli ultimi due giorni, alloggiando in ottime strutture, facendo piacevoli nuotate nelle bianche acque delle cave di pomice di Canneto, e soprattutto potendo gustare ed apprezzare gli ottimi piatti di pesce del notissimo ristorante “Il Filippino”.

Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: il cratere di Vulcano Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: gli escursionisti sulla cima di Vulcano

All'isola di Vulcano, siamo saliti, sotto la guida del bravo Giuseppe, al “Gran Cratere” a respirare lo zolfo delle fumarole, immergendoci poi nei benefici “fanghi di Vulcano” e nuotando infine nelle calde acque antistanti le sorgenti termali.
Il terzo giorno, modificando il programma iniziale e con l'ausilio della motonave  messaci a disposizione dalla cooperativa Naturaliter, che ci ha sempre accompagnato con l'assistenza dell'amico Angelo, siamo andati alla scoperta di Filicudi e Alicudi, le più occidentali e defilate isole dell'arcipelago, godendo di rilassanti e piacevolissimi bagni nelle calde acque di un mare cristallino.

Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: tramonti e albe fiabeschi

Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: Isola di Stromboli Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: barche di pescatori in secca sulla spiaggia nera di Stromboli

Per poter effettuare la salita notturna allo Stromboli, ci siamo poi dovuti spostare, armi e bagagli, nell'isola omonima, ove abbiamo potuto godere ancora di piacevolissimi bagni nelle  limpidissime acque delle caratteristiche “spiagge nere”.
L'ascesa notturna allo Stromboli resterà certo impressa nei nostri ricordi più belli. Siamo saliti nella nebbia, alla luce delle torce frontali, per poi sbucare, sotto un cielo stellato, sopra le bocche di fuoco del vulcano, che hanno eruttato per noi spettacolari getti di lava infuocata. La discesa sul ripidissimo sentiero sabbioso ci ha poi ricordato le belle scivolate sui nevai delle nostre montagne.

Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: serie di eruzioni notturne sullo Stromboli

Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: ci allontaniamo dagli scogli di Spinazzola e Basiluzzo Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: panorama di Panarea

Panarea, isola di sogno, con la bellezza aspra delle sue coste, lo stupore del villaggio preistorico di Capo Milazzese e le bianche case dei VIP appollaiate in mezzo a rupi fiorite, ha poi occupato la giornata di giovedì, col ritorno a Lipari in ottima struttura turistica.

Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: salendo tra una vegetazione rigogliosissima sul monte Fossa delle Felci sull'Isola di Salina Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: posa della coccarda per il 150° dell'Unità d'Italia sul monte Fossa delle Felci sull'Isola di Salina

L'ultimo giorno nelle Eolie è stato riservato a Salina con una salita di circa mille metri al Il CAI Verbano in trekking alle Isole Eolie: il geco, lucertola preistorica eoliana monte Fossa delle felci dalla spiaggia di Rinella e discesa a S.Marina, dall'altra parte dell'isola. Sulla croce del monte Fossa abbiamo affisso la coccarda del 150° dell'unità d'Italia e cantato l'inno nazionale.
Il sabato, giorno del rientro, abbiamo fatto i turisti, visitando Catania e la sua Riviera dei Ciclopi, mitici e pittoreschi massi  di lava, che l'Etna e non certo Polifemo ha scagliato in mare.
Splendido trekking quindi, grazie all'ottima organizzazione e alla nostra .... buona stella. 

Alla prossima!
Franco Boero

 
Escursione al Pizzo Ragno con il CAI Verbano - 2 ottobre 2011 Stampa
Mercoledì 19 Ottobre 2011 07:00

Giornata eccezionale quella che il tempo ci ha regalato il giorno 2 ottobre, scelto da Franco Ramoni per effettuare questa bellissima gita.
Escursione al Pizzo Ragno con il CAI Verbano: rifugio Al Cedo CAI VigezzoCi si ritrova come sempre nel piazzale del cimitero di Suna e si compattano le macchine. Lungo il percorso si raccolgono altri partecipanti, qualcuno a Fondotoce, qualcun altro in val Loana. Arriviamo all’inizio del sentiero in 11, compresi Paolo (da Cremona), Enzio (da Borgomanero), Vittoria (da Stresa). Mancano Tino e Carla che hanno comunicato di cominciare pure senza di loro perché in ritardo sulla tabella di marcia. All’inizio si scende al torrente Loana che si attraversa su un ponticello, subito dopo è la volta del Geccio, che più a valle andrà a confluire nel Loana per formare il Melezzo. Tocchiamo l’alpe Crotte ed iniziamo a risalire la val Basso. Il panorama si fa via via più aperto e grandioso, ricco di pascoli ben tenuti e costruzioni in ottimo stato. Raggiungiamo l’alpe Basso, passiamo oltre l’Erta e giungiamo al rifugio del CAI Vigezzo.
Escursione al Pizzo Ragno con il CAI Verbano: laghi del Geccio e sullo sfondo il Pizzo RagnoDi fronte a noi abbiamo una veduta magnifica: riconosciamo l’alpe Bondolo, individuiamo la bocchetta di Vald e quella della Cavalla, mentre il pizzo Ragno è però ancora lontano, sul lato opposto a quello che stiamo guardando. Mentre saliamo verso i laghetti del Geccio scorgiamo davanti a noi un altro gruppo di escursionisti che riconosciamo essere gli amici di Domodossola. Li raggiungiamo ai laghetti e, dopo i saluti di rito, ci uniamo a loro per l’ultimo sforzo: a questo punto siamo in una ventina. Ed eccoci finalmente arrivati: la passeggiata è stata lunga ma ne è valsa sicuramente la pena.
Provvediamo, come tutte le altre volte quest’anno, a lasciare, in questa occasione appesa alla croce, la coccarda che ricorda i 150 anni dell’unità d’Italia e vengono scattate numerose foto. Dopo il solito allegro pranzo al sacco in cui tutti fanno a gara nell’offrire ogni ben di Dio, dai biscotti al caffè ai liquori, scendiamo nuovamente a valle e arriviamo alle macchine dove ci salutiamo e, stanchi ma soddisfatti, riprendiamo la via di casa.

 
Il CAI Verbano al Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga e Parco Regionale dei Castelli Romani - 15-18 settembre 2011 Stampa
Martedì 18 Ottobre 2011 21:00

Il  programma Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: scorcio di Santo Stefano di Sessanio in provincia dell’Aquila
Giovedi 15 Settembre:
Arrivo nel primo pomeriggio in bus nel Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga a Santo Stefano di Sessanio: visita del borgo e breve escursione a Rocca Calascio (circa 2 h A/R). Cena e pernottamento.
Venerdi 16 Settembre:
Colazione. Spostamento in bus (15 min) a Campo Imperatore (2120 m) da cui si parte per l’ escursione al Corno Grande vetta occidentale (2912 m, via normale da Sud, dislivello 810 m, salita 3:15 h, discesa 2 h). Ritorno in bus a Santo Stefano di Sessanio. Cena e pernottamento (un gruppo ha salito il Gran Sasso per la direttissima).
Sabato 17 Settembre:
Colazione. Spostamento in bus a Campo Imperatore. Traversata della Provvidenza: da Campo Imperatore (2120 m) alla Valle del Chiarino e la Diga della Provvidenza Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: verso il Gran Sasso da Campo Imperatore(1160 m) per il Passo della Portella e la Sella del Venacquaro (6.30 h, dislivello in salita 500 m, dislivello in discesa 1560 m). Dalla Sella del Venacquaro è possibile una salita opzionale (2 h A/R) al monte Corvo (2623 m, con 400 addizionali di salita/discesa). Spostamento in bus a Genzano nel Parco Regionale dei Castelli Romani. Cena e pernottamento in ostello.
Domenica 18 Settembre:
Colazione. Escursione circolare intorno al Lago di Nemi (3h; dislivello 200 m): Genzano-Le Piagge-Fonte Tempesta-Nemi-Lago-Genzano. Durante l’escursione si visitano i borghi caratteristici di Nemi e Genzano (1h). Pranzo tipico finale a Genzano con vista sul lago.

Ed ecco alcune considerazioni dei partecipanti:

Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: verso il Corno Grande dall’altopiano1. Ora, che con un po’ di nostalgia nel cuore facciamo ritorno a casa, nella nostra mente sfilano come scatti fotografici le immagini dei bei panorami visti, illuminati da un sole che in questi quattro giorni non ci ha mai abbandonati, di vasti spazi colorati dalla luce rosata dell’alba e da quella dorata del crepuscolo.
Quale gioia quando si è realizzato un sogno da anni coltivato: quello di raggiungere la vetta del Gran Sasso d’Italia!
Come dimenticare anche il lungo serpentone formato dai componenti del nostro gruppo che si allungava discendendo valli e risalendo colli o si stagliava fra roccia e cielo limpido!
Ancora sembra di sentire la freschezza dell’acqua di fonte andare a placare l’arsura della gola assetata. Che piacevole sensazione.
Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: verso il Passo del VenacquaroMa ciò che più resterà nei ricordi è l’aver vissuto quattro giorni fra amici leali e generosi in un’atmosfera di convivialità e simpatia.
Grazie, un bacio a tutti.
Lucia
2. Grazie al CAI di Frascati per avermi fatto sentire orgoglioso di questo nostro Bel Paese, troppe volte bistrattato. Questa è l’ITALIA che mi piace!!!
Aldo
3. Il ricordo delle vostre montagne e della vostra cortesia mi accompagnerà per lungo tempo.
Silvana
4. Ringrazio di cuore tutti gli organizzatori e tutti i partecipanti a questa meravigliosa gita al Gran Sasso. Emozioni dolcissime già guardando dal finestrino del pullman. Le dolci colline con gli ulivi, i vitigni e tutte le bellezze della natura.
Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: foto ricordo sul Corno GrandeUn solo rimpianto: mio marito non ha potuto venire (problemi alle ginocchia), ma vi assicuro che ogni passo che ho fatto egli era con me a godere di tutte le meraviglie che ho ammirato. Vi voglio bene!
Alida
5. Il viaggio, specialmente se con amici, ti riempie dentro. Ritorni diverso, sicuramente migliore. Questa è una fortuna che non sempre apprezziamo appieno.
Sergio
6. Non mi commuovo facilmente, eppure, non mi vergogno a dirlo, quando, grazie alla pazienza di due cari amici ho raggiunto il Gran Sasso per la direttissima, ho pianto, tra le braccia di un’altra cara amica.
Ecco il ricordo che porto a casa: valli stupende, ma è poco. Vette inondate dal sole, ma è poco. Paesini Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: posa della coccarda del 150.mo dell’unità d’Italia sul Gran Sassoda sogno, ma è poco. Quello che porto a casa è questo senso di amicizia sincera, disinteressata, vorrei dire piena d’amore, da parte degli amici di sempre e di quelli che abbiamo trovato qui e che ci hanno accolto con pari affetto.
Mi sembra di tornare  con questo grandissimo tesoro nel cuore.
Liborio
7. Quando il CAI Verbano ha proposto la gita al Parco Nazionale del  Gran Sasso, con entusiasmo ho aderito. Poi il grande giorno è arrivato e il mio sogno si è avverato e realizzato, con l’aiuto morale e il sostegno di Franco, Alberto, Paolo. Ho raggiunto la vetta ed ho pianto di gioia. Il mio pensiero e ringraziamento  va a tutte le  persone che hanno collaborato alla buona riuscita di tutto e delle bellissime giornate trascorse. Grazie di cuore e buon tutto. Un abbraccio Anna
Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: di ritorno dal Corno Grande su cresta8. Abbiamo attraversato l’Italia, raggiungendone il cuore: le montagne d’Abruzzo: belle, intriganti, immerse in spazi infiniti la cui vista suscita emozioni profonde di serenità e spiritualità.  Abbiamo seguito uomini e donne competenti e generosi che ci hanno fatto conoscere terre stupende.  Il Gran Sasso ci ha accolti, maestoso e solitario, sui suoi sentieri severi, impegnandoci in sfide con noi stessi ed i nostri mezzi per raggiungerne la vetta.
Santo Stefano di Sessanio, pur presentando ancora i segni del terremoto,  ci ha stupiti per le sue bellezze e la sua storia e per l’apprezzabile lavoro di recupero e di valorizzazione che vi è stato eseguito.
La lunga attraversata  della Provvidenza, in un susseguirsi di  monti, rocce lavorate dal tempo in forme e colori  vari e spettacolari, colli, pascoli, ampi valloni con  intense fioriture di bianchi “segnatempo” di rara bellezza, in una finale faggeta, ci ha posti in simbiosi con un ambiente difficilmente dimenticabile, con Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: il Corno Piccolosensazioni di vera libertà, vicinanza al Creatore e gratitudine  per tanti  e tali doni.
Il giro del lago di Nemi, interessante e suggestivo con le copiose e diffuse fioriture di ciclamini rosa, il conclusivo incontro conviviale, con scambi di saluti e ringraziamenti sinceri, hanno posto la parola fine a questi quattro giorni belli, ricchi, amichevoli, intensi, da non dimenticare. Grazie a tutti.
Carla
9. Un ricordo indelebile.   
Laura e Cesare
10. Esperienze indimenticabili con mille complimenti agli organizzatori. 
Luciano e Torrido
11. E’ bello pensare che in una società che purtroppo tende sempre a dividere ci sia qualcosa  che unisce sempre: l’amore per la montagna. Grazie.  
Vincenzo Minoia
12. Dura da noi… ma anche qui ho trovato molte salite, Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: Lago di Nemi visto dal sentiero che da Nemi scende al lagoma anche tante discese!!!! Brava e buona gente. Bravi! Alegar.   
Maurizio Bottini
13. Con questa magnifica collaborazione ho capito il vero spirito di chi frequenta la montagna. 
Innocente Mora
14. La vostra ospitalità e il calore dimostratici da tutti voi, assieme alla bellezza del Gran Sasso e dintorni è stata una bella esperienza che porterò sempre nel mio cuore.   
Guido Candelu
15. Ho negli occhi la bellezza della vostra terra!  E’ stata un’esperienza meravigliosa.Vi ringrazio per la vostra disponibilità e cordialità.  
Luciano Cristina
16. Dal Gran Sasso al lago di Nemi, passando attraverso diverse arti culinarie. Splendida organizzazione.
17. Quattro giornate molto intense, con ospitalità ottima e passeggiate impegnative, bellissimi paesaggi ed ottima cucina. (complimenti agli organizzatori dei CAI Frascati e Verbano).
Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: Basilio con Alberto spiegano gli aspetti geologici e ambientali del lago di Nemi18. Il trekking che abbiamo terminato è stato molto affascinante, grazie anche al tempo bello, alla compagnia e all’organizzazione. Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, salire al Corno Grande del Gran Sasso è stato emozionante. Grazie
19. Semplicemente grazie!!!
20. Grandi spazi, ampi valloni che portano il pensiero all’Infinito e ancora una volta, commossa,  ringrazio delle meraviglie create e che tu puoi godere. Grazie anche a tutti gli organizzatori di questa possibilità che mi è stata data.
21. Bei posti e panorami stupendi che avevo proprio desiderio di vedere. Completamente soddisfatta dei quattro giorni abruzzesi.  Complimenti al CAI di Frascati per la competenza e l’assistenza davvero encomiabili.
22. Immerso in uno scenario  grandioso e pieno di sole è stato emozionante godere di tanta bellezza e Il CAI Verbano in trekking al Gran Sasso: scambio di doni prima del ritorno a Verbaniariflettere sullo splendore del creato. Il mio sguardo si perdeva in ogni dove, e mi sentivo l’animo gonfio di gioia per tutta quella magnificenza e la fortuna di essere lì con tanti amici. E’ stato bello anche in cima al Corno Grande del Gran Sasso con tutti noi, CAI Verbano e CAI Frascati, felici ed emozionati per la meta raggiunta.
Non da meno è stata la Traversata  della  Provvidenza da Campo Imperatore dove abbiamo potuto godere di una natura bella e incontaminata, unica nel suo genere. L’ultimo giorno altrettanto piacevole  e riposante è stato dedicato al giro ad anello del lago di Nemi con il pranzo a Genzano sulla terrazza, con vista lago, del ristorante “Da Tittò” che ha chiuso l’indimenticabile trekking.
Grazie al CAI Frascati per questi quattro giorni ben organizzati e che porteremo con noi tra i ricordi più belli.
Franco

 
Geologia e geomorfologia dal vivo: il CAI Verbano in Val Loana – Lago del Marmo – con il dott. Giovanni Capulli - 11 settembre 2011 Stampa
Lunedì 26 Settembre 2011 21:00

Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Spiegazione della geomorfologia della valle.Questa volta l’escursione del CAI Verbano è stata di tipo culturale e didattico: infatti ci siamo recati in Val Loana e siamo saliti fino al Lago del Marmo in compagnia del geologo Dott. Giovanni Capulli.
L’escursione è stata preceduta da una serata in sede CAI, venerdì 9/9, durante la quale il Dott. Capulli ci ha introdotto ai principi di base della geologia e ci ha anticipato alcuni argomenti riguardanti i fenomeni che poi avremmo osservato in loco.

Quello che segue è il programma da lui proposto per l’incontro di venerdì:

  1. INTRODUZIONE ALLA GEOLOGIA CON ESPOSIZIONE DEL “MODELLO DELLA TETTONICA A PLACCHE”: descrizione del modello interpretativo della tettonica a placche, breve esposizione dei concetti di placca oceanica e continentale, meccanismi di formazione delle placche: le dorsali oceaniche e la subduzione.
  2. LA FORMAZIONE DELLE MONTAGNE: dalla subduzione alla orogenesi, ossia la formazione della crosta continentale e la formazione dei rilievi montuosi. Cenni sulla formazione della catena alpina.
  3. LA DESCRIZIONE DELLE ROCCE: introduzione alla petrografia, descrizione dei tipi di rocce e le loro sostanziali differenze.
  4. LA GEMORFOLOGIA: l’evoluzione dell’ambiente naturale e descrizione dei principali agenti geomorfologici.
  5. INTRODUZIONE ALL’ESCURSIONE IN VAL LOANA: approfondimenti degli argomenti trattati durante l’escursione:
    • LA PIETRA OLLARE
    • LE FORNACI
    • IL MARMO
    • LA GEOMORFOLOGIA
Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Le fornaci. Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Forno per la calcinazione.

Domenica 11/9 di buon mattino il gruppo composto da 17 soci e amici del CAI Verbano si è ritrovato a Fondo li Gabbi in Val Loana e già dai primi passi in Dott. Capulli si è prodigato in interessanti ed esaurienti esposizioni sulla geomorfologia della valle: senza risparmiarsi ci ha mostrato gli esempi e le prove dei fenomeni naturali che in Val Loana sono numerosi e che hanno lasciato segni particolarmente riconoscibili soprattutto ad occhi esperti, quali per esempio il passaggio del ghiacciaio, la formazione di conoidi, l’azione erosiva del fiume, le frane ancora attive e, non ultimo, il riconoscimento dell’importante faglia, detta Linea del Canavese.

Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Alpe Scaredi. Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Lago del Marmo.

Molta curiosità e molto interesse ha suscitato la sosta alla parzialmente ristrutturata, antica fornace per la produzione della calce e, oggi, alla sua riproduzione in un piccolo forno lì vicino ad opera del Sig. Bergamaschi, il quale poi, a fine escursione, abbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere.
Il tempo, nonostante le nubi basse e la nebbia avessero in alcuni momenti fatto temere il peggio, è stato tutto sommato benevolo e ci ha permesso di realizzare tutto quanto era stato programmato: una volta giunti al Lago del Marmo, dove appunto si osservano bianchi affioramenti di marmo, l’aprirsi e il diradarsi della foschia, uno scenografico e sapiente gioco di luci e di ombre, la visione di zone del paesaggio ancora Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Foto ricordo all’alpe Scaredi.velate in contrasto a zone limpide e brillanti ci hanno regalato momenti di alta e autentica suggestione. E ancora il Dott. Capulli non si risparmiava nel fornirci spiegazioni, nemmeno quando pazientemente e generosamente rispondeva con precisione e con parole semplici (evitando cioè il “geologhese”) alle varie domande che via via, cammin facendo, gli venivano poste.
Molto interessante è stata anche la sosta lungo la strada carrozzabile della Val Loana, là dove è presente un importante esempio di pietra ollare, sfruttato per secoli dalla popolazione locale per la produzione di pentole e laveggi.
Il nostro grazie va al CAI Verbano che ha organizzato prima l’incontro in sede e poi questa escursione e soprattutto al Dott. Capulli che, con la sua evidente, quasi palpabile, passione per la materia, ci ha comunicato e mostrato un diverso modo di guardare l’ambiente naturale ed in particolare quello della Val Loana, già da molti di noi conosciuta e frequentata, ma ora vista con occhi nuovi.

Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Il dott. Giovanni Capulli  con il Sig. Giuseppe Bergamaschi che ha riportato in vita gli antichi procedimenti per la produzione della calce. Il CAI Verbano in Val Loana con il dott. Geologo Giovanni Capulli. Sosta lungo la strada carrozzabile della Val Loana dove è presente un importante esempio di pietra ollare.
 
Walter Bonatti, alpinista e scrittore è morto improvvisamente ieri sera a Roma - 14 settembre 2011 Stampa
Mercoledì 14 Settembre 2011 13:00

Il Club Alpino Italiano esprime il suo cordoglio per la morte di Walter Bonatti: “Alpinista straordinario, Bonatti portabandiera dell'Italia nel mondo”.

“Con Walter Bonatti se ne va un interprete fondamentale dell'alpinismo, un fuoriclasse che il mondo ci invidia”. Così il presidente Generale del Club Alpino Italiano, Umberto Martini, commenta la scomparsa di Walter Bonatti, avvenuta la scorsa notte a Roma. Gasherbrum IV 1958 - Walter Bonatti al campo base dopo la vittoria“Un uomo di riconosciuto e indiscutibile valore, un alpinista straordinario, un 'portabandiera' dell'Italia in momenti di rinascita del nostro Paese dopo la tragedia della guerra. Walter Bonatti era per noi tutti un esempio di rigore e serietà, un uomo anche capace di grandi slanci: basta citare il suo amore incondizionato per la montagna e l’ambiente. Tutto il CAI si stringe attorno ai famigliari per la perdita che li ha colpiti”.

Alle parole di Martini si aggiunge il ricordo di Annibale Salsa, past presidente Generale del CAI, colui che ha fortemente sostenuto il lavoro di ricerca dell'Associazione sulla verità storica della conquista del K2.

“Appresa la notizia della perdita di Walter Bonatti - afferma Salsa - sono rimasto profondamente scosso soprattutto perché, dal giorno della festa del suo ottantesimo compleanno nel Giugno 2010 a casa di Messner, dove ero stato invitato, ho avuto modo di vedere un Bonatti rinato a nuova vita. Un uomo rigenerato nel corpo e nello spirito, risarcito moralmente dalla sua piena riabilitazione da parte del CAI in rapporto all'impresa del K2. La mia più grande felicità resta, pertanto, quella di aver contribuito a portargli quella serenità nell'animo che Egli ha cercato di raggiungere per ben 54 anni! Caro Walter, ora puoi riposare in pace tra le Tue montagne dopo esserTi riappacificato con gli uomini! Il tuo Amico Annibale”.

(da www.cai.it 14.09.2011)

 
In MTB all'Alpe di Mera e monte Camparient - 11 settembre 2011 Stampa
Martedì 13 Settembre 2011 20:20

Essendo chiusa la seggiovia per Mera, abbiamo lasciato un'auto a Scopello e l'altra all'Alpe di Mera.
Abbiamo dapprima puntato in direzione del Monte Camparient poi, vista la nebbia che imperversava sulla cima, abbiamo deciso di prendere uno sterrato che con un bel traverso ci ha portati a Bimella.
La discesa è stata molto divertente: attraverso i pratoni delle piste da sci abbiamo raggiunto il termine degli impianti ed il sentiero 36A per Scopello.
Dopo averlo seguito per un breve tratto siamo stati "attratti" dal nuovo tracciato di Free Ride, così abbiamo abbandonato il 36A quasi subito per seguire il nuovo percorso che ci ha regalato una fantastica discesa molto "adrenalinica" fino alla stazione di partenza della seggiovia.
... abbiamo passato una bella giornata, un vero peccato però l'esiguo numero dei partecipanti!! eravamo solo in due!
Ora l'appuntamento è alla prossima stagione, sperando in una adesione un po' più consistente alle nostre bellissime cavalcate in MTB!

In MTB all'Alpe di Mera e monte Camparient: sullo sterrato In MTB all'Alpe di Mera e monte Camparient: sulla cima
In MTB all'Alpe di Mera e monte Camparient: la discesa attraverso i pratoni delle piste da sci In MTB all'Alpe di Mera e monte Camparient: discesa adrenalinica
 
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