Benvenuto nel Club Alpino Italiano - Sezione Verbano
Era il luglio 1874 quando un gruppo di 29 alpinisti intresi "battezzarono" l'appena costituita sezione Verbano del Club Alpino Italiano, inserendo una pergamena in una fessura nella roccia sul pizzo Marona, la montagna piramidale che sovrasta la città, battesimo ricordato dopo 125 anni, il 10 ottobre 1999, con una targa apposta sui muri della cappella della Marona. Ora, a distanza di quasi 135 anni, dando vita a questo nuovo sito si vuole virtualmente ripetere quel gesto simbolico, inserendo in questo moderno "contenitore" tutte le notizie che della nostra Sezione facciano conoscere la storia, le iniziative in corso d’opera, le programmazioni. I fondatori hanno consegnato alla montagna i loro progetti; la montagna li ha custoditi ed è stata lo strumento della loro realizzazione. I successori raccolgono quel testimone e, con la tecnologia informatica, divulgano quante più notizie possibili sul passato, presente, futuro della Sezione, aggiungendo così nuovi strumenti a servizio dei soci e dei simpatizzanti.
RACCOLTA FONDI “ IL CAI PER L'ABRUZZO ” Le coordinate bancarie per chi volesse contribuire al gesto di solidarietà a favore delle vittime del terremoto abruzzese: C.C. 500X36 Banca Popolare di Sondrio - Agenzia Milano 21 IBAN IT42 F056 9601 6200 0000 0500 X36 Comunicati del Club Alpino Italiano
Prossimi appuntamenti con il CAI Verbano - Intra
1 marzo Lunedì “L’EPOPEA DEL MONTE ROSA” di Eugenio Fasana a cura della Libreria Alberti di Verbania, presentazione di Teresio Valsesia.
3 marzo Proiezione filmato.
7 marzo Anello Devero - Cazzola - Val Buscagna - Devero - con le ciaspole. Causa previsioni di cattivo tempo l'escursione è stata rimandata a domenica 14 marzo. Da Devero, frazione Piedimonte, si raggiunge l’Alpe Misanco (1907 mt.) - da qui proseguiamo dritti verso il colle sotto il monte Cazzola: durante la salita vedremo alzarsi gradatamente di fronte a noi il Cistella e il Diei. Dal colle in una ventina di muniti si raggiunge la cima del Cazzola, con vista a 360° sulle vette circostanti, per poi scendere in direzione della Val Buscagna e raggiungere l’Alpe Vel (2080 mt.). Il ritorno avverrà percorrendo la valletta a fianco del Lago Nero, quindi la Bocchetta di Misanco, l’Alpe Misanco e Devero. Dislivello ca. 700 mt. -Tempo di percorrenza 6 ore - Difficoltà E. Partenza da Suna, P.le Cimitero ore 7,30. Informazioni: F. Rossi - 0323 556282 e M. Totolo 0323 404353. Al termine dell’escursione: esercitazioni nell’utilizzo dell’ARVA. La locandina dell'escursione
12 marzo Lezione teorica del Corso di Sci alpinismo Base: Pronto soccorso ed alimentazione - aperto a tutti.
15 marzo Lunedì “A PIEDI DAL RODANO ALLA MAGGIA” di Corinne Bille. Traduzione di Ettore Brissa e Katharina Benckert a cura della Libreria Margaroli di Verbania, presentazione di Erminio Ferrari e Ettore Brissa.
17 marzo Proiezione filmato
21 marzo Sulla “Via dei Torchi e dei Mulini” dal Sacro Monte Calvario di Domodossola a Villadossola. Itinerario a mezza costa che ripercorre mulattiere e sentieri tra gli antichi villaggi rurali dove forti sono le testimonianze di una millenaria economia contadina montana. Percorso: Domodossola - S.M. Calvario - Crosiggia - Anzuno - Molini - Tappia - Sogno - Varchignoli - Noga - Villadossola. Dislivello 550 mt - Difficoltà T - Tempo di percorrenza: 6 h comprensivo di visita alle Cappelle del S.M. Calvario e degli insediamenti rurali lungo il tragitto. Partenza ore 7.30 da Verbania Suna P.le Cimitero oppure ore 8.30 dal parcheggio ai piedi della mulattiera del Sacro Monte Calvario a Domodossola (in questo caso telefonare per segnalare la propria partecipazione). Informazioni: Marcello Totolo 0323 404353 - Franco Rossi 0323 556282. Dato che non è un giro ad anello sarà necessario lasciare alcune auto al punto di arrivo a Villadossola per il successivo ricupero la sera delle altre rimaste a Domodossola.
28 marzo Anello Riale Val Formazza - Rifugio Maria Luisa - Valrossa - Lago Toggia - Rifugio Maria Luisa - Riale - con le ciaspole. Lasciata l’auto a Riale (1728) si raggiunge il Rifugio Maria Luisa (2160). Da qui, volgendo a sinistra del rifugio, si entra nell’ampio anfiteatro della Valrossa situato a 2400 mt tra il Corno Mutt, la Punta di Valrossa e la Punta di Elgio. Il ritorno per praterie verso il Lago Toggia, con vista sul Corno del Castel e il Basodino, per poi raggiungere nuovamente il Rifugio Maria Luisa e quindi Riale. Dislivello ca. 700 mt - tempo di percorrenza 7 ore - Difficoltà E. Partenza h. 7,30 da Suna P.le Cimitero. Informazioni: F. Rossi - 0323 556282 - M. Canetta 0323 571670.
29 marzo Lunedì “POLVERE NELLE SCARPE” di Silvia Metzeltin a cura della Libreria Margaroli di Verbania, presentazione dell’autrice.
Marzo data da definire Gita sci alpinistica l’itinerario e la data sarà definita in relazione alle condizioni nivo-meteorologiche. Informazioni: M. Pellegrini 347 2247570 - M. Fattibene 0323 572765
Con le ciaspole con il CAI Verbano sul Monte Ziccher in Valle Vigezzo 21 febbraio 2010
Lunedì 01 Marzo 2010 19:00
E’ la prima uscita con le ciaspole, all’appello rispondono ben 17 soci di cui alcuni da Gravellona, Novara ed Omegna. In auto raggiungiamo Craveggia in valle Vigezzo e da qui fino al parcheggio sotto l’alpe Blizz. La giornata si presenta bene con cielo limpido e temperature miti quasi primaverili. Il percorso si svolge tutto sul versante sud quindi soleggiato per tutto il giorno e segue fedelmente i segnavia bianco-rosso per il Monte Ziccher (mt.1967), c’è comunque una bella traccia sulla neve che seguiamo fedelmente: alpe Blizz poi gli alpeggi di Pragrande e, seguendo il costone destro, la cresta sommitale da cui con traverso al colletto sotto lo Ziccher. Oggi le condizioni neve non sono favorevoli per cui meglio fermarci al colletto, in cima ci andremo un’altra volta: tempo di salita 2 ore circa. Sul colletto c’è un’aria fastidiosa per cui, dopo le foto di rito ed uno sguardo alle montagne attorno (Ruscada, Gridone, Torriggia, La Scheggia, Zeda … e un po' più lontano ad ovest il Monte Rosa) scendiamo per un tratto fino ad una zona riparata dove facciamo tappa per il pranzo. Il rientro non presenta difficoltà ed arriviamo alle auto in anticipo a quanto programmato: proprio una bella giornata … Alla prossima. Le foto dell'escursione
Manolo, il grande protagonista dell'arrampicata a Cannobio
Mercoledì 17 Febbraio 2010 15:39
Annunciamo con piacere che i Volontari del Soccorso Alpino di Cannobio organizzano un incontro con un grande protagonista dell’arrampicata moderna:
Manolo 'pareti & parole'
Cannobio 12 marzo 2010 h.21 Teatro Nuovo
Il ricavato della serata sarà impiegato per i lavori di ristrutturazione del bivacco Giorgio Ielmoni al Limidario.
Sentiero dei Castagni “Io vivo qui”, Stresa - Belgirate con il CAI di Stresa 7 febbraio 2010
Martedì 09 Febbraio 2010 23:00
Nell’ambito del progetto “Io vivo qui!” un folto gruppo di escursionisti del CAI Verbano è stato felice di incontrarsi con gli escursionisti soci del CAI di Stresa e da questa desiderata collaborazione (quanto sarebbe auspicabile che incontri di questo tipo fra vari CAI fossero sempre più frequenti!) è nata una bella passeggiata fra natura, storia, cultura e paesaggio. Il programma prevedeva di percorrere il “Sentiero dei castagni”, lungo il quale sono posti 12 pannelli informativi, con partenza da Stresa e arrivo a Belgirate, passando per le antiche strade, le mulattiere e i percorsi devozionali che collegavano i villaggi fra boschi di castagni, betulle, agrifogli e incontrando per via cappelle, chiese preziose e notevoli altre testimonianze di saperi antichi. Alla chiamata del CAI hanno risposto ben 90 soci appartenenti a varie sezioni CAI (CAI Stresa, CAI Omegna, CAI Borgomanero, CAI Villadossola, CAI Gravellona e CAI Verbano). Il gruppone con l’ottima, puntuale ed esaustiva guida di Francesco Frigerio del CAI di Stresa parte alle 9 e qualche minuto dal Palazzo dei Congressi di Stresa, quando una fitta bruma non vuole saperne di liberare la vista sul nostro bel Lago Maggiore. La stessa foschia diradandosi in seguito e con la collaborazione dei raggi del sole ci regalerà magiche suggestioni all’interno del bosco. Dopo aver attraversato il centro storico di Stresa lasciamo la strada asfaltata, là dove il colle del prestigioso Collegio Rosmini confina con il Parco di Villa Pallavicino, per imboccare l’antica strada romana che conduce a Passèra, transitando davanti al monumento dedicato a due grandi personaggi dell’800, ancorché amici, e ai loro incontri: si tratta del filosofo trentino Antonio Rosmini e dello scrittore lombardo Alessandro Manzoni. Poco più avanti Francesco ci fa notare una croce incisa su un masso, lì da secoli a delimitare l’antico confine fra Stresa e Brissino, un tempo rivali. Arriviamo presto all’Oratorio di Passèra e all’interno di questo possiamo ammirare il dipinto che riproduce il salvataggio miracoloso da parte della Madonna di un mercante di vino durante un naufragio e la copia della pala d’altare, dedicata alla Presentazione di Maria, il cui originale è stato recentemente trafugato. Proseguiamo inoltrandoci per un sentiero nel bosco fino a trovare le rovine del “mulin da la stria di Passèra”, luogo associato a lugubri leggende locali. Superiamo poi il sito in località Piane di Pramezzano a Brisino dove durante alcuni scavi furono rinvenute lapidi del I sec. a.C. riportanti iscrizioni in caratteri pre-romani. Per strada asfaltata arriviamo al Cimitero di Sant’Albino a Magognino dove una lunga sosta ci permette di vedere l’interno della chiesa, che conserva fra l’altro un affresco quattrocentesco di Madonna in trono, e in particolare nel cimitero una lastra sepolcrale di età barbarica. Riprendiamo il cammino su sterrata che subito diventa stretta mulattiera, calpestando tratti a volte ghiacciati, altre volte coperti di foglie, o ancora da ciò che è rimasto della recente nevicata, e proseguiamo fra terrazzamenti un tempo coltivati a castagni, viti, alberi da frutto ma anche a segale, patate e cereali. La bella mulattiera con scorci sul lago ci porta nei pressi del masso coppellato e della cappella votiva dedicata a S.Maria Mater Gratiae con i santi Albino e Grato: sulla roccia di base della piccola costruzione sono incise ben 274 coppelle che lascerebbero intuire antiche pratiche rituali pagane su questa pietra. Dapprima a ritroso sulla mulattiera, poi riprendendo la direzione verso Belgirate sbuchiamo sulla vasta radura che ospita la piccola Chiesa romanica di San Paolo: qui facciamo la nostra pausa-pranzo riscaldati da un sole, ora sì, limpido.
Sui sentieri dell’entroterra verbanese - sentiero “Io vivo qui - i 7 campanili” 24 gennaio 2010
Lunedì 01 Febbraio 2010 22:30
Questa bella e facile camminata, che apre l’anno escursionistico del CAI Verbano, ha richiamato, nonostante la brutta giornata, 67 escursionisti. Sono le 7,30 quando il lungo serpentone si muove dal P.le del Cimitero di Suna per percorrere la lunga “cavalcata” denominata “I sette Campanili”. Ci incamminiamo con lo sguardo rivolto alle nuvole/nebbia che purtroppo ci impediscono gli orizzonti lontani. Prima di prendere il sentiero vero e proprio, attraversiamo in tutta la sua lunghezza, ancora col buio, la via dei Partigiani di Suna (1° campanile), entro una cornice molto suggestiva di vecchie case. Superata Suna prendiamo il sentiero sulle falde occidentali del Monterosso dove intravvediamo alla nostra sinistra lo splendido Golfo Borromeo che si cela quasi completamente alla nostra vista a causa di nebbia stratificata e bassa. Fiduciosi proseguiamo il percorso e dopo breve tempo passiamo nelle vicinanze della “Torraccia”, torre medioevale trasformata in abitazione. Anticamente serviva come torre di avvistamento per gli antichi feudatari Borromeo. Seguitiamo su comodo sentiero e ci fermiamo alla chiesa del Buon Rimedio, un antico romitorio, ubicato su un vasto piazzale panoramico e ancora oggi meta della devozione delle genti locali. Ci portiamo avanti per il bel paese di Cavandone, un aggregato edilizio a carattere rustico montano. Transitiamo sotto la chiesa parrocchiale di Cavandone (2° campanile), dedicata alla natività di Maria, dove si innalza, in bella posizione panoramica antistante la basilica, il famoso Tasso plurisecolare, pianta alta 15 m. e con una circonferenza di ca. 3,6 m. Giunti a Cavandone scolliniamo per sentiero comodo e sicuro e ci dirigiamo verso Bieno (3° campanile), un antico centro medioevale ubicato a mezza costa ed esposto a mezzogiorno tra il Monterosso e la Val Grande, dove ci stanno aspettando altri amici. Si uniscono a noi e avanziamo sul crinale che separa la Val Grande dalla piana del Toce per raggiungere il Santuario della Madonna di Santino o del Patrocinio della B.V. Maria. Ivi giunti facciamo soltanto una brevissima sosta per via del persistere del cattivo tempo che non accenna a migliorare e che purtroppo rimarrà così per tutta la giornata. Da qui riprendiamo il sentiero per Rovegro (4° campanile) dove siamo accolti con un simpatico rinfresco dal Presidente dell’Associazione Escursionisti Val Grande Rachele Bottini e da Dario, amici di lunga data del CAI Verbano. Grazie all’Associazione per questa sempre gradita e sincera accoglienza! Riprendiamo il cammino rinfrancati nel corpo e nello spirito per Cossogno. Il gruppo di escursionisti si spiega nuovamente lungo le belle viuzze di Rovegro, rifatte con ciottoli di fiume e lastre di pietra al centro, in direzione del “Ponte Romano”, unico sentiero che conduce a Cossogno. Il Ponte Romano è costituito da un unico arco in pietra che in origine era di legno. Fu costruito nel 1773 nella parte più stretta della valle che segna il confine tra i due borghi. Il nome “romano” lo si deve al fatto che qualche visitatore nell’800 ne rimase tanto affascinato da ritenerlo un’opera più antica. Giunti sul ponte, dopo aver rivolto lo sguardo verso l’impressionante orrido sottostante, attraversiamo e ci avviamo verso Cossogno.
Giornata nazionale dedicata alla prevenzione in montagna "Sicuri con la neve" 17 gennaio 2010
Giovedì 14 Gennaio 2010 20:20
Domenica 17 gennaio 2010 il Club Alpino Italiano e il Soccorso Alpino invitano tutti gli appassionati di montagna, in particolare quelli che la praticano in inverno (ciaspolatori, sciatori e sciatori alpinisti, escursionisti…), alla giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti da valanga, che interessa tutto il territorio nazionale.
In Piemonte sono stati istituiti “campi neve” in tutte le province. Per il VCO, l’appuntamento è all'Alpe Devero, dove si effettueranno prove di ricerca con gli apparecchi ARVA e dimostrazioni delle tecniche di autosoccorso.
E' in vendita presso la nostra sezione il Calendario - almanacco CAI Verbano 2010.
Oltre ad essere corredato di foto di montagne e paesaggi del meraviglioso territorio di cui siamo fortunati abitanti, evidenzia, accanto ad ogni giorno dell’anno in cui è programmata una qualsiasi attività della nostra sezione, un’opportuna descrizione per rammentare quanto previsto e così stimolarne la partecipazione.
Sul Pizzo Leone (CH) con il CAI Verbano 25 ottobre 2009
Lunedì 26 Ottobre 2009 19:00
Ci siamo ritrovati la mattina alle 7,20 in piazzale Flaim per contarci e per compattarci nelle auto sapendo che il posteggio a nostra disposizione, all’inizio del trekking, è molto limitato. Ci è riuscito solo il “compattamento” nelle auto che erano ben 12. All’arrivo a PORERA abbiamo letteralmente colonizzato il parcheggio e la conta dei partecipanti è stata di 47. Grande soddisfazione per la nostra sezione anche considerato che erano rappresentate le sezioni CAI di: VERBANO, GRAVELLONA, OMEGNA, NOVARA, VILLADOSSOLA, PALLANZA. Presente anche Paolo, mitico socio della nostra sezione, che per partecipare alle nostre gite ci raggiunge dalla bella Cremona. Giornata incantevole, tersa, con quel poco di vento che non ci ha fatto sudare e che ha reso la vista sul Lago Maggiore (parte italiana lombardo/piemontese e quella svizzera) da mozzafiato. Senza difficoltà siamo arrivati tutti al pizzo Leone con vista splendida a 360° sulle cime italo/svizzere ormai imbiancate. Dopo l’immancabile foto ricordo e la firma sul libro di vetta, siamo ridiscesi su un bel pianoro, con vista lago, ove ci siamo rifocillati. Immancabili barzellette più o meno terse (come la giornata!), sane risate e molte pennichelle, hanno fatto arrivare l’ora della discesa a valle. Anche la discesa, con luce diversa da quella di salita, ci ha regalato panorami difficilmente dimenticabili. Una veloce fermata alla chiesetta del POZZUOLO e poi, presso la baita della forestale svizzera, ci siamo ricordati i prossimi appuntamenti. Dopo ringraziamenti e cordialissimi saluti siamo scesi per immergersi nelle “brutture” della città. ALEGHER !