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11 | 12 | 2017
Storia della Sezione Verbano - Intra Stampa

Undici anni dopo la fondazione del Club Alpino Italiano, il 2 maggio 1874, ventotto cittadini di Intra presentavano la domanda alla sede centrale dell'Associazione per costituire in Intra una filiale del Club.
I benemeriti promotori, di cui riportiamo il nome a titolo di onore, erano i seguenti: cav. Carlo Franzosini, Antonio Bianchi, arch. Vittore Isorni , Edoardo Caramora, geom. Giovanni Canna, avv. Francesco Franzosini, Leopoldo Franzosini, Enrico Weiss, Albino Taglioni, Pietro Taglioni, Gerolamo Pirinoli, Giulio Cesare De Antonis, dott. cav. Giuseppe Perassi, chim. Luigi Caccia, Pietro Bozza, Maurizio Boletti, Achille Imperatori, Giuseppe Aliprandi, Carlo Sutermeister, Ernesto Pelitti, ing. Alfonso Ceretti, Maurizio Imperatori, Giacomo Cobianchi, Vittore Müller, Oscar Guller, Antonio Tognacca, Eugenio Sanquirico, Giuseppe Sutermeister.
Il logo storico del Club Alpino Italiano Sezione VerbanoLa Direzione Generale, con esemplare sollecitudine, nella seduta del 9 maggio 1874, rilasciava l'autorizzazione firmata da Giorgio Spezia, eminente personalità di casa nostra, alla costituzione della sezione Verbano del Club Alpino Italiano, sede di Intra, quattordicesima in ordine di tempo nelle sezioni italiane.
Primo Presidente fu il Cav. Carlo Franzosini.

Subito la sezione diventò culla di importanti iniziative che coinvolsero frequentemente tutta la cittadinanza intrese e quella delle zone circostanti. Infatti il nome "Verbano" era giustificato dalla presenza di soci che abitavano in tutta la regione del Lago Maggiore, sia sulla sponda piemontese che su quella lombarda.
La prima manifestazione della Società fu un evento corale di tutta la città, dimostrato dalla folta partecipazione popolare alle solenni e commoventi cerimonie ufficiali di inaugurazione nel luglio 1874 che iniziarono con un afflusso di centinaia di persone su tutti i sentieri della montagna con bandiere, fanfare, canti e con esplosioni di diffuso entusiasmo e, alla sera con un lumeggiare in alto di falò e di allegria ed in basso, a Intra, il brillare festoso di raffiche di fuochi d'artificio e nella notte il pernottamento nella cappella ricovero di Pian Cavallone e nelle baite degli alpeggi circostanti.
La festa continuò il giorno successivo, il 5 luglio, con la salita al Pizzo Marona di un manipolo di 19 soci "pionieri" che giunti all'alba in vetta al pizzo al suono della fanfare, fra gli evviva universali, piantata la bandiera italiana e della sezione e, nota importante e curiosa per quei tempi, annotava la temperatura di 24 gradi Réaumur e di 75.5 di pressione atmosferica con stato igrometrico elevatissimo, collocavano in una fessura della roccia un bottiglione che conteneva la pergamena inaugurale che diceva:

A perpetua ricordanza dell'Inaugurazione
del Club Alpino Italiano Sezione Verbano
festeggiato dai Soci su questo eccelso Pizzo
il 5 Luglio 1874.
Durate, et vosmet rebus servate secundis
........................................................................................
forsan et haec olim meminisse juvabit ...
Dii miliora ferant ...

Un discorso di Enrico Weiss "vero missionario dell'alpinismo verbanese" commentava e chiudeva la cerimonia. Il Sig. Weiss era uno degli imprenditori svizzeri che furono tra i protagonisti, insieme ad eminenti personaggi della città, del grande sviluppo nell'ottocento di Intra chiamata allora la "Manchester del Verbano" per l'importanza e la molteplicità delle industrie, dei commerci e di molte altre iniziative tra le quali, oltre alla costituzione della Sezione Verbano del C.A.I., anche quella della Banca Popolare di Intra e dell'Istituto Tecnico Cobianchi.
Un inizio singolare e promettente.

E poi ...
Una storia gloriosa, esemplare antesignana di iniziative e di opere, molte delle quali ancora oggi di attualità, realizzate da uomini entusiasti ed intraprendenti, che guardavano non solo ai pendii delle montagne, alle vette, alle creste, ma anche ai territori nella loro totalità e agli uomini che li abitavano.

La salvaguardia dell'ambiente, la promozione, lo sviluppo delle attività delle genti della montagna, in particolar modo di quelle agropastorali e di quelle artigianali e di quelle timide ed embrionali del turismo, furono gli obiettivi perseguiti con intelligenza tenace ed entusiasmo dai dirigenti della sezione e realizzati con i mezzi più diversi e con una intensa e nutrita opera divulgativa, con conferenze in città e nei paesi di montagna, con la stampa di opuscoli dimostrativi, con la diffusione di regole, di norme, di consigli e istituzioni di premi per contadini ed allevatori.
Celebre il primo decalogo ecologico intitolato "I dieci comandamenti del coltivatore di boschi" diffuso capillarmente in tutta la zona. Fu infatti il rimboschimento della montagna l'opera che assorbì per molti anni energie e finanze della sezione, "lavoro gigantesco e sproporzionato alle esigue forze della nostra Associazione" notano i verbali dell'epoca, ma che, fatto intonare da tutto il popolo il "Laboremus", riuscì in pochi anni a impiantare vivai, a distribuire migliaia di piantine ai comuni e ai privati e a realizzare i grandi rimboschimenti quali: il BOSCO ROMA sul monte Cimolo, il BOSCO GARIBALDI sul pizzo dell’Omo in quel di Premeno, il BOSCO SELLA sul Mottarone, a ricordo del fondatore del CAI Quintino Sella "onde tramandare il nome venerato ai più tardi nipoti".

Rimboschimenti che continuarono in molte zone, con estensione minore, fino alla prima guerra mondiale e che costituì un importante patrimonio per la comunità del Verbano.
E allo scopo di promuovere e facilitare la frequentazione della montagna furono costruiti: nel 1881 il rifugio Cortano sulle pendici del Mottarone, nel 1883 il rifugio di Pian Cavallone con progetto del Geom. Canna, nel 1889 quello di Pian Vadà con progetto dell'Ing.Gabardini, nel 1897 quello di Bocchetta di Campo con progetto del geom. Meazza. Fu inoltre promosso e favorito con una cospicua donazione la costruzione del grande albergo Mottarone.
Sull'onda dell'interesse che suscitavano in quell’epoca le numerose scoperte tecniche e scientifiche furono creati degli osservatori meteorologici a Cannobio nel 1878 e al Mottarone nel 1889 e promosse la creazione e lo sviluppo delle piccole industrie di montagna nonché l’impianto di un tiro a segno.
Inoltre, interpretando a pieno le numerose e benefiche possibilità che la montagna offre in tutti i campi fu costituita nel 1897 la "Colonia Alpina Regina Elena" per bambini gracili e poveri ideata dall'Ing.Carlo Gabardini con sede dapprima a Miazzina e poi nella zona sottostante della Crosa. L'attività della colonia fu mantenuta con notevole impegno finanziario fino agli anni della seconda guerra mondiale.
Naturalmente una delle attività continua e principale fu quella dell'escursionismo con numerose escursioni sociali dentro e fuori la zona del verbanese, con incontri con altre sezioni italiane ed estere e con uno sviluppo sempre più crescente in particolare nel '900 fino ad arrivare ai giorni nostri nei quali l'escursionismo costituisce l'attività principale di tutte le sezioni del CAI.
Ovvio corollario dell'attività escursionistica fu la realizzazione di una fitta rete di sentieri in tutta la zona verbanese e la creazione di un corpo di guide e portatori del Verbano e del Cusio con relativo regolamento, norme e tariffe. Il sentiero più importante e più celebre è certamente il sentiero Bove, dedicato alla memoria dell’esploratore Giacomo Bove (1852 - 1887), che dalla Zeda portava fino al 1897 a Scaredi e, in seguito alla costruzione del rifugio di Bocchetta di Campo, proseguiva attraverso le Strette del Casè fino a Cicogna e al Pian Cavallone.
Risale all’anno 1868 quel raggruppamento comprendente le sezioni primigenie del CAI nella zona del Piemonte orientale e precisamente la sez. di Varallo (1867), di Domodossola (1869), di Biella (1873), Verbano (1874) che vennero denominate per "felice trovamento" del prof. Martino Baretti "Le Quattro Rosine".

Raggruppamento fertile di importanti iniziative comuni maturate nei periodici incontri che avvenivano nelle più note località di montagna della nostra zona. Collaborazione che fu ripresa negli anni cinquanta del secolo scorso da parte delle 17 sezioni della ex prov. di Novara e che prese il nome di "Sezioni Est Monte Rosa".
Nei primi decenni del '900 furono fondate le sottosezioni di Pallanza, Baveno e Cannobio. Pallanza e Baveno diventarono poi sezioni nel 1945.
Inizia negli anni '20 del '900 anche l'attività sciistica in gran parte individuale, ma anche sociale, con la partecipazione della sezione e con gare e corsi di sci che si svolgevano soprattutto in Formazza e più tardi anche al Mottarone e a Premeno.
Nel 1924 la sezione organizza una marcia alpina a squadre civili e militari denominata "Coppa Zanoni" con un percorso di Km. 44 che da Intra raggiunge il monte Zeda con ritorno ad Intra. La marcia ebbe allora cinque edizioni. Venne poi ripresa nel 1975 e continua tuttora con il nome di "Maratona della Valle Intrasca".
Nella prima metà del '900 l'attività sezionale fu caratterizzata soprattutto dall'escursionismo, da varie gite alpinistiche e da parecchi incontri con scambio di visite con sezioni straniere (svizzere, francesi e italiane), dalle prime gite scolastiche e anche da quelle familiari; più tardi anche da quelle dei giovani alpinisti. Ma l'impegno più pesante, continuo e dispendioso, fu quello della cura, delle risistemazioni, ristrutturazioni e ampliamento dei rifugi e degli arredi relativi che, oltre a subire l'usura del tempo, delle intemperie e di qualche incendio, ogni anno venivano ripetutamente depredate e danneggiate da ladri e vandali, malversazioni che sono continuate seppure saltuariamente in questi ultimi decenni anche al rifugio di Pian Cavallone e tanto per adeguarsi ai tempi pure con qualche seduta di drogati.
Dopo la seconda guerra mondiale fu ricostruito e ampliato il rifugio di Pian Cavallone, bruciato e semidistrutto durante i rastrellamenti tedeschi, ricoperto con il tetto quello di Bocchetta di Campo anch'esso semidistrutto, abbandonato quello di Pian Vadà completamente devastato.
Il grande ritorno alla ribalta nello scenario dell'alpinismo italiano e più precisamente in quello del Club Alpino Italiano, ha inizio nella sezione nei primi anni '40 del '900 quando incominciò una importante attività alpinistica da parte di alcuni giovani coraggiosi, tenaci ed entusiasti che, con mezzi rudimentali e con faticose trasferte in bicicletta incominciarono a scalare alcune importanti vette delle nostre Alpi.

Faceva parte di questo gruppo il portatore Giuseppe Moriggia che moriva sul ghiacciaio delle Locce il 18 agosto 1942. A lui venne intitolata la scuola di alpinismo che nacque nel 1954 dopo che due nostri soci avevano conseguito il brevetto di portatore del CAI. Questi eventi furono l'inizio di un periodo glorioso di una attività individuale di alto livello da parte di forti scalatori autori di importanti imprese e insieme con una attività collettiva che si tradusse in una serie di corsi di alpinismo e di sci alpinismo che continuano tuttora. Seguì la formazione di un corpo di istruttori nazionali e regionali e attività di alpinismo e sci alpinismo più importanti e più valide del CAI, sia per numero di componenti sia per la loro qualità, insieme alla nomina di due nostri validi alpinisti ed accademici del CAI. Un insieme di attività e iniziative che portarono all'importante traguardo, da parte della nostra scuola, di potersi fregiare del titolo di "Nazionale".
A coronamento delle iniziative svolte nel 1974 per la celebrazione del suo centenario di fondazione, la sezione acquistò una pregevole costruzione, la casa De Notaris in vicolo del Moretto nel centro storico di Intra, un edificio che allora era in pessime condizioni, ma che però, secondo le cronache del 1912 (rivista "Verbania"), era "fatto tutto di finezze, la casa più deliziosa di Intra". Fu ristrutturata negli anni '74 - '78 e restaurata e risanata per i danni causati dal tempo e dalle esondazioni del lago dal 2004 al 2007 con ingenti sacrifici e con notevole dispendio finanziario.
Gli eventi che nella vita della sezione ebbero una notevole risonanza pubblica, con un coinvolgimento non solo della città di Verbania, ma di tutta la zona furono: nel 1874 la cerimonia di inaugurazione della sezione, nel 1891 il 23° congresso degli alpinisti italiani, il 30 e 31 agosto a Intra con 300 intervenuti e le numerose iniziative per la celebrazione del centenario di fondazione nel 1974.

I presidenti succedutisi alla guida della sezione sono stati seguenti:
- Carlo Franzosini, fino al 15/8/1876;
- Albino Taglioni, fino al 14/1/1877;
- Giuseppe Broglio, dal 1877 al 1895;
- Carlo Gabardini, 1896;
- Giuseppe Pariani, dal 1896 al 1910;
- Alfredo Pariani, dal 1911 al 1947;
- Edoardo Righetti, dal 1947 al 1951;
- Giuseppe de Lorenzi, dal 1951 al 1954;
- Edoardo Righetti, dal 1955 al 1958;
- Vittorio Borgomainerio, dal 1958 al 1971;
- Roberto Clemente, dal 1971 al 2007;
- Enrico Colombo, dal 2007 al 2013;
- Franco Rossi, dal 2013, attualmente in carica.

Sintesi storica di Roberto Clemente

Alcuni documenti storici:

Dalla Frua al Sempione col Club Alpino Italiano Sezione Verbano e Club Alpino Svizzero Sezione di Ginevra - Renzo Boccardi 1912

Visioni Italiche - Per la conoscenza e la tutela della Valle Formazza, a cura della Brigata degli Amici della Valle Formazza - Renzo Boccardi 1913


 
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