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27 | 04 | 2017
CAI Verbano: Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago - 16-19 gennaio 2017 Stampa
Lunedì 06 Febbraio 2017 08:00

.... Il 2017  non poteva iniziare meglio di così:  4 giorni sull’Altopiano di Asiago  con gli amici del CAI Verbano e le ciaspole!
.... Ad ottobre 2016 Lucia Z., dopo la gita in Vigezzo, raccolte le adesioni, laboriosa  come sempre, ha iniziato ad organizzare: pensione / albergo, guide, pranzi, cene… ed ora eccoci qui, pronti per la partenza, 3 automobili ed un  pulmino stracarichi: siamo in 20! Sorrisi ed abbracci, il ritrovarsi è sempre gioia ed emozione. Con Enrica salgo sul pulmino, ritrovo Carla, Maria e Pieranna, Cesare ed  Egidio, Franco R. e Franco B che saranno i super autisti per tutto il viaggio!
....” Che belle gite fa il CAI VERBANO …”. Penso e ripeto più volte …
Il tempo trascorre in fretta, nel pulmino entra qualche spiffero d’aria fredda, ma siamo ben coperti e poi l’allegria  e le risate non mancano.
Ripenso  all’ALTOPIANO,  alla gita  del maggio 2016 che noi  tutti o quasi  facemmo con Carla M., il Monte Grappa, il sacrario, i 4444 gradini della Cala del Sasso, le trincee, la “grande guerra”… Ritroveremo  lassù anche le nostre due guide, Filippo e Marco, instancabili non solo nei passi, ma soprattutto nel raccontare i tanti e tragici episodi ed avvenimenti della Guerra dell’Altopiano.

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

Arrivati a destinazione, al nostro Albergo Campodimezzavia di Asiago, scarichiamo i bagagli, le ciaspole no, resteranno sul pulmino inutilizzate sino al ritorno, niente neve, ma poco importa: Filippo, la nostra guida, ci assicura  che anche senza neve  ci sono tante gite da poter fare;   non dubitiamo….  E così è!  Si parte di già, per non perdere tempo, per osservare e conoscere, comprendere  una guerra è impossibile, ma, ci spiega  Filippo, le tante mulattiere  lunghe in dolce salita, con tornanti larghi, sono state costruite dai soldati, per il trasporto degli armamenti e viveri  sino alle trincee ed alle fortificazioni.
Si lasciano in mezzi in località Valbella e si prosegue in fila in direzione Monte Valbella e Case Melaghetto… Filippo racconta con passione, ci indica il Monte Grappa, là in fondo, si intravvede il Sacrario nella neve, il Monte Verena ed il Forte … e poi ci mostra sui dossi e sui prati, perché ancora si vedono bene, i solchi ed i buchi delle cannonate: sono tante, così come sono stati tantissimi i morti. Tutti noi lo ascoltiamo, in silenzio, davanti  ad uno dei tanti cippi, a ricordo ,fatto con alcuni elmetti di ferro, pezzi  di baionette e fucili, filo spinato… I pensieri si fermano…
Si scende lungo una pista da sci, con poca neve, in fila, ancora immersi in quanto Filippo ci ha raccontato…
Ogni tanto, fermi tutti: si osservano le tracce degli animali: lepre?  volpe?  cervo? camoscio?  Si prosegue, ancora  un cippo  a ricordo di un atto eroico…Le nostre pile frontali  accese segnano il nostro passo, processione di luci, su queste belle montagne che non avrebbero mai voluto essere cimiteri…
Fa freddo, sia fuori che dentro al pulmino, perché l’aria calda negli ultimi posti non arriva. Pazienza!
La cena è una delizia, assaporo la piacevolezza di mangiare  con  amici, senza fretta, un goccio di vino rosso… Il primo giorno è passato, domani ci aspetta il Monte Verena ed il Forte, il tempo promette sole…

Martedi 17 gennaio: ci ritroviamo alle ore 9.00, tutti hanno dormito bene; con un po’ di sorpresa  anche il nostro pulmino si accende al primo tocco. Troviamo Filippo e Gianni, una nuova guida, che ci accompagneranno in questo secondo giorno. Dobbiamo, con i mezzi, raggiungere il punto di partenza di un altro sentiero, presso il rifugio  Verenetta, che  ci porterà  sino in vetta al Monte Verena ed al suo Forte.  La giornata è fredda, il sole splende; si parte ben coperti, per qualcuno non basta, sventola braccia e batti i piedi per riscaldarsi. Si sale anche oggi lungo una mulattiera, in dolce  pendenza. Filippo  ancora racconta di postazioni, amiche- nemiche, sempre così vicine  le une alle altre!  Gianni, la guida,  ci fa notare la differenza tra i rami del pino rosso e del piano bianco: mi ritrovo così  ad accarezzare dei rami per sentire se i loro aghi  pungono o no!  Le conifere, il larici, il pino mugo..che meraviglia! Si sale sino ad arrivare ad una fortificazione, ben conservata, davanti una facciata, dietro, scavata nella roccia.

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

I racconti di Gianni e Filippo sono tanti, racconti di guerra, di soldati morti anche per inalazioni di gas, per malattie… Ora la salita è meno dolce, i tornanti si susseguono, arriviamo al Morte Verena  ed al Forte  della Grande Guerra…zona sacra  1915- 1918. Sull’Altopiano, spiegano Filippo e Gianni,  come in nessun altro posto, si è combattuto dal primo e sino all’ultimo giorno della guerra, praticamente senza soste. Entriamo nel rifugio lì vicino, per scaldarci, pranzare ed ammirare il panorama delle montagne dell’ Altopiano. Immenso e splendido. Gianni e Filippo ancora raccontano, ma ora a tavola gli argomenti sono un po’ più… leggeri.  Si riparte, in visita al Forte della Grande Guerra, le pile frontali accese, si sale un po’, si scende, i muri sono asciutti, rientranze nelle pareti per le munizioni , aperture sulla valle per i mortai, scanalature per le travi, segni di rotaie nel terreno… Usciamo in cima al Forte, ci guardiamo intorno, tutt’intorno: il confine è così  vicino, immagino soldati austroungarici ed italiani, tedeschi ed inglesi, piemontesi, veneti e sardi…
”Dal sacrificio del passato il ricordo del presente“ e poi, sulla lapide, i nomi dei caduti e la loro provenienza, c’ è tutta Italia. La guerra, né vinti né vincitori, solo sconfitti.
Si riparte, scendendo da una pista da sci, anche questa con poca neve. Arriviamo al piazzale, è quasi buio, il pulmino parte.
A domani…  

Mercoledi 18 gennaio: oggi ritroviamo anche Marco, che i più  hanno già conosciuto  lo scorso anno. Si parte per la Cima Portule, m. 2220! Il  giorno prima  Filippo l’aveva già indicato: da lontano  mi appariva  un po’ in “piedi”, ripido  almeno nell’ultima parte, con il sentiero che “viaggia” in cresta… e da vicino?
Lasciamo i mezzi  accanto ad una  malga, Malga Larici, chiusa, in un  bel pianoro, saliamo lungo una mulattiera e poi lungo un ripido sentiero che attraversa anche un bosco bruciato;  questo è stato un incendio particolarmente  distruttivo, la terra è ancora  nera, brulla, i  tronchi di larici  carbonizzati. Arriviamo alla colletta, vento freddo, sguardo veloce alle montagne intorno e via…  Salgo con fatica, un passo dopo l’altro, guardo Marco ed i soliti temerari già arrivati , la Croce in vetta, indietro ancora qualcuno… Ma tanto arriviamo tutti  in cima, coma al solito!!!

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

Sono arrivata: la soddisfazione è tanta, non solo per essere in cima, ma per esserci con gli amici del CAI, le nostre guide  Marco e Filippo, tutti accanto ad una Croce di ferro, ad indicare la cima, ma non solo… Una preghiera  muta, un pensiero fugace… sullo sfondo  il Monte Grappa, il Monte Verena ed il Forte. Foto di gruppo, volti sorridenti ed infreddoliti, la sosta è un po’ più giù, in basso, in mezzo a ciò che rimane di altre fortificazioni. Frutta secca, un sorso di tè caldo  e via si riparte. La strada  di ritorno è lunga, una mulattiera in dolce discesa. Scendo adagio, immersa nei miei  pensieri… La Grande Guerra!  Quanti Morti, ma non si riesce ancora ad imparare. Mi fermo, torno indietro: Filippo a braccio alzato indica qualcosa. Silenzio…
Camosci, 2, no 3, 4, cinque sul ripido, sul fianco della montagna… Osserviamo… Belli!
Si riparte, riusciamo a vedere il sentiero di salita in mezzo al bosco bruciato…però… ripido! Scendiamo, sempre lungo la mulattiera, ogni tanto ci si ferma ad osservare la Cima… la Croce lassù… però ! ripido!!!
Giungiamo ai nostri mezzi, si riparte destinazione Asiago, per un tè caldo, una fetta di torta Ortigara e per qualcuno punch e vin brulè di mele…
Arriviamo  all’Albergo, lo osservo meglio: era un ospedale militare, con sala operatoria e reparti per curare i feriti. Il proprietario, gentilissimo, ci mostra vecchie fotografie, in bianco e nero,  di soldati e brandine… Ricordi per ricordare!
Cena gustosa e persino troppo abbondante! A domani!

Giovedi 19 gennaio: è l’ultimo giorno  sull’Altopiano, ieri abbiamo salutato Marco, la guida, preziosa, oggi ritroviamo Gianni, con Filippo, sempre presente, instancabile. Salutiamo i proprietari dell’Albergo  Campomezzavia  con un arrivederci speranzoso  e si parte, destinazione Cooperativa di Asiago Doc e Salumificio per acquisto  di formaggio, soppressa e carne salada. Detto, fatto!!!  Ma ora ci aspetta il  Monte Cengio, con altre fortificazioni trincee…  Si parte dal Piazzale  Principe del Piemonte  e ci si incammina  adagio in mezzo ai boschi, ascoltando le parole di Gianni che spiegano ancora il perché di tanti morti e poche vittorie, l’avanzamento delle truppe nemiche, lo sbarramento delle truppe italiane. Intorno, montagne meravigliose. Arriviamo ad una fortificazione  nella roccia e poi  ad un’altra, elicoidale, si sale ancora, sino ad arrivare  all’inizio di una stretta mulattiera strapiombante ; il dirupo è alto, guardiamo giù o almeno ci proviamo, la vista sulla valle mozzafiato. Filippo e Gianni  raccontano di soldati morti, presi “alle spalle”, precipitati … assalti, conquiste di montagne… la guerra né vinti, né vincitori solo sconfitti!

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

Arriviamo in cima, una Croce, un altare a ricordo  di gesti eroici e di troppi morti. Lasciamo il Monte Cengio, Gianni ancora racconta di montagne, prezioso ed instancabile, ci mostra orme sulla neve: volpe? Faina ? Ritroviamo gli automezzi, scendiamo, al bar della Stazione vorremmo mangiare solo un panino per poi ripartire ahimè verso casa, invece è un vero pranzo - merenda, vista l’ora!  Salumi e formaggi, vino rosso e vino bianco,  sottaceti… un brindisi a Lucia Z., impagabile organizzatrice di questi nostri 4 giorni sull’Altopiano, un brindisi a Filippo, Gianni e Marco, anche se oggi assente,  ma tant’è  dalle loro parole, dai loro racconti traspare l’attaccamento al loro Altopiano e la passione  per ciò che stanno facendo… Grazie!!!
Ritorniamo sui nostri passi , con lo struggente ricordo di quanto ascolato e visto,… soldati, giovani, fatiche e dolore, feriti e morti, senso dell’onore, paura...La guerra … né vinti né vincitori , solo sconfitti! Perché non impariamo? E montagne bellissime !!
Grazie di cuore a tutti gli amici della 4 giorni sull’Altopiano, all’ impareggiabile Lucia  per aver permesso tutto ciò…
A presto

Maria Grazia

Le foto dell'escursione

 
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