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22 | 12 | 2014
Benvenuto nel Club Alpino Italiano - Sezione Verbano


Ricerca storica del Club Alpino Italiano Sezione Verbano - IntraCari Soci e Simpatizzanti,
la nostra Sezione sta elaborando una ricerca riguardante la storia del nostro Sodalizio. Per arricchire quanto già in nostro possesso, abbiamo quindi bisogno anche della Vostra collaborazione per reperire ogni possibile testimonianza: documenti, fotografie, disegni, carte topografiche, articoli di giornale, appunti, medaglie ecc.
Vi invitiamo inoltre ad interpellare gli amici e conoscenti che potrebbero aiutarci.
I documenti, anche in fotocopia o in forma digitale di buona risoluzione, possono essere consegnati o inviati alla segreteria della nostra Sezione, che è a disposizione per ogni chiarimento.
Con mille ringraziamenti,

Club Alpino Italiano Sezione Verbano - Intra

 
AVVISO PER GLI ESCURSIONISTI
L'eccezionale stagione invernale ha determinato numerosi danni e frane sul sentiero R3 (difficoltà EE) che dal Pian Cavallone porta al Pizzo Marona, rendendone difficile e pericoloso il transito. Si segnalano smottamenti sia nel primo tratto dalla Cappella del Pian Cavallone al Colle della Forcola, sia nei tratti successivi.
 
Auguri di Buon Natale
 
Un alpenbiographie di Mirco Calzolari, scritto da Mino Ramoni - 16 novembre 2014 Stampa
Venerdì 21 Novembre 2014 08:00

Mirco Calzolari
Un alpenbiographie di Mirco Calzolari è stato scritto dal socio Mino Ramoni per Calore e calorie nel tradizionale convivio quarnese della sezione Verbano Intra del Club Alpino Italiano e presentato a Quarna il 16 novembre 2014 in occasione dell'escursione di amicizia con Roberto Clemente.
(Ricerca storica a cura di Verbania documenti  VB/doc)

E' un ricordo che vogliamo condividere con tutti.

Qui puoi leggere il testo completo di alpenbiographie

 
Mezzi motorizzati sui sentieri: confronto sì, deroghe no - 30 ottobre 2014 Stampa
Mercoledì 19 Novembre 2014 20:00

Lettera aperta di Umberto Martini, Presidente generale del Club Alpino Italiano ai Soci CAI e agli amanti della montagna.

Umberto Martini, Presidente generale del Club Alpino ItalianoL'incontro con Paolo Sesti, presidente della Federazione Motociclistica Italiana, ha suscitato un dibattito molto vivo e interessante all'interno del CAI. Dopo aver seguito il percorso di riflessione interna del Comitato centrale di indirizzo e controllo, della Conferenza dei Presidenti regionali CAI e del Comitato direttivo centrale voglio portare a più ampia conoscenza le nostre posizioni.
L'incontro con il presidente della FMI, è stata un'occasione per far conoscere le ragioni e i valori del CAI a chi parte da posizioni e interessi a noi contrapposti, e certamente anche per ascoltare quelle dei motociclisti. Qualcuno, partendo dal comunicato stampa che rendeva noto l'incontro, ha sostenuto sulla stampa che da esso sia derivato un accordo: ciò è pura fantasia non c'è né ci sarà alcuna concessione o deroga sulla nostra posizione circa la frequentazione motorizzata contro la legge sui sentieri e mulattiere di montagna. Allo stesso modo non si è mai affermato che gli interessi di escursionisti e motociclisti siano equivalenti, anzi ribadisco che sono inconciliabili.
Ribadisco che il CAI ha sempre condotto e continuerà a condurre le proprie battaglie contro la frequentazione indiscriminata dei sentieri di montagna con i mezzi motorizzati. La realizzazione dei sentieri, come dei rifugi, è sin dall'inizio della nostra storia uno degli elementi centrali della missione del CAI. La frequentazione e la tutela delle Terre alte è per me, e per il CAI, condizionata ai principi espressi nel nuovo Bi-Decalogo, che sono prima di tutto un codice di autoregolamentazione che i nostri Soci si sono dati. Ricordo anche le Tavole di Courmayeur e la Charta di Verona.
Il CAI è fortemente impegnato per ottenere la revisione del codice della strada. Gli interessi in gioco sono numerosi e molte sono le lobby che faranno pressione. Tra queste vi sono quelle legate al mondo dei motori, che hanno alle spalle non solo molti motociclisti, fuoristradisti e quaddisti, ma anche grandi interessi industriali e non solo. A questo proposito pongo una questione e cioè, in vista dell'obiettivo di ottenere la modifica del codice della strada, considerati gli esiti delle recenti battaglie perse, non dobbiamo, ora più di prima, mettere in campo tutte le possibili strategie per la creazione di quell'ampio consenso che ci consentirà di essere ancor più incisivi per la difesa e la tutela dell'ambiente alpino? Credo di sì.

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CAI Verbano - Croveo - Croveo, giro ad anello alla scoperta degli alpeggi toccando il lago di Agaro - 5 ottobre 2014 Stampa
Martedì 18 Novembre 2014 22:00

L’escursione nota come Anello di Croveo vanta recensioni quanto mai lusinghiere, del tipo paesaggio suggestivo, balcone dominante della Valle Antigorio, tuffo nella storia del popolo walser.
Ogni sezione CAI, prima o poi, non può esimersi dall’offrire ai propri iscritti una simile opportunità, ma difficilmente qualcuno eguaglierà la determinazione del CAI Verbano, che l’ha inserita nel programma annuale non una, ma ben tre volte, con il rischio di una ulteriore replica. La causa dei rimandi è sempre la stessa: condizioni meteo sfavorevoli.
Anche questa volta, il 5 ottobre, la giornata si era annunciata fin dall’alba con nubi plumbee, atmosfera fosca, aria grigia e pesante; poi aveva cominciato a piovere e l’acquerugiola ci aveva accompagnati fino a Croveo. Nel momento della decisione, al capo gruppo Franco in difficoltà è arrivato un insperato aiuto dal cielo, infatti ha smesso di piovere e si è evidenziato un accenno di schiarita. Questo è bastato a zittire la voce del diavoletto di turno, che proponeva di andare al Rifugio Crocette a mangiare la polenta e a ricompattare la comitiva, composta da una dozzina di persone, onde riprendere la retta via.

CAI Verbano - Croveo - Croveo, giro ad anello alla scoperta degli alpeggi toccando il lago di Agaro: Alpe Suzzo Basso CAI Verbano - Croveo - Croveo, giro ad anello alla scoperta degli alpeggi toccando il lago di Agaro: foto di gruppo all'Alpe Vargnana

Una mulattiera evidente e agevole ci ha condotti in breve agli alpeggi di Mollio basso e Mollio alto, un sentiero più erto ma ben segnalato a Suzzo basso, una scala rocciosa incisa nella bastionata a Suzzo alto, una traccia in alcuni punti resa scivolosa dall’acqua a Vergnana, avamposto alle propaggini del Gorio, che l’altro accompagnatore, Franco di Piedimulera, encomiabile nel fare gli onori di casa, ci ha invogliato a considerare come meta di una escursione futura.
L’intero percorso, che si snoda sulla sinistra orografica del torrente, offre un panorama a tutto raggio sulle montagne del Devero, sul fondovalle, su Baceno che … a noi è sfuggito!
In compenso abbiamo rivolto l’attenzione alle sue componenti storico – culturali: la fattura del sentiero, a tratti un’autentica scultura nella roccia, gli ampi terrazzamenti naturali plasmati dai ghiacciai, i nuclei rurali ancora resistenti ai venti e alle valanghe dopo decenni di incuria e di abbandono, con case e fienili dalla eccellente funzionalità e dall’armonica integrazione dei materiali da costruzione, la pietra e il legno. Abbiamo rivissuto nel ricordo frammenti di vita delle persone che per secoli hanno praticato questa via di collegamento tra il villaggio ora sommerso dall’invaso di Agaro e il paese, transitandovi da vivi nel fervore delle attività, adempimenti burocratici o mercati, ricorrenze religiose o feste, e da morti, dopo tanto faticare, per trovare riposo nel cimitero di Baceno.

CAI Verbano - Croveo - Croveo, giro ad anello alla scoperta degli alpeggi toccando il lago di Agaro: l'abitato di Croveo CAI Verbano - Croveo - Croveo, giro ad anello alla scoperta degli alpeggi toccando il lago di Agaro: scalinata scavata nella roccia scendendo da Pioda Calva
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CAI Verbano - Pizzo Ragno in Val Vigezzo con il CAS Ticinese, Locarno e Bellinzona - 21 settembre 2014 Stampa
Giovedì 02 Ottobre 2014 16:00

I primi chiarori annunciano una serena giornata in piazzale Flaim, dove si radunano gli escursionisti che oggi vogliono raggiungere il pizzo Ragno. Il gruppetto parte in perfetto orario, raccoglie altri amici a Suna, si prosegue per la Val Vigezzo e la val Loana, dove parcheggiamo in località Patqueso. Il numero dei partecipanti a questo punto RADDOPPIA (!) perché ci attendono una ventina di “colleghi” del CAS (Locarno, Bellinzona e CAS Ticinese) con cui eravamo d’accordo di condividere la giornata. In più ecco Donatella e Fabio (CAI Frascati), ormai dei “vecchi” amici che  oggi sono di nuovo con noi.

CAI Verbano - Pizzo Ragno in Val Vigezzo con il CAS Ticinese, Locarno e Bellinzona: sul ponte sul Rio del Basso sotto Patqueso CAI Verbano - Pizzo Ragno in Val Vigezzo con il CAS Ticinese, Locarno e Bellinzona: foto di gruppo sulla vetta

Scendiamo per sentiero fino all’alpe Basso ed iniziamo a risalire con dolce pendenza la Valle omonima, toccando diversi alpeggi, accompagnati dal mormorio del limpido torrente. In località Erta, il sentiero piega a destra e salendo in un bellissimo bosco di faggi raggiungiamo l’alpeggio di Al Cedo (dove sorge anche il rifugio del CAI Vigezzo splendidamente ristrutturato). Non ci ha spaventato una errata digressione sentieristica prima del bosco, siamo rapidamente tornati sul giusto cammino e, sul pianoro del Cedo, sostiamo per ammirare il dolce panorama prativo che ci circonda mentre più lontano si riconosce il pizzo Ruscada.
Si riparte, raggiungendo così l’alpe Geccio ed il bellissimo laghetto omonimo. La stanchezza comincia a farsi sentire ma la vetta del Ragno è ormai in vista… mezza barretta energetica e via, ci siamo quasi!..

CAI Verbano - Pizzo Ragno in Val Vigezzo con il CAS Ticinese, Locarno e Bellinzona: sullo sfondo il laghetto del Geccio CAI Verbano - Pizzo Ragno in Val Vigezzo con il CAS Ticinese, Locarno e Bellinzona: dal pastore all'Alpe Geccio
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CAI Verbano: Trekking ai Monti Sibillini con il CAI Frascati 11–14 settembre 2014 Stampa
Giovedì 02 Ottobre 2014 13:00

Giovedì 11: partenza di buon mattino in pullman da Verbania  per i Sibillini (km. 700) arrivo previsto al Valico di Castelluccio – Rifugio Perugia alle ore 14,00. Arriviamo però all’appuntamento con circa un’ora e mezza  di ritardo. Salutiamo gli amici del CAI Frascati che pazientemente ci attendevano. Alcune persone,  dei due gruppi, si trovano per un brevissimo  “breefing” e si decide che, nonostante il grave ritardo, si va a piedi al Rifugio degli Alpini a Forca di Presta, come da programma. Ci prepariamo in fretta e furia (intanto si sono fatte quasi le ore 16,30) Ci mettiamo dunque in cammino per raggiungere la meta prevista. Superato il Valico di Castelluccio il panorama si apre su ampie vedute sul Pian Piccolo e più avanti sul Piano Grande e, per sentiero di mezza costa ci dirigiamo a Forca di Presta dove arriveremo alle ore 20,00. Salutiamo il Gestore, depositiamo gli zaini nelle camere e subito a cena.

CAI Verbano - Trekking ai Monti Sibillini con il CAI di Frascati CAI Verbano - Trekking ai Monti Sibillini con il CAI di Frascati

Nei giorni successivi:
Venerdì 12: Salita al Monte Vettore e Traversata a Foce. Il Monte Vettore, il più ambito dei quattro giorni di trekking, non si è potuto fare a causa del cattivo tempo. Prima del  rifugio Zilioli tempo abbastanza soleggiato con nuvoloni di passaggio; dopo, vento freddo e nuvole basse. Continuiamo il cammino lungo il sentiero della traversata verso il Lago Pilato. Ivi giunti  il lago si manifestava e si nascondeva per via della nebbia che andava e veniva avvolgendo il paesaggio rendendolo magico. La traversata è risultata ricca di tesori botanici, alberi secolari, paesaggi lunari e conche glaciali. Cena e pernottamento a Taverna della Montagna a Foce. Cibo e accoglienza ottimi e canti fino a tardi.

CAI Verbano - Trekking ai Monti Sibillini con il CAI di Frascati CAI Verbano - Trekking ai Monti Sibillini con il CAI di Frascati

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Carta panoramica dei sentieri del territorio del Verbano
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