Benvenuto nel Club Alpino Italiano - Sezione Verbano
Era il luglio 1874 quando un gruppo di 29 alpinisti intresi "battezzarono" l'appena costituita sezione Verbano del Club Alpino Italiano, inserendo una pergamena in una fessura nella roccia sul pizzo Marona, la montagna piramidale che sovrasta la città, battesimo ricordato dopo 125 anni, il 10 ottobre 1999, con una targa apposta sui muri della cappella della Marona. Ora, a distanza di quasi 135 anni, dando vita a questo nuovo sito si vuole virtualmente ripetere quel gesto simbolico, inserendo in questo moderno "contenitore" tutte le notizie che della nostra Sezione facciano conoscere la storia, le iniziative in corso d’opera, le programmazioni. I fondatori hanno consegnato alla montagna i loro progetti; la montagna li ha custoditi ed è stata lo strumento della loro realizzazione. I successori raccolgono quel testimone e, con la tecnologia informatica, divulgano quante più notizie possibili sul passato, presente, futuro della Sezione, aggiungendo così nuovi strumenti a servizio dei soci e dei simpatizzanti.
INFORMAZIONE AI SOCI: ESCURSIONE STRADA ALTA DELLA VAL LEVENTINA (CH)
Con la convinzione di fare cosa gradita ricordiamo che il 19 settembre 2010 è prevista l’escursione Strada alta della Val Leventina: Airolo – Osco (CH). Il viaggio A/R ad Airolo verrà effettuato in pullman al costo di € 15.- a persona. La quota è stata calcolata su un minimo di 40 partecipanti. Prenotazioni entro e non oltre il 30 luglio. Iscrizioni in sede nei giorni di mercoledì e venerdì dalle 21,30 alle 23,00 o prenotarsi telefonando a Franco Rossi (tel. 0323 556282 ore pasti) facendo poi in ogni caso seguire il versamento della quota. Per la descrizione dell’itinerario e la difficoltà vedi “Calendario Attività 2010” del CAI Verbano alla pagina 25 o alle attività escursionistiche su questo sito.
Prossimi appuntamenti con il CAI Verbano - Intra
24 -25 luglio Monte Cevedale (3.769 mt.) nel gruppo dell'Ortles Cevedale (con il CAI di Gravellona T.) - prenotazione obbligatoria - sono richieste preparazione ed attrezzatura alpinistica. Informazioni P. Ferrari: 0323 587756
31 luglio e 1 agosto Trekking nelle Prealpi Orobie - Val Seriana - con pernottamento al Rifugio Coca. Difficoltà EE.
Sabato 31 luglio ore 6.30 partenza da Possaccio con pullman Almatours - arrivo Val Bondione - salita al Rifugio Coca (m 1892) sentiero 301 - 3 h circa - pernottamento al rifugio situato in una selvaggia valle posto al riparo del Pizzo Coca, la Punta Scais e Pizzo Redorta: i 3000 delle Prealpi Orobie.
Domenica 1 agosto Rifugio Coca - Rifugio Curò (m 1900) - Lago Barbellino tramite sentiero delle Prealpi Orobie - 4 h circa. Segue discesa dal Rifugio Curò a Val Bondione 2 h circa. Serata a Zogno con cucina tipica. Informazioni: M. Pellegrini 347 2247570
8 agosto Macugnaga - sentiero naturalistico: Pecetto - Belvedere zona faunistica - Alpe Pedriola - Rosareccio - Lago Secco - Alpe Blezza - Macugnaga. Da Pecetto si raggiunge Roffelstaffel (1905 mt.) l’alpe Fillar (1974 mt.) ai piedi delle omonime cime (piccolo e grande Fillar) e del bivacco Belloni. Si attraversa quindi su morena il ghiacciaio per giungere all’Alpe Belvedere (1932 mt.) e da qui l’Alpe Pedriola (2065 mt.), i piani alti del Rosareccio, l’Alpe Rosareccio (1825 mt.); per il nuovo sentiero dei cacciatori, si passa dal Lago secco e quindi a Macugnaga, oppure risalendo per ca. 150 mt. si arriva sempre attraverso ampi boschi ai piedi del pizzo Nero da dove si ridiscende verso Macugnaga arrivando quindi a Pecetto - Difficoltà EE - Dislivello: 800 mt. ca. - Tempo di percorrenza: 6 h. ca. - Partenza da Verbania Suna P.le Cimitero h. 6,30 Informazioni: R. Contini 0323 53257 e L. Ronchetti: 0323 504102
21-22 agosto Monte Emilius (mt. 3559) - Aosta - dal Rifugio Arbolle (2496 mt.). Prenotazione obbligatoria entro aprile - Dislivello: 1° giorno - da Pila: ca. 900 mt., dal Lago di Chamolè (che si può raggiungere in seggiovia): ca.400 mt.; 2° giorno 1.053 mt. - difficoltà EE - è richiesto buon allenamento. Informazioni: F. Ramoni 0323 587335 La locandina con il programma dettagliato
29 agosto Corno del Gries (mt. 2928) (o Grieshor) dalla Diga di Morasco. Difficoltà EE - Dislivello mt. 1100 - tempo di percorrenza 5/6 h. - Partenza da Verbania Suna, P.le Cimitero h.6,00 Informazioni: F. Ramoni 0323 587335
Cicloescursionismo con il CAI Verbano: Fiesch e il ghiacciaio dell’Aletsch (CH) 4 luglio 2010
Venerdì 16 Luglio 2010 08:00
E’ l’ultima gita del programma 2010 e devo dire che abbiamo concluso ALLA GRANDE sia per il numero di partecipanti, nove, che per l’ambiente: la vista del ghiacciaio dell’Aletsch (il più grande dell’Europa) è notevole, ma anche il percorso è bello ed impegnativo.
La cronaca :
partenza da Intra alle ore 7,00 e arrivo a Fiesch alle 9,10
salita in funivia a Fiescheralp e alle 10,15 inizio del giro in MTB
1° tappa: Marjellensee tunnel e arrivo sulla sponda del ghiacciaio dell’Aletsch
2° tappa: risalita con MTB a mano seguita dalla bella, ma tecnica pedalata fino a Biel (sopra Bettmeralp) lungo la “riva” sinistra del ghiacciaio
3° tappa: discesa su Bettmeralp e Fiescheralp
4° tappa: discesa bella e divertente e rientro a Fiesch alle ore 15,10: in totale 5 ore di “adrenalina” da bikers provetti !!
rientro ad Intra alle ore 18,00 - stanchi e “molto caldi”.
Un grazie particolare a Matteo per la logistica del viaggio: un pulmino da nove posti con annesso carrello per le MTB era il massimo che ci si poteva aspettare.
Bilancio stagione 2010 più che positivo; questo fa ben sperare per i prossimi appuntamenti.
Ciao, alle prossime uscite.
Con il CAI Verbano alle Piccole Dolomiti: traversata Cengio Alto e salita al Monte Carega con il CAI di Schio – 26-27 giugno 2010
Domenica 04 Luglio 2010 23:00
Arrivo al Passo del Pian delle Fugazze, recupero di Paolo, trasferimento al grande Ossario del Pasubio, incontro con Giancarlo e Umberto, i due Vice Presidenti del CAI di Schio (che saranno con il gruppo verbanese per tutte e due le giornate di sabato e domenica), visita al memoriale in commosso silenzio, breve spuntino, accompagnati da un bel sole caldo. Poi, qualche goccia di pioggia che non scalfisce minimamente il clima di serena letizia che aleggia tra i 44….. gocce che ben presto si tramutano in una bella pioggia torrenziale che lascia perplessi, ma non sconfortati. La pioggia in breve tempo rallenta di intensità, cessa e ritorna il sole. Si parte tutti contenti, imboccando subito il sentiero 175 dell’Emmele; pendenza regolare, costante, lunga serie di tornanti che risale la costa Sud Est del Cornetto. Ritorna a piovere, sempre più intensamente, c’è vento e infine anche la grandine, piccola, fine, noiosa; nubi e nebbie intense salgono rapide dalla valle, grigie, avvolgenti. Il gruppo procede spedito e “colorato”; gli zaini riparati da sacchi che si spera impermeabili; ombrellini, ampie mantelle, giacche a vento che dovrebbero limitare i danni. E’ silenzio: si sente solo il ticchettio della grandine, il rumore dei passi sull’acciottolato e dei bastoncini sui sassi. La grandine cessa gradualmente, la pioggia si placa, si intensifica il vento e le nubi vengono finalmente allontanate. Ci si accorge così, arrivati sulla sella dell’Emmele, di essersi inerpicati su su verso le cime e di avere sotto ai piedi, proprio a strapiombo, la severa costruzione dell’Ossario e, appena a sinistra, il Pian delle Fugazze che la distanza rende piccolissimi, ma vicini. Il sentiero prosegue aereo e panoramico, aggirando le Torri dell’Emmele e del Dente Rotto, talvolta intagliato nella roccia, altre volte penetrante nella montagna attraverso gallerie basse e buie da percorrere con cautela con la testa china ed attenti a dove mettere i piedi. Ci si aiuta l’un l’altro, in silenzio. E’ un ambiente severo, quasi surreale: guglie di ogni dimensione, pareti vaste ed articolate, verticali pilastri, vaj stretti e ripidi di cui non si vede la fine, folate di nebbie che impreziosiscono e avvolgono il tutto in un alone di suggestiva bellezza, valorizzando il verde dei mughi e le molte varietà di fiori che costellano il percorso. Ed ecco la Forcella del Cornetto dove s’immette il sentiero 149 di Arroccamento “eccezionale percorso che corre lungo il versante est della catena del Sengio Alto, appena sotto il crinale, collegandone i rilievi. Realizzato dopo la Strafexpedition del 1916 per mettere in comunicazione le varie opere di difesa, costituisce un itinerario particolarmente panoramico di singolare bellezza alpinistica”, quindi il Passo degli Onari, Passo dei Forgari e quindi Passo delle Giare Bianche. Il prossimo passo è Baffelan, ma per raggiungerlo bisogna superare due brevi interruzioni (un tempo dotate di arditi ponticelli) attrezzate con robuste catene che, con il saldo contributo di Giancarlo, Umberto, Franco, Marco e Tino, vengono superate (forse con qualche po’ di adrenalina) con calma ed attenzione da tutti. Le soste sono lunghe e si ha così il tempo di focalizzare i particolare, vedere “faccine” nei profili delle guglie, scorgere un camoscio che atleticamente si sposta da un canalone all’altro, ecc. E poi Sasso delle Gane, con di fronte il Carega, il monte che saliremo il giorno successivo e di cui Giancarlo indica il percorso che si dovrà seguire, fino a Campogrosso, su bel sentiero che si ripercorrerà il giorno seguente, passando sotto l’incombente parete della Sisilla.
Con il CAI Verbano sui Pizzoni di Laveno - 13 giugno 2010
Mercoledì 16 Giugno 2010 18:18
Da Porto Valtravaglia (mt.199) , San Michele, Passo di Sant’Antonio, Rifugio Adamoli , Passo di Cuvignone, Pizzoni di Laveno (mt. 1105), Casere, Laveno Mombello.
Ore 7,30 ritrovo a Intra all’imbarcadero dei traghetti. Tempo uggioso. Previsioni non nefaste; forse si riuscirà ad evitare l’acqua. Imbarco e partenza alle ore 7,40 su un traghetto deserto. Breve sgambettata per raggiungere la scialba stazione FF.SS.. Acquisto del biglietto dal distributore automatico funzionante. Breve viaggio in treno sino a Porto Valtravaglia. Inizio escursione ore 9,20. Siamo in 15. Castelvecchiana e la frazione di Sarigo con i suoi vicoli, le case vecchie, gli archi, che sanno di curato e custodito, la bella chiesa. Fa caldo, sull’asfalto, poi nel bosco diventa insopportabile. Arrivo a San Michele, a quota 820 mt. con pregevole chiesetta romanica su ampio pianoro, edificata nel luogo di incontro di antichi percorsi che mettevano in comunicazione la Valcuvia con la Valtravaglia. Si raggiunge Sant’Antonio per il sentiero delle Bedrine, Arcumeggia e, per sentieri ripidi e non sempre segnati, ma con scorci notevoli sul lago, si arriva all’Alpe di Cuvignone con il Rifugio CAI Besozzo e puntata irrinunciabile al Poggiolo, autentico balcone sul lago, ma completamente offuscata la vista sul Rosa e compagni. Sosta pranzo al rifugio e poi ripartenza su bella salita ai Pizzoni e alla croce. Sul libro di vetta i nostri 15 nomi: Pucci, Mario, Franco, Ada, Franco, Carla, Franco, Paolino, Franco, Pieranna, Rocco, Giorgio, Tino, Carla, Giuseppe, La nostra Intra, il suo entroterra ci sono davanti, con il Monterosso e il Montecimolo che fanno da guardia del corpo; alle spalle la sventagliata della montagna solo intuibili causa la nuvolaglia; è bello, emozionante: una bella pagina di geografia. Rapida discesa in cresta a Casere, alla Gigliola e poi giù a Laveno, su una strada ripidissima da far urlare la nostre povere ginocchia usurate, in mezzo alla “civiltà”, quindi di nuovo il traghetto e, poco prima dell’attracco a Intra, le prime gocce che si tramutano presto in una leggera pioggerella che allenta sulla pelle l’arsura e l’afa della giornata. Sbarchiamo. E’ stata una bella, interessante, varia giornata in splendida compagnia. Grazie a Pucci, Franco e Mario.
Intra-Premeno: una ferrovia per la montagna. Serata con la Prof. Emma Lomazzi Caretti - 11 giugno 2010
Martedì 15 Giugno 2010 14:00
E’ stato davvero un incontro piacevole ed interessante quello di venerdì 11 giugno con la Prof. Emma Caretti, sia per la simpatia e l’indubbia capacità espositiva della Relatrice, sia per il coinvolgimento dell’uditorio nella “discussione” finale (alla maniera di una convention di prestigioso livello..), che per l’argomento trattato (ma quante cose abbiamo appreso su questa piccola ed umile tramvia di cui non vi è più traccia …)! Con l’ausilio di vecchie foto la Signora Caretti ci ha “raccontato” la storia di questa ferrovia, dall’idea di realizzarla al progetto vero e proprio, e poi la posa dei binari e le prime corse, la tramvia in tempo di pace (con i lavoratori che se ne servivano per scendere a Intra ed i primi sciatori che la domenica salivano a S. Salvatore) ed in tempo di guerra (che paura certe corse fermate dai tedeschi …), il tutto arricchito da aneddoti vivaci che hanno “colorato” la serata. Un altro modo per conoscere meglio il nostro ridente entroterra, avendo trascorso qualche ora davvero gradevole! Un grazie caloroso alla gentile relatrice e a tutti i partecipanti (particolarmente briosi e coinvolti …).
Note storiche su 'La ferrovia Intra-Premeno' sono pubblicate dalla Prof. Emma Lomazzi Caretti in Verbanus n.10 - 1989 pagg.191-216. (Alberti Editore per la Società dei Verbanisti).
Camminare insieme tra laghi e montagne: gemellaggio CAI Portogruaro - CAI Verbano Intra - 28-29 maggio 2010
Lunedì 14 Giugno 2010 18:00
E’ il titolo che si è voluto dare alla due giorni da trascorrere con il CAI di Portogruaro in trasferta sul nostro territorio, con un programma semplice, ma nello stesso mirato a far vedere il nostro lago da ogni angolazione. Il primo giorno (che doveva scontare ovviamente il lungo viaggio in pulman) si è pensato al Mont’Orfano con salita alla vetta dal sentiero diretto di Gravellona Toce e discesa al paese di Mont’Orfano e quindi a Mergozzo con l’obiettivo di far ammirare dall’alto i laghi, la piana del Toce, le propaggini dell’Ossola, di far conoscere la linea Cadorna, le vecchie cave con la imponente lizza, la serena bellezza dei due centri del lago di Mergozzo. Il secondo giorno il programma prevedeva la salita alle montagne di Verbania, al Pian Cavallone da Miazzina paese, Pala, Cappella Fina, Rifugio e discesa attraverso il Pizzo Pernice ed i tagliafuoco di ritorno a Cappella Fina, con lo scopo di far vedere la geografia del lago e lo schieramento delle vette dei 4000, prima tra tutti la parete est del Monte Rosa. Le condizioni meteo hanno però sparigliato buona parte del programma, costringendo a soluzioni risultate comunque accettabili, anche se il panorama è stato sovente …. un po’ annebbiato e confuso tra le nubi. La pioggia battente ha infatti costretto a rinunciare all’escursione al Mont’Orfano, facendola sostituire dapprima con un bel pic nic in sede CAI Verbano a base di porchetta ed ottimi vini (oltre a tante altre leccornie provenienti tutti direttamene dal Veneto) che ha fatto dimenticare ben presto l’inclemenza del tempo e la delusione per la mancata camminata e poi una rimediata visita alle Cave di Ornavasso, con salita a piedi fino al Santuario del Boden e discesa a Migiandone sulla linea Cadorna, gratificata da uno raggio di sole che ha consentito la vista del lago. La sera in sede c’è stato l’incontro tra i due CAI, con scambio di gagliardetti, di credenziali e di cordialità. Il giorno successivo si è effettuata la gita al Pian Cavallone, anche qui però limitata, in discesa, dall’incombente minaccia di pioggia. Pur con queste forzate variazioni di programma l’esperienza è stata più che positiva: per l’allegria, simpatia ed entusiasmo dei veneti, per il feeling che inevitabilmente si viene a creare tra persone con passioni comuni come quella dell’andare in montagna, per i rapporti schietti e franchi che il camminare assieme procura, sebbene sia rimasta da parte nostra un briciolo di delusione per non aver potuto far ammirare il nostro lago e le nostre montagna invase dal sole. Alla prossima…
Il CAI Verbano in Valle Cannobina - 23 maggio 2010
Giovedì 10 Giugno 2010 18:00
Spoccia - Cappella di Lego - Tre confini - Bivio per Alpe Spoccia - Tre Confini - Le Biuse - Olzeno - Gurrone - Slina - Spoccia.
Alle 7.30 del mattino di domenica 23 maggio eravamo in 42 al parcheggio di Spoccia pronti per intraprendere l’escursione organizzata in collaborazione con la Pro Valle Cannobina. Una giornata limpida, con temperatura gradevole, che ha permesso di apprezzare a pieno l’escursione, accompagnata dai commenti del Beppe Dellamora, che ha dato un tocco culturale oltre che paesaggistico alla passeggiata. Dopo la partenza è stato attraversato il paese di Spoccia, dove si sono potute ammirare le belle fontane di pietra fatte costruire alla fine del 1800 dal benefattore Luigi Minoggio, per poi raggiungere la lunga scalinata (75 gradini) che conduce alla chiesa di Saliùn, unica nel nostro comprensorio. Quindi la comitiva ha proseguito verso l’alpeggio Sumprè, lungo i bei prati ricchi di narcisi selvatici diventati ormai una rarità. Attorno si ammirava il versante nord della Zeda, il Vadà, la Piota, la Spallavera, Cortechiuso e il Torrione con la Laurasca in lontananza. Poi il tratto più impegnativo, quello che sale fino ai tre confini attraversando la cappella di Lego. Dai tre confini, lo scenario delle cime cambia, appaiono i Gridoni con la cima del Limidario, il Fronzina, il Faierone, il Giove ed in fondo uno scorcio di lago con Maccagno. Alle Biuse la calorosa accoglienza degli amici della montagna dove le donne hanno offerto un tè caldo e il Franco Testori ha intrattenuto il gruppo raccontando simpatiche storielle. La gita è proseguita attraversando Olzeno, raggiungendo Gurrone nella panoramica piazza della chiesa per la pausa pranzo al sacco o al circolo. Lungo il percorso, il Peppino e il Silvano hanno animato la comitiva facendo vibrare l’ugola con i loro tipici richiami che gli alpigiani facevano in passato. Alle 14 partenza verso Spoccia lungo la via percorsa da S. Carlo Borromeo il 28 giugno del 1574, quando pernottò a Spoccia in occasione della visita pastorale a Cannobio e Pieve. All’arrivo, presso il circolo ACLI, dopo un breve discorso del presidente della Pro Valle Silvano Dresti, si è consumato l’apprezzato rinfresco offerto dalla Pro Valle Cannobina. E’ stato un momento di festa rallegrato dalla fisarmonica di Renato, accompagnata da qualche passo di danza e dai canti dei presenti. Alcuni di noi hanno poi consumato anche la cena al circolo, mentre la maggior parte ha fatto ritorno verso Verbania, stanchi ma soddisfatti.
Il CAI Verbano in Ossola sulla Via dei Torchi e dei Mulini con visita al complesso megalitico di Varchignoli 16 maggio 2010
Martedì 18 Maggio 2010 12:00
Dal Sacro Monte Calvario di Domodossola, attraverso Anzuno, Tappia, Sogno, Varchignòli, Boschetto, Noga, Villadossola. Devo innanzitutto ringraziare Maurizio Bertolini del CAI di Villadossola che si è offerto con entusiasmo a farmi da guida per la necessaria ricognizione del percorso, eseguita il giorno antecedente la gita, e che ha saputo indicarmi con precisione ogni aspetto interessante dell'itinerario. Ciò si è rivelato fondamentale per la buona riuscita di questa camminata che oltre al semplice aspetto escursionistico ha offerto l'occasione per riscoprire la passata civiltà rurale montana ossolana e compiere un appassionante salto nella preistoria legata al megalitismo in Ossola. Ci siamo trovati in quindici domenica mattina a Domodossola, all'inizio della larga mulattiera selciata che porta al Sacro Monte Calvario; non molti, però tutti stimolati a scoprire cosa ci avrebbe riservato questa giornata escursionistica, istruttiva ed esplorativa. Due del gruppo sono appartenenti al CAI di Borgomanero. Giunti al Sacro Monte Calvario, dichiarato dall'Unesco "patrimonio mondiale dell'umanità", luogo unico dove arte, fede, storia e natura si incontrano, abbiamo potuto ammirare le cappelle della Via Crucis con il loro prezioso contenuto di statue lignee e in terracotta, opere realizzate nel corso di 300 anni da parte di importanti architetti, scultori, intagliatori, plasticatori e pittori che si sono succeduti a partire della seconda metà del 1600. Segue un giro tra le mura del castello e tra i viottoli del parco dell'immediatamente soprastante cima del colle di Mattarella, per poi riprendere il cammino. Dal Sacro Monte Calvario ci siamo diretti a Crossiggia da dove, con larga mulattiera immersa nel verde, saliamo ad Anzuno (seguendo l'itinerario A1). Dal villaggio di Anzuno si gode una stupenda vista panoramica sulla valle del Toce e sulle montagne vicine. E' circondato da campi e vigne e tra le sue vecchie case c'è un forno per il pane ancora funzionante ed un grande torchio da uva. Ai bordi della frazione si trova l'Oratorio di S. Antonio di fine XVII secolo. Il toponimo Anzuno sembra riferirsi al fatto che la pestilenza di manzoniana memoria non abbia risparmiato alcun abitante del villaggio e a chi chiedeva notizie dei rimasti veniva risposto « 'nzün » (nessuno). Nel frattempo scopriamo che una compagna di escursione, Rita Pastore, possiede una eccezionale competenza in geologia e archeologia e che aveva aderito alla nostra gita perché interessata alla parte con tema "preistorico". Con la sua preparazione ed occhio attento e allenato, lungo il percorso ha spesso indirizzato la nostra attenzione su particolari che altrimenti sarebbero passati inosservati. Da Anzuno una mulattiera ci porta in località Molini. Appena oltrepassato il ponte sul Rio d'Anzuno, sulla destra si scorgono due mulini per granaglie i cui edifici, con muri in pietra a secco e tetti in piode, sono posti a fianco del torrente che forniva la forza motrice per le grandi ruote in sasso ancora visibili all'interno. Poco distante dai mulini c'è un grande masso usato a suo tempo come cava di pietra ollare che mostra le incavature delle pentole asportate.