Tutti gli articoli

La quarta uscita del calendario escursionistico del CAI Verbano – Intra inizia col ritrovo logistico a Suna, si parte puntuali alle 7.30. Siamo un bel gruppo di 24 persone. Saliamo in auto al parcheggio di Patqueso, quota 1.124 m., viene portata un’auto a Fondo li Gabbi per facilitare il rientro pomeridiano e, tornati Marco e Pier da quest’ultima operazione, alle 9, come da programma, iniziamo il cammino sul sentiero M24.

CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: nel bosco di faggi verso l'Alpe Cortino CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: l'Alpe Cortino

Il sentiero è ben tracciato, regolare, mai troppo ripido e ci permette di salire con un buon passo; l’aria è frizzante, il cielo è sereno e il bosco di faggi che percorriamo è meraviglioso: il terreno è ancora ricoperto dal colore dell’autunno/inverno, le foglie secche sono ancora quasi intatte a causa di questo inverno così anomalo, i tronchi grigi e infine le chiome verdi, il verde tenero della primavera. Arriviamo all’Alpe Cortino (1.491 m), balcone naturale sulla Valle Vigezzo, la vista spazia sul versante nord della Valle e sulla parte alta delle Centovalli. Scattiamo le prime foto della giornata, ammiriamo il panorama e i grandi prati che circondano l’Alpe, le baite e la stalla che attendono di essere caricati a pascolo fra qualche settimana.

CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: l'altopiano della "Valle dei Pittori" CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: l'imbocco delle Centovalli

Ritemprati riprendiamo il cammino, salendo di quota il bosco si dirada, i faggi lasciano il posto ai larici, iniziamo a calpestare qualche traccia di neve. Deviamo a sinistra prendendo il sentiero che ci porterebbe a vedere le incisioni rupestri di Pianzà. Il tracciato è parzialmente innevato e, per motivi di sicurezza, si decide di rinunciare. Torniamo sui nostri passi e riprendiamo il sentiero che sale con regolarità in un bosco che si dirada sempre più fino a lasciare il posto ai prati semi innevati in quota, arriviamo a La Cima (1.810 m). Ci copriamo in fretta perché fa freddo e ci fermiamo vicino all’alta croce metallica ad ammirare il panorama a 360°, maestoso, che si apre sotto ed intorno a noi. Qualche minuto per le foto, una breve merenda e si riprende il cammino.

CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: usciamo dal bosco poco prima de "La Cima" CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: la croce di vetta de "La Cima"

La nostra meta, Testa del Mater è appena più avanti: dobbiamo scendere una cinquantina di metri e risalire lungo il sentiero che ci porta agevolmente ai 1.846 m della Testa del Mater. Ci scambiamo le impressioni ed ammiriamo il panorama spettacolare intorno a noi, versante nord della Valle Vigezzo, la Valle di Finero, le severe montagne della Val Grande, la Laurasca e la sua costiera fino al Pizzo Ragno, il verde primaverile del fondovalle che contrasta con i prati secchi in quota e le cime innevate. Kia, il cane di Marta ci invita a giocare con la neve.
Al momento di proseguire sulla dorsale della Val Loana, vista la criticità della discesa dal punto culminante della Forcola, si decide di far scegliere ai partecipanti se proseguire l’escursione come da programma o tornare riprendendo il sentiero dell’andata.

CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: sulla vetta della Testa del Mater CAI Verbano: Valle Vigezzo - Val Loana - Testa del Mater: relax a Fondo li Gabbi (Fundighebi)

Metà dei partecipanti preferisce rientrare dal sentiero di andata accompagnata da Marcello, ci incontreremo di nuovo a Fondo li Gabbi.
L’altra metà prosegue percorrendo la bella cresta, parzialmente innevata, fino ad una depressione nei pascoli e poi, con una lunga, dolce salita raggiunge il punto culminante della Forcola. A destra della cresta vediamo la Val Grande e le sue montagne, in lontananza alcuni alpeggi, una cappelletta, di fronte a noi la bocchetta di Scaredi innevata, sotto a sinistra la Val Loana.
Iniziamo la discesa ed affrontiamo il punto più delicato, il sentiero scende tortuosamente fra roccette ripide fino all’intaglio della Bocchetta della Forcola (1.685 m). Ringraziamo Franco e Ada, che, pazienti e calmi, ci consigliano e aiutano a superare le difficoltà.
Alla Bocchetta della Forcola, pranziamo con calma, poi riprendiamo la discesa, passiamo accanto a due baite diroccate (il tetto di una di queste suscita l’interesse in quanto rivela una forma particolare), scendiamo per il sentiero attraverso un bel bosco di latifoglie e raggiungiamo il fondovalle. A Fondo il Gabbi il Rifugio Laurasca ci accoglie con invitanti tavoloni all’aperto, ci ristoriamo e ricongiungiamo i due gruppi.
E’ terminata una bella giornata, ringraziamo gli accompagnatori e organizzatori Franco e Marcello, salutiamo i compagni di escursione e ci diamo appuntamento alla prossima!

Cristina

Le foto dell'escursione