L’escursione di domenica ha offerto una straordinaria varietà di ambienti e atmosfere grazie al passaggio su due versanti completamente diversi: il sud, caldo e luminoso, affacciato sull'antropizzazione lacustre e il nord, fresco e silenzioso all'interno del Parco Nazionale della Val Grande. Una giornata resa ancora più piacevole dalla compagnia affiatata del gruppo, capace di condividere passi, osservazioni e silenzi.
Partiti da Ruspesso, abbiamo imboccato il sentiero che scende dolcemente verso Vercio, attraversando un bosco misto di castagni, faggi e betulle, tipico della Bassa Val Grande.
L’atmosfera era tranquilla, la compagnia allegra, con la luce del mattino che filtrava tra le fronde accompagnandoci tra ombreggiate vallette.
Il piccolo nucleo di Vercio, con le sue baite in legno e pietra, è un vero giardino botanico, arricchito da una fioritura rigogliosa di azalee e rododendri. Qui abbiamo fatto un giro dell'alpeggio passando dalla chiesa-eremo e affacciandoci su balconi molto panoramici.
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Dal borgo è iniziata la salita verso la Colma di Vercio, interamente sul versante sud, già ben esposto al sole: caldo, ma non opprimente. La luce attraversava il bosco, creando un ambiente vivo e il gruppo, pur su un sentiero ripido, ha trovato un ritmo costante, alternando conversazioni a momenti di cammino silenzioso, in cui ognuno si godeva la luminosità del versante e gli scorci sui tre laghi di Mergozzo, Maggiore e Omegna.

Raggiunta la Colma di Vercio, punto più alto dell’escursione e meritata conquista, ci siamo fermati a prendere fiato e a scattare qualche fotografia insieme, con quella sensazione di arrivo che dà sempre soddisfazione.
Dalla Colma è iniziata la discesa verso Corte Buè, in un cambio netto di atmosfera. Il sentiero si è immerso in un fiabesco bosco di faggi e betulle fresco e ombroso, tipico del versante nord: ampio, arioso, mai fitto. Qui si respirava davvero l'aria della Val Grande: il silenzio, i tronchi alti e possenti, il profumo di foglie e di terra, la sensazione di essere lontani da tutto. Il gruppo è sceso rispettando quel silenzio profondo, in tratti che invitano a camminare piano, ad ascoltare e a osservare.
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Siamo arrivati a Corte Buè poco dopo le 12, con il sole che illuminava le baite in pietra, restituendo un po’ di calore dopo la frescura del bosco.
A Corte Buè abbiamo avuto il piacere di incontrare e salutare gli amici del Gruppo Escursionisti Val Grande che ci hanno accolti con grande cordialità. Un momento semplice ma significativo, che ha aggiunto un ulteriore tocco umano alla giornata: strette di mano, sorrisi e quel senso di appartenenza alla stessa passione per la montagna.
Nel nucleo centrale dell'alpeggio il Gruppo Escursionisti Val Grande ha restaurato una baita adibita a rifugio riservato ai soci e una seconda struttura, il "Bivacco Serena", destinata all’uso escursionistico e aperta a tutti.
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Qui siamo stati raggiunti anche da una comitiva del CAI di Arona, già incontrata alla partenza da Ruspesso, che con la loro escursione hanno percorso buona parte dei nostri stessi sentieri passando però dalla cima del Monte Faiè.
A Buè ci siamo fermati per il pranzo al sacco, una pausa conviviale che ha dato ulteriore valore alla giornata. E' stato un momento senza fretta, con il tempo di chiacchierare, riposare e lasciarci avvolgere dall’atmosfera del luogo.
Davanti a noi si apriva uno scenario unico: un ambiente ricco di storia antica, dapprima modellato dalla fatica dell’uomo e poi lentamente restituito alla natura, oggi silenzioso e selvaggio.
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Verso le 14, salutati gli amici del Gruppo Escursionisti Val Grande, siamo ripartiti in direzione della Croce sopra Ompio, una salita costante ma non faticosa. Lungo il percorso abbiamo incontrato un punto di memoria importante: il cippo che ricorda il biplano della Regia Aeronautica precipitato in questa zona il 13 agosto 1935 durante un violento nubifragio, in cui persero la vita i due piloti. Un luogo che invita a un momento di riflessione: in mezzo al bosco, tra faggi e silenzio, quel cippo ricorda come la montagna non sia solo natura e panorami, ma anche storia, vicende umane, tracce lasciate dal tempo.
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Dalla Croce con un'ultima breve discesa ci siamo raccolti nei pressi del rifugio Fantoli di Ompio per poi proseguire il rientro a Ruspesso. Gran parte del gruppo si è poi fermato lungo la strada al Giangj bar di Santino per una fresca bibita, ottimi stuzzichini offerti dal gestore e le ultime chiacchiere prima di salutarci augurandoci una prossima soddisfacente camminata.
Grazie a Paola e a Marco per aver proposto, organizzato e condotto un'escursione capace di valorizzare la varietà del territorio e la compagnia affiatata del gruppo; grazie a Camilla per le sue preziose spiegazioni sulla flora incontrata.
Una giornata completa, ricca di natura e sensazioni autentiche.
Marcello
Ruspesso - Vercio - Colma di Vercio - Corte Buè - La Croce - Ompio - Ruspesso.
Difficoltà: E - Dislivello: m 975 - Lunghezza percorso: km 10,5 - Tempo percorrenza: 5 h
Percorsi A52b, A52, collegam. a Corte Buè, P07b, A54.









