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Domenica 21 giugno, solstizio d'estate, Claudio ci ha accompagnati in Val Sorba, una valle laterale e poco conosciuta della Valsesia, un luogo dove la montagna conserva ancora un carattere selvaggio e autentico.
Già il soprannome, la “Valle dei Tremendi”, ci immerge in un'atmosfera di leggenda: nelle storie che circolano attorno alla valle compaiono passaggi legati ai movimenti ereticali di Fra Dolcino e dei suoi seguaci, briganti che si nascondevano tra i boschi, pastori e carbonai che sfidavano l’inverno. Personaggi non sempre verificabili storicamente, ma utili a spiegare perché la valle sia percepita come “tremenda”: simboli della resistenza e della capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Racconti di fughe notturne, rifugi improvvisati e sentieri segreti contribuiscono a costruire il mito di luogo severo e temuto.
L'escursione aveva anche una meta botanica: le peonie selvatiche, note come le "rose del sasso", una rarità che rende la Val Sorba unica in Valsesia. Fioriscono nelle radure sassose tra fine maggio e metà giugno, sui versanti più luminosi esposti a sud-est, creando fioriture suggestive e delicate.

CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: Campello, Ristoro Heidi CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: Alpe Sorba, sculture di Renato

È una valle che non si rivela subito: da Rassa, capoluogo e punto di partenza, si entra in un bosco fitto accompagnati dal rumore fragoroso delle cascate del torrente Sorba, mentre una temperatura gradevole ci fa dimenticare il caldo soffocante della pianura. All'Alpe Campello passiamo accanto al Ristoro Heidi, una bella baita-ristorante, punto di riferimento per gli escursionisti, famosa per la cucina tipica valsesiana.
Proseguiamo verso l’Alpe Sorba, sempre sul percorso 251, a circa 1.150 m: un alpeggio ben tenuto con baite in pietra e legno, con capre e vacche al pascolo, testimonianza dell’economia pastorale ancora attiva.

CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: scultura di Renato che riprende il brano "Il vecchio e il bambino" di Guccini interpretata anche da I Nomadi CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: animali del bosco, sculture di Renato

L’Alpe Sorba è un museo a cielo aperto grazie alle numerose opere in legno scolpite da Renato C., qui nato e cresciuto: volti, animali e oggetti simbolici sparsi tra le baite e i prati, accompagnati da poesie e riflessioni sulla natura, conferiscono al luogo un carattere umano e creativo. Carica di significato è il "Il vecchio e il bambino", scultura accompagnata dal celebre, intenso, ma amaro brano di Francesco Guccini, del '72, reso famoso anche dall'interpretazione de I Nomadi.
Facciamo una breve sosta alla baita di Renato per salutarlo; alcuni di noi, Mario e Sergio, lo conoscono da tempo e promettono di ripassare da lui al ritorno.
Durante l'escursione incontriamo forni per la lavorazione della calce dislocati all’ombra del bosco di faggi e betulle ed esempi di carbonera che rendono la valle parte dell’ecomuseo della Valsesia, importante testimonianza dell’insediamento Walser della zona. Proseguiamo fino all'Alpe il Dosso e poi all'Alpe Massucco, così chiamata per la piccola montagnola che la caratterizza: qui la valle si apre e lungo i pendii affiorano bianchissimi strati di marmo; una vecchia baita con casera ancora in buono stato parla di attività passate e recenti. All'Alpe Massucco stupisce l'opera scolpita su pregiato marmo bianco locale "La natura risveglia i sensi" dell'artista Ireneo Romano Passera.

CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: Alpe Massucco CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: 'La natura risveglia i sensi', scultura in marmo bianco del Massucco dell'artista Ireneo Romano Passera

La ricerca botanica non ha però dato le peonie sperate: il caldo e l’anticipo stagionale le hanno fatte sbocciare e sfiorire prima della nostra gita. Avendo però riconosciuto le foglie, abbiamo individuato i luoghi dove crescono. La delusione è stata comunque ben compensata dalla miriade di altri fiori che ci hanno accompagnato durante la camminata, come in un giardino.
Giungiamo poco dopo all'Alpe Toso, qui, a 1649 m, c'è un bivacco del CAI di Varallo, ben tenuto e attrezzato con posti letto, tavolo, panche e stufa. E' un punto d'appoggio ideale per esplorare la Val Sorba superiore e salire al Colle del Loo. Entriamo e pranziamo all’interno, al fresco, chiacchierando e riparandoci per un po’ dal sole cocente.

CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: Punto di appoggio Alpe Toso CAI di Varallo CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: acqua freschissima nelle lanche del torrente Sorba

Dopo circa un’ora - non prima che le nostre “ragazze” abbiano ben pulito e riassettato il bivacco, come sempre disponibili per questa delicata mansione - scattiamo le foto di rito e, con un po’ di nostalgia, ci prepariamo a tornare verso valle.
Lungo il ritorno ci fermiamo spesso ad osservare il torrente Sorba: le sue cascate, le lanche trasparenti e le lastre levigate scolpite dai vortici. L’acqua è freschissima; immergere i piedi, stretti per ore negli scarponi, è un piccolo rito che dà sollievo e beneficio a tutto il corpo, un dono offerto dalla valle.

CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: Alpe Sorba CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: Alpe Sorba, riflessioni

Siamo di nuovo all’Alpe Sorba da Renato: gli raccontiamo l’escursione e lui, gentilissimo, ci offre un bicchiere di vino, un gesto semplice che vale più di mille parole e suggella l’ospitalità di montagna, trasformando l’escursione in incontro. Prima di ripartire lo ringraziamo con calore e facciamo un giro completo dell’alpeggio per ammirare ancora una volta tutte le sue opere lignee esposte in questo straordinario museo a cielo aperto.
Chiudendo il gruppo mi sono spesso trovato un po' indietro, insieme a Sergio intento a fotografare ogni particolare. Ci incuriosisce un cartello che indica "Gula Talheintha": commentiamo il toponimo come derivante dalla parlata walser della Valsesia, "Gola dietro la valle". Sotto il sentiero, in uno dei tratti più selvaggi, in una profonda e nascosta forra, il torrente Sorba precipita incassato tra pareti di roccia con fragorose cascate.

CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: il Ponte della Gula a Rassa CAI Verbano: In Val Sorba, nella 'Valle dei Tremendi' alla ricerca della peonia selvatica: sculture in legno a Rassa

Giunti di nuovo a Rassa, facciamo un giro turistico del borgo, considerato uno dei Borghi più belli d'Italia, esempio di architettura valsesiana: baite con ballatoi in legno, tetti in piode, vicoli stretti. Non potevamo mancare di attraversare il Ponte della Gula, antico ponte in pietra a schiena d’asino, simbolo del paese, con una stupenda baita sullo sfondo colorata da un'infinità di fiori.
Grazie a Claudio per aver proposto questa indimenticabile escursione, che ripeteremo in un momento più favorevole alla fioritura del raro fiore e grazie agli amici che hanno condiviso la bella giornata.

Marcello

Rassa, Campello, Alpe Sorba, Alpe il Dosso, Alpe Massucco, Alpe Toso; ritorno su stesso percorso.
Difficoltà: E - Dislivello: m 650 - Lunghezza percorso: km 12 - Tempo percorrenza: 4 h 30 min
Percorso: 251
Fontane agli alpeggi, una sorgente lungo il percorso prima dell'Alpe il Dosso.

Le foto dell'escursione