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Mercoledì 20 marzo: da Verbania a Roma -  visita guidata ai Musei Vaticani
Giovedì 21 marzo: percorso delle Basiliche da San Giovanni in Laterano alla Basilica di San Pietro
Venerdì 22 marzo: da Cinecittà al Colosseo, attraverso il Parco degli Acquedotti, Parco di Tor Fiscale, Parco della Caffarella e visita alle Catacombe di San Callisto, l’Appia Antica fino al Colosseo
Sabato 23 marzo: Traversata del Monte Circeo nel Parco Nazionale del Monte Circeo: difficoltà EE – dislivello 650 m – tempo di percorrenza h 6,30
Domenica 24 marzo: promontorio del Parco di Monte Orlando (Gaeta)

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Le escursioni con altre consorelle sezioni del CAI risultano sempre positive, perché non c’è niente di meglio che affidarsi ai “locali” per assicurarsi itinerari interessanti, belli, particolari, personalizzati e un’impeccabile  organizzazione, collaborazione e assistenza.
E così è stato anche in questa circostanza, con un trekking certamente inusuale,  parte urbano e in una grande città come Roma e, in parte,  su sentieri in montagna e sul mare.
Gli amici/soci del CAI di Frascati e quelli del CAI di Esperia hanno fatto di tutto per farci star bene: ci hanno guidati, coccolati, istruiti ed erano tutte persone preparate,  colte, appassionate, che ci hanno aperto gli occhi e il cuore a meraviglie naturali ed artistiche di incomparabile bellezza,  conducendoci su itinerari cittadini, marini e montani difficilmente dimenticabili ed offrendoci con grande generosità e competenza i loro saperi, il loro tempo e le loro passioni.
Tutto il trekking è stato un vero e proprio viaggio nella storia e nella bellezza di Roma e del suo infinito patrimonio artistico , la bellezza di paesaggi marini e montani,  che emozionano e affascinano  per la loro varietà e per i loro contrasti.
Dopo  la visita ai Musei Vaticani di mercoledì, si affronta il

21 marzo il trekking urbano di Roma, partendo da  San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, la più antica (IV secolo) e importante basilica d'Occidente, sul colle del Celio, con il vasto complesso circostante del Palazzo Pontificio del Laterano (firma dei Patti Lateranensi nel 1929), Palazzo dei Canonici, Pontificio Seminario Romano Maggiore e la Pontificia Università Lateranense) che godono dei privilegi di extraterritorialità riconosciuti dallo Stato italiano alla Santa Sede che pertanto ne ha la piena ed esclusiva giurisdizione.
Ci aspettano Umberto, Donatella e Sara che ci farà da guida, guida  molto ben preparata, esperta, professionale, comunicativa che ci conduce a percorrere il  cammino del “Giubileo della misericordia”, segnalato sulla strada con gruppi di tre raffigurazioni, che collega appunto San Giovanni a San Pietro attraverso il cuore antico di Roma, percorso effettuato dai papi alla loro elezione.

Per strade secondarie  raggiungiamo la Chiesa dei SS. Quattro Coronati, il convento agostiniano e l’oratorio di San Silvestro:  la chiesa deve il suo nome alla tradizione del martirio di quattro soldati romani rifiutatisi di adorare il dio Esculapio, e di cinque scultori di Pannonia ed è oggetto di particolare devozione da parte degli scalpellini e dei marmorari; l'Oratorio di San Silvestro, con affreschi che mostrano, tra gli altri, episodi della leggenda di Costantino che racconta che il pontefice ricevette da Costantino la “Donazione” di Roma, fatto poi rivelatasi un falso, in cambio della guarigione dalla lebbra.
Il cammino ci porta al Colosseo e alla circostante area archeologica dei Fori Imperiali con tutti i suoi  splendori, fino alla magia  del Campidoglio,  con la sua piazza michelangiolesca, la monumentale cordonata, la vista mozzafiato sul foro romano dal piazzale a fianco del palazzo Senatorio, del Tabularium  a tutto quel complesso in origine volto verso il Foro Romano e successivamente girato verso la Basilica di San Pietro,  nuovo centro politico della città.
Davanti all’imponente statua equestre di Marco Aurelio (copia), con la civetta tra le orecchie del cavallo, non potevano certo mancare le foto di gruppo con lo stemma sociale, eseguite da un compiacente, quanto simpatico, vigile urbano. 
Con una certa emozione scendiamo la cordonata, consapevoli di trovarci  “al centro della storia”, è difficile soffermare lo sguardo su qualcosa di specifico, è tutto importante, è tutto bello, è tutto da non dimenticare! Incontriamo il Teatro Marcello, attraversiamo il Rione San Paolo con le sue caratteristiche vie dedicate alle botteghe, ai diversi lavori artigianali;  la fontana delle tartarughe, la casa argentina, l’obelisco dell’elefantino, la chiesa di Santa Maria sopra Minerva.
Arriviamo al Pantheon, nel rione Pigna, il tempio della Roma antica convertito in basilica cristiana con il nome di Santa Maria della Rotonda o Santa Maria ad Martyres, caratterizzato dalla “rotonda”, la cupola emisferica in calcestruzzo, con all’apice un'apertura circolare che permette l'illuminazione dell'ambiente interno.
E poi ancora: in Piazza Navona con la Fontana dei Quattro Fiumi di Lorenzo Bernini a supporto straordinario alla copia romana di un obelisco egizio, proveniente dal Circo di Massenzio, opera di architettura, oltre che di scultura, la fontana mette in mostra un vero e proprio artificio barocco, nell'appoggio dell'obelisco sul vuoto. In piazza Pasquino, con la famosa statua a cui appendevano le satire (le pasquinate).
E finalmente, attraversato il Ponte degli Angeli e imboccata via della Conciliazione di fianco a Castel S. Angelo, la Basilica di San Pietro ci accoglie con il suo colonnato come in un grande abbraccio. Sara ci lascia, noi ci dividiamo in due gruppi: uno affronta la lunga coda che attende di entrare nella Basilica di San Pietro.
I contapassi, al termine della giornata, e rientrando in albergo con la metropolitana, segneranno cifre incredibili: chi 18.000, chi 19.000, chi 20.000 passi; i nostri piedi confermano che hanno lavorato molto.

Venerdì 22 marzo.  L’appuntamento con gli amici di Frascati è all’uscita della metropolitana a Cinecittà, siamo già in campagna; ci aspetta il Parco degli Acquedotti, un’area verde urbana di Roma, nel quartiere Appio Claudio che si estende per  circa 240 ettari e facente parte del Parco regionale suburbano dell’Appia antica.
Il nome del Parco deriva dalla presenza in elevato o sotterranea di sette acquedotti imperiali e papali che rifornivano l'antica Roma: Anio Vetus (sotterraneo), Marci, Tepula, Iulia e Felice (sovrapposti), Claudio e Anio Novus (sovrapposti) .
ll parco rappresenta il residuo di un tratto di Agro Romano che originariamente si estendeva senza interruzioni fino ai Colli Albani.
Ci accompagna Romano, profondo conoscitore della storia e del territorio, coadiuvato, quando serve, dalla moglie e dalla figlia (assieme sanno tutto di tutti, ascoltarli è super bello, si fa di tutto per star loro accanto e non perdere nemmeno una parola).
Il percorso è bello e molto suggestivo, molto frequentato da sportivi a piedi o in bici: strade sterrate che attraversano ampie praterie,  intervallate da presenze arboree, soprattutto di pini, da cui emergono, imponenti e solenni, importanti resti degli antichi acquedotti. La loro presenza muta e, nella stesso tempo, molto eloquente, sembra volerci parlare, narrare della loro storia millenaria, ostentare la straordinaria ingegneria che li ha creati e li ha conservati con manutenzioni  accurate e costanti. Li guardi con ammirazione:  non sono ruderi, sono icone del genio costruttivo del passato da cui faremmo bene trarre qualche piccolo insegnamento.
Attraversato il Parco di Tor Fiscale e quello della Caffarella, arriviamo alle Catacombe di San Callisto che visitiamo: una rete di gallerie lunghe quasi 20 km, su diversi piani che raggiungono una profondità di 20 m, adibite a cimitero e in cui trovarono sepoltura, a partire dal II secolo, molti cristiani. Veniamo guidati per lunghe, strette e profonde gallerie sovrastate da un’infinità di cunicoli, incontrando anche cripte affrescate  tra cui quella di Santa Cecilia.
Da qui, per strade asfaltate, terminiamo la nostra maratona, giungendo al Colosseo: lo rivediamo da un’altra angolazione; la sua bellezza è sempre stupefacente, avvalorata dalla luce del sole che la avvolge.
Con la metropolitana raggiungiamo il bus che ci aspetta davanti all’albergo in cui abbiamo alloggiato per le due notti e partiamo per Sperlonga, la splendida località balneare, al limite dei monti  Aurunci, abbarbicata sulla montagna, con le sue bianche case che sanno di antico, su vicoli stretti e ripide scalinate. Il nostro “albergo diffuso”  è un balcone sul mare: è proprio bello! Ed è un peccato che ci sia così poco tempo per godere della delizia che sa dare il mare in giornate primaverili.

Sabato 23 marzo ci aspetta l’escursione in montagna: “Parco Nazionale del Circeo: traversata del Monte Circeo” La locandina illustrativa del percorso recita ”Partenza da Torre Paola. Dopo 300 m si imbocca sulla destra un sentiero molto ripido … il primo tratto attraversa un fitto bosco con leccio e altre piante tipiche della macchia mediterranea. Dopo alcuni tornanti si raggiunge un crinale, da dove si può godere di ampi panorami dell’entroterra, della duna di Sabaudia, dei laghi costieri e del mare aperto ...dalla vetta si gode di un eccezionale panorama sul Tirreno, le isole Ponziane, il litorale sino a Terracina e il lontano Vesuvio” tutto vero!! panorami per noi nordici veramente inusuali e stupefacenti,  con il mare a destra e sinistra dei crinali con tutte le conseguenti emozioni, per gli occhi e lo spirito. E poi c’è da aggiungere: sottobosco con fiori a non finire, con estese fioriture di ciclamini; terreno carsico, sassoso, dove rimanere sempre concentrati ad evitare ruzzoloni; in molti punti utile l’utilizzo delle mani per aggrapparsi alle rocce e alle piante per proseguire. Una bella escursione, una bella esperienza, un po’ faticosa, ma si sa che la fatica fa parte del gioco, ne è l’essenza e poi… se c’è sempre qualcuno che ti tende una mano in un passaggio difficile, o ti tiene i bastoncini, o ti dà una spintarella, o ti indica un potenziale pericolo, o ti fa osservare qualcosa di speciale che a te era sfuggito, è tutto molto, ma molto più facile. Grazie!!!!

Domenica 24 marzo
E’ prevista una camminata turistica nel promontorio del Parco regionale dei Monti Aurunci al  Monte Orlando nel cuore della ex fortezza di Gaeta, questa volta in compagnia di Antonio del CAI di Esperia, tra storia, arte, flora, mare , tanto mare, azzurro, blu, bellissimo. Antonio sa tante cose: ci parla diffusamente della strana storia del suggestivo Santuario della SS. Trinità o della Montagna Spaccata, da cui partiamo; racconta, percorrendo il sentiero borbonico che attraversa numerose opere di edilizia militare,  immerso nella tipica macchia mediterranea – dove panoramici spunti consentono di ammirare le tipiche falesie a picco sul mare e le isole pontine all’orizzonte” - la storia di quel territorio che ha vissuto la dominazione sveva, aragonese, borbonica, fino all’unità d’Italia,  illustra il sentiero didattico “Frontignan” con le sue innumerevoli varietà  di fiori e piante, ci accompagna alla visita del museo storico naturalistico, ci mette al corrente delle iniziative della sua sezione a favore dei disabili con l’utilizzo della speciale carrozzina denominata “Joëlette”  proprio sui sentieri che stiamo percorrendo.
E poi giù  per il sentiero che discende verso Gaeta medievale, costeggiando le antiche ville e le belle chiese fino al mare, a concludere questa nostra avventura nel migliore dei modi, a tavola, con un ottimo pranzo, tutti assieme con gli amici del CAI di Frascati, in convivialità  a ringraziarci reciprocamene di queste quattro giornate, proprio, ma proprio belle. GRAZIE!

Carla

Le foto dell'escursione