Tutti gli articoli

.... Il 2017 non poteva iniziare meglio di così: 4 giorni sull’Altopiano di Asiago con gli amici del CAI Verbano e le ciaspole!
.... Ad ottobre 2016 Lucia Z., dopo la gita in Vigezzo, raccolte le adesioni, laboriosa come sempre, ha iniziato ad organizzare: pensione / albergo, guide, pranzi, cene… ed ora eccoci qui, pronti per la partenza, 3 automobili ed un pulmino stracarichi: siamo in 20! Sorrisi ed abbracci, il ritrovarsi è sempre gioia ed emozione. Con Enrica salgo sul pulmino, ritrovo Carla, Maria e Pieranna, Cesare ed Egidio, Franco R. e Franco B che saranno i super autisti per tutto il viaggio!
....” Che belle gite fa il CAI VERBANO …”. Penso e ripeto più volte …
Il tempo trascorre in fretta, nel pulmino entra qualche spiffero d’aria fredda, ma siamo ben coperti e poi l’allegria e le risate non mancano.
Ripenso all’ALTOPIANO, alla gita del maggio 2016 che noi tutti o quasi facemmo con Carla M., il Monte Grappa, il sacrario, i 4444 gradini della Cala del Sasso, le trincee, la “grande guerra”… Ritroveremo lassù anche le nostre due guide, Filippo e Marco, instancabili non solo nei passi, ma soprattutto nel raccontare i tanti e tragici episodi ed avvenimenti della Guerra dell’Altopiano.

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

Arrivati a destinazione, al nostro Albergo Campodimezzavia di Asiago, scarichiamo i bagagli, le ciaspole no, resteranno sul pulmino inutilizzate sino al ritorno, niente neve, ma poco importa: Filippo, la nostra guida, ci assicura che anche senza neve ci sono tante gite da poter fare; non dubitiamo…. E così è! Si parte di già, per non perdere tempo, per osservare e conoscere, comprendere una guerra è impossibile, ma, ci spiega Filippo, le tante mulattiere lunghe in dolce salita, con tornanti larghi, sono state costruite dai soldati, per il trasporto degli armamenti e viveri sino alle trincee ed alle fortificazioni.
Si lasciano in mezzi in località Valbella e si prosegue in fila in direzione Monte Valbella e Case Melaghetto… Filippo racconta con passione, ci indica il Monte Grappa, là in fondo, si intravvede il Sacrario nella neve, il Monte Verena ed il Forte … e poi ci mostra sui dossi e sui prati, perché ancora si vedono bene, i solchi ed i buchi delle cannonate: sono tante, così come sono stati tantissimi i morti. Tutti noi lo ascoltiamo, in silenzio, davanti ad uno dei tanti cippi, a ricordo ,fatto con alcuni elmetti di ferro, pezzi di baionette e fucili, filo spinato… I pensieri si fermano…
Si scende lungo una pista da sci, con poca neve, in fila, ancora immersi in quanto Filippo ci ha raccontato…
Ogni tanto, fermi tutti: si osservano le tracce degli animali: lepre? volpe? cervo? camoscio? Si prosegue, ancora un cippo a ricordo di un atto eroico…Le nostre pile frontali accese segnano il nostro passo, processione di luci, su queste belle montagne che non avrebbero mai voluto essere cimiteri…
Fa freddo, sia fuori che dentro al pulmino, perché l’aria calda negli ultimi posti non arriva. Pazienza!
La cena è una delizia, assaporo la piacevolezza di mangiare con amici, senza fretta, un goccio di vino rosso… Il primo giorno è passato, domani ci aspetta il Monte Verena ed il Forte, il tempo promette sole…

Martedì 17 gennaio: ci ritroviamo alle ore 9.00, tutti hanno dormito bene; con un po’ di sorpresa anche il nostro pulmino si accende al primo tocco. Troviamo Filippo e Gianni, una nuova guida, che ci accompagneranno in questo secondo giorno. Dobbiamo, con i mezzi, raggiungere il punto di partenza di un altro sentiero, presso il rifugio Verenetta, che ci porterà sino in vetta al Monte Verena ed al suo Forte. La giornata è fredda, il sole splende; si parte ben coperti, per qualcuno non basta, sventola braccia e batti i piedi per riscaldarsi. Si sale anche oggi lungo una mulattiera, in dolce pendenza. Filippo ancora racconta di postazioni, amiche- nemiche, sempre così vicine le une alle altre! Gianni, la guida, ci fa notare la differenza tra i rami del pino rosso e del piano bianco: mi ritrovo così ad accarezzare dei rami per sentire se i loro aghi pungono o no! Le conifere, il larici, il pino mugo..che meraviglia! Si sale sino ad arrivare ad una fortificazione, ben conservata, davanti una facciata, dietro, scavata nella roccia.

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

I racconti di Gianni e Filippo sono tanti, racconti di guerra, di soldati morti anche per inalazioni di gas, per malattie… Ora la salita è meno dolce, i tornanti si susseguono, arriviamo al Morte Verena ed al Forte della Grande Guerra…zona sacra 1915- 1918. Sull’Altopiano, spiegano Filippo e Gianni, come in nessun altro posto, si è combattuto dal primo e sino all’ultimo giorno della guerra, praticamente senza soste. Entriamo nel rifugio lì vicino, per scaldarci, pranzare ed ammirare il panorama delle montagne dell’ Altopiano. Immenso e splendido. Gianni e Filippo ancora raccontano, ma ora a tavola gli argomenti sono un po’ più… leggeri. Si riparte, in visita al Forte della Grande Guerra, le pile frontali accese, si sale un po’, si scende, i muri sono asciutti, rientranze nelle pareti per le munizioni , aperture sulla valle per i mortai, scanalature per le travi, segni di rotaie nel terreno… Usciamo in cima al Forte, ci guardiamo intorno, tutt’intorno: il confine è così vicino, immagino soldati austroungarici ed italiani, tedeschi ed inglesi, piemontesi, veneti e sardi…
”Dal sacrificio del passato il ricordo del presente“ e poi, sulla lapide, i nomi dei caduti e la loro provenienza, c’ è tutta Italia. La guerra, né vinti né vincitori, solo sconfitti.
Si riparte, scendendo da una pista da sci, anche questa con poca neve. Arriviamo al piazzale, è quasi buio, il pulmino parte.
A domani…

Mercoledì 18 gennaio: oggi ritroviamo anche Marco, che i più hanno già conosciuto lo scorso anno. Si parte per la Cima Portule, m. 2220! Il giorno prima Filippo l’aveva già indicato: da lontano mi appariva un po’ in “piedi”, ripido almeno nell’ultima parte, con il sentiero che “viaggia” in cresta… e da vicino?
Lasciamo i mezzi accanto ad una malga, Malga Larici, chiusa, in un bel pianoro, saliamo lungo una mulattiera e poi lungo un ripido sentiero che attraversa anche un bosco bruciato; questo è stato un incendio particolarmente distruttivo, la terra è ancora nera, brulla, i tronchi di larici carbonizzati. Arriviamo alla colletta, vento freddo, sguardo veloce alle montagne intorno e via… Salgo con fatica, un passo dopo l’altro, guardo Marco ed i soliti temerari già arrivati , la Croce in vetta, indietro ancora qualcuno… Ma tanto arriviamo tutti in cima, coma al solito!!!

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

Sono arrivata: la soddisfazione è tanta, non solo per essere in cima, ma per esserci con gli amici del CAI, le nostre guide Marco e Filippo, tutti accanto ad una Croce di ferro, ad indicare la cima, ma non solo… Una preghiera muta, un pensiero fugace… sullo sfondo il Monte Grappa, il Monte Verena ed il Forte. Foto di gruppo, volti sorridenti ed infreddoliti, la sosta è un po’ più giù, in basso, in mezzo a ciò che rimane di altre fortificazioni. Frutta secca, un sorso di tè caldo e via si riparte. La strada di ritorno è lunga, una mulattiera in dolce discesa. Scendo adagio, immersa nei miei pensieri… La Grande Guerra! Quanti Morti, ma non si riesce ancora ad imparare. Mi fermo, torno indietro: Filippo a braccio alzato indica qualcosa. Silenzio…
Camosci, 2, no 3, 4, cinque sul ripido, sul fianco della montagna… Osserviamo… Belli!
Si riparte, riusciamo a vedere il sentiero di salita in mezzo al bosco bruciato…però… ripido! Scendiamo, sempre lungo la mulattiera, ogni tanto ci si ferma ad osservare la Cima… la Croce lassù… però ! ripido!!!
Giungiamo ai nostri mezzi, si riparte destinazione Asiago, per un tè caldo, una fetta di torta Ortigara e per qualcuno punch e vin brulè di mele…
Arriviamo all’Albergo, lo osservo meglio: era un ospedale militare, con sala operatoria e reparti per curare i feriti. Il proprietario, gentilissimo, ci mostra vecchie fotografie, in bianco e nero, di soldati e brandine… Ricordi per ricordare!
Cena gustosa e persino troppo abbondante! A domani!

Giovedì 19 gennaio: è l’ultimo giorno sull’Altopiano, ieri abbiamo salutato Marco, la guida, preziosa, oggi ritroviamo Gianni, con Filippo, sempre presente, instancabile. Salutiamo i proprietari dell’Albergo Campomezzavia con un arrivederci speranzoso e si parte, destinazione Cooperativa di Asiago Doc e Salumificio per acquisto di formaggio, soppressa e carne salada. Detto, fatto!!! Ma ora ci aspetta il Monte Cengio, con altre fortificazioni trincee… Si parte dal Piazzale Principe del Piemonte e ci si incammina adagio in mezzo ai boschi, ascoltando le parole di Gianni che spiegano ancora il perché di tanti morti e poche vittorie, l’avanzamento delle truppe nemiche, lo sbarramento delle truppe italiane. Intorno, montagne meravigliose. Arriviamo ad una fortificazione nella roccia e poi ad un’altra, elicoidale, si sale ancora, sino ad arrivare all’inizio di una stretta mulattiera strapiombante ; il dirupo è alto, guardiamo giù o almeno ci proviamo, la vista sulla valle mozzafiato. Filippo e Gianni raccontano di soldati morti, presi “alle spalle”, precipitati … assalti, conquiste di montagne… la guerra né vinti, né vincitori solo sconfitti!

CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago CAI Verbano - Quattro giorni su l’Altopiano di Asiago

Arriviamo in cima, una Croce, un altare a ricordo di gesti eroici e di troppi morti. Lasciamo il Monte Cengio, Gianni ancora racconta di montagne, prezioso ed instancabile, ci mostra orme sulla neve: volpe? Faina ? Ritroviamo gli automezzi, scendiamo, al bar della Stazione vorremmo mangiare solo un panino per poi ripartire ahimè verso casa, invece è un vero pranzo - merenda, vista l’ora! Salumi e formaggi, vino rosso e vino bianco, sottaceti… un brindisi a Lucia Z., impagabile organizzatrice di questi nostri 4 giorni sull’Altopiano, un brindisi a Filippo, Gianni e Marco, anche se oggi assente, ma tant'è dalle loro parole, dai loro racconti traspare l’attaccamento al loro Altopiano e la passione per ciò che stanno facendo… Grazie!!!
Ritorniamo sui nostri passi , con lo struggente ricordo di quanto ascoltato e visto,… soldati, giovani, fatiche e dolore, feriti e morti, senso dell’onore, paura...La guerra … né vinti né vincitori , solo sconfitti! Perché non impariamo? E montagne bellissime !!
Grazie di cuore a tutti gli amici della 4 giorni sull’Altopiano, all’impareggiabile Lucia per aver permesso tutto ciò…
A presto

Maria Grazia

Le foto dell'escursione