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Suna – Cavandone – Bieno – Rovegro - Cossogno – Unchio – Trobaso – Suna.
Difficoltà: E – Dislivello 350 mt. - tempo di percorrenza: 6 ore ; Km. 17,5 - Partenza: ore 7.30 Verbania Suna, Piazzale Cimitero -
“Cura dei nostri sentieri e delle tradizioni ”
E’ il titolo che si è voluto dare alla proposta escursionistica di domenica scorsa la tradizionale prima uscita dell’anno, perché non si perdano i valori della tradizione e nello stesso tempo perché il passaggio ricorrente, l’attenzione e la cura di ciascun partecipante, assieme al prezioso lavoro di manutenzione di alcuni soci, mantengano i sentieri puliti, fruibili e li sottraggano all’abbandono.
E così è stato: ne è uscita una giornata ricca di “cure”, di proposte culturali, di doni, di incontri, di amicizia, di allegria, di convivialità, grazie anche alla disponibilità e generosità di tante persone aventi in comune questa benedetta passione per la montagna e l’attaccamento alle proprie terre.
Ma andiamo per ordine: ore 7,30 a Suna ci ritroviamo in 60, le provenienze sono molteplici, c’è la consueta animazione, la vivacità che caratterizza l’inizio di una bella gita, scambi di saluti, di cordialità, impressioni, previsioni sulla tenuta del tempo, ecc., il sole non è ancora riuscito a prendere le distanze dai grigiori della notte, anche se sono evidenti i segnali che preannunciano una giornata con la sua presenza.

CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': lungo lago di Suna CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili':  Arco del Tozzi

Si parte: la carovana si inoltra nell’antico nucleo abitativo di Suna ancora addormentata, tra vicoli deserti, vecchi portoni, archi, piccoli oratori, fino alla chiesa di Santa Lucia e al monumento ai caduti detto anche “arco Tozzi”. Il Lago accoglie il gruppo, offrendo colori sfumati, sciacquio di acque appena increspate dall’aria che fanno da specchio alle cime innevate, dolci sensazioni. Una breve sosta in cui ci vengono donate interessanti notizie sulla struttura medioevale dell’abitato, sulla Parrocchia che conserva le spoglie del Beato Contardo Ferrini e poi via, a prendere la bella mulattiera che conduce a Cavandone, passando per l’Oratorio del Buon Rimedio con il suo splendido belvedere, la chiesa con il suo storico antichissimo tasso. Man mano che si sale la visione del lago acquista imponenza, allargando gli orizzonti sul golfo Borromeo, la foce del Toce, le montagne dell’Ossola, impreziosite da un recente ed abbondante manto di neve. Uno spettacolo!!! Con il sole che sta prendendo sempre più posizione, imprimendo il suo timbro di luce e di colori; e le montagne, eleganti ed intriganti nella loro candida tenuta invernale e gli alberi spogliati di ogni foglia che incorniciano i paesaggi in suggestiva sequenza.

CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': sul sagrato della parrocchia di Cavandone CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': la chiesa di Cavandone dedicata alla Natività di Maria Vergine

Si raggiunge Bieno e il gruppo si incrementa di ulteriori 23 persone, siamo proprio in tanti! È bello condividere tanta meraviglia con tanti amici! Dopo i saluti e la gioia di essere assieme si riparte attraversando le ripide stradine del paese. Lungo il percorso, ormai fuori paese, ci aspetta un bella sorpresa: gli amici Maurizio e Giusi, ci attendono fuori dalla loro casa con un bel tè caldo, offerto con la loro abituale simpatia ed allegria.
E da qui, lungo il sentiero della Via Crucis, all’Oratorio della Madonna del Patrocinio di Santino che il Parroco, don Giuseppe Calore, ha fatto aprire da Rodolfo Martignoni per consentirci di visitare questo piccolo gioiello.
La prossima meta, e prossimo campanile, è Rovegro, la sentinella della Valgrande. Vi arriviamo attraverso un bel sentiero, a mezza costa, nel bosco, con tanti segni del passato, delle fatiche e del lavoro della gente di montagna: terrazzamenti, muretti di sostegno con i caratteristici terminali a raggiera, baite abbandonate, qualche rara pianta da frutto inselvatichita.

CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': i monti visti da Bieno: Mont’Orfano, Monte Cerano e il Massone CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': Maurizio e Giusi offrono dell’ottimo the agli amici del CAI Verbano

A Rovegro un altro dono: una sosta, accolti con il calore e l’amicizia di sempre, con una ospitalità incomparabile da lei, la Rachele e i suoi aiutanti, Stefano tra tutti, che a nome della sua Associazione Amici della Valgrande ci coccola e ci ristora in un atmosfera di grande letizia.
Il campanile successivo è quello di Cossogno, e al Circolo Operaio Cossognese (dove ci attendono altri amici, portando il gruppo a 90 componenti) per il rituale, vivace incontro conviviale, ottimamente preparato dai cuochi del circolo. Ci saluta anche il Sindaco, il Signor Doriano Camossi, facendo gli onori di casa con cordialità e molto calore. Il calore aumenta via via di gradazione grazie a Renato e alla sua magica fisarmonica, anche qui un dono, offerto con la consueta maestria e generosità che dà la stura ai canti e alle armonie...

CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': l’Associazione Amici della Valgrande ci accoglie e ci ristora in un'atmosfera di grande letizia CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': sul 'Ponte Romano' tra Rovegro e Cossogno

Il Presidente Franco Rossi fa gli onori di casa, sottolineando i valori e gli obiettivi che il CAI vuole dare a queste iniziative e, con una piccola provocazione, che ha il solo scopo di facilitare e stimolare la cura dei nostri sentieri: fornisce a ciascun partecipante un bel sacchetto e un guanto, da tenere a portata di mano, con una semplice raccomandazione: Attenzione ai rifiuti!!!! Non lasciare tracce - visibili o nascoste - del proprio passaggio. Riporre sempre nello zaino ogni rifiuto.
Ricordarsi che molte sostanze, pur essendo biodegradabili, non si volatilizzano nello spazio di poche ore, ma restano sul posto. Per degradare un fazzoletto di carta occorrono 3 mesi, un mozzicone di sigaretta da 1 a 5 anni; lattine di alluminio 10-100 anni, bottiglie di vetro 1.000 anni, polistirolo 1.000 anni, bottiglie di plastica mai completamente.

CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': al Circolo Operaio di Cossogno con canti e tanta allegria CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': al Motto di Unchio, Maria legge la storia dell’antico eremo e lazzaretto

E i rifiuti abbandonati da altri? Ma sì, raccogliamo anche quelli, l’ambiente ci guadagna!! e rimane bello!

Si riprende il cammino: rimangono ancora due campanili da raggiungere: attraversiamo la zona umida della torbiera, che Mario illustra nei dettagli, e arriviamo tra boschi e prati alla chiesa del Motto di Unchio, antico eremo e lazzaretto da cui il panorama è di una bellezza dolce e riposante, con un’ampia visione della città, incassata tra i due fiumi e il lago che la incorona e le montagne lombarde sullo sfondo. Percorsa la bella mulattiera che collega il Motto con il centro abitato, si arriva infine a Unchio, sotto il portico della chiesa parrocchiale, ultimo campanile del tragitto, e di qui a chiudere l’anello fino a Suna.

CAI Verbano – Sui sentieri dell’Entroterra Verbanese – 'I sette Campanili': foto ricordo al Motto di Unchio

E’ stata proprio una bella giornata per la quale si devono dire tante grazie: al CAI innanzitutto che con queste iniziative dà l’opportunità di individuare tante curiosità in casa nostra, sui nostri sentieri, alle porte della nostra città, alla portata di tutti, senza utilizzare nessun mezzo di trasporto, di assaporare le bellezze di queste nostre terre tra laghi e montagne e poi a tutte le innumerevoli persone che si sono messe a disposizione per raccontarci, accompagnarci, illustrarci, rifocillarci, rallegrarci con bella musica e a tutti gli altri 89 compagni di viaggio che hanno dato il valore aggiunto alla giornata. Infine grazie al sole che ci ha voluto bene, illuminando il nostro camino ed esaltando l’opera del creatore.

Le foto dell'escursione