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La tradizionale prima uscita ha subito quest’anno lo slittamento di un paio di settimane: dal 20 di gennaio al 3 di febbraio a causa del maltempo, divenendo così la seconda dell’anno, dopo la ciaspolata in notturna alla Spalavera, egregiamente riuscita grazie alla nutrita partecipazione e ad una luna che più “piena” di così non si poteva proprio sperare.
Da anni la Sezione Verbano del CAI programma l’escursione di apertura e di chiusura delle attività annuali su due itinerari che percorrono l’entroterra della città di Verbania con l’obiettivo di farla conoscere e valorizzare ed anche di conservare, con una manutenzione annuale, la percorribilità dei sentieri. Una speciale attenzione al territorio che abbina l’aspetto sportivo e ricreativo - derivante da una bella ed interessante escursione in media montagna, di tutto rispetto sia per la lunghezza e varietà del percorso che per la rilevanza paesaggistica e naturalistica -  a quello della conoscenza della storia, delle tradizioni, della religiosità della nostra zona ed anche a quello, del tutto apprezzabile, della convivialità e dell’affermazione dei legami con le comunità locali.

Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: verso Cavandone tra alberi con foglie infuocate dalle luci dell'alba Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: verso Cavandone, la torre di segnalazione spagnola

La proposta escursionistica di domenica 3 febbraio è rappresentata da un giro ad anello di 17,5 chilometri  che si svolge tra i paesi di media montagna situati alle porte della Val Grande, nell’entroterra verbanese, che gravitano attorno al torrente San Bernardino.  Il percorso, iniziato a Verbania Suna, ha toccato Cavandone, Bieno, Rovegro, Cossogno, Unchio, Trobaso, per concludersi ancora a Suna. Come si è detto, è la tradizionale prima uscita dell’anno (quest’anno alla sua 11.a  edizione) che percorre le vecchie mulattiere di collegamento di Verbania con i paesi l’entroterra e, dalla Cappella della Madonna di Santino a Unchio,  il sentiero “I sette campanili” (di oltre 9 Km.)  rientrante nel progetto di educazione ambientale “Io vivo qui”,  elaborato dalle Sezioni CAI delle province del VCO, di Novara e della Lombardia, con il sostegno della Fondazione Cariplo  e che in passato è stato studiato e provato da diverse scolaresche delle Scuole Elementari e Medie di Verbania, in collaborazione con un gruppo di volontari della Sezione Verbano Intra del CAI, come è testimoniato dai pannelli  indicatori collocati lungo il percorso.

Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: panorama sul lago Maggiore alle luci dell'alba Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: verso la Chiesa Parrocchiale della Natività di Maria a Cavandone

E sulla scia di questa importante esperienza di educazione ambientale e di volontariato con i ragazzi delle scuole, si è voluto anche quest’anno riproporre ai numerosi partecipanti un approfondimento su alcune importanti realtà incontrate lungo il percorso, privilegiando, nella circostanza, i luoghi di culto.
Si è infatti visitata, dapprima, la parrocchia di Cavandone, grazie alla disponibilità del Signor Livio Marchionini che ha fatto trovare aperta la chiesa per consentirne la visita. 
Il capo gita del CAI - richiamandosi alla relazione del canonico Claudio Mariani in occasione della festa patronale di Cavandone del 20 settembre 1981 - ha illustrato in breve la centenaria storia della chiesa, dedicata alla Natività di Maria, evidenziandone le origini nell’XI secolo e le prime notizie storiche  contenute in una pergamena del 1081 conservata nell’archivio di S. Vittore.

Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: la Chiesa della Purificazione della Beata Maria Vergine a Bieno Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: foto di gruppo davanti al Santuario della Madonna del Patrocinio, lungo la vecchia mulattiera che da Bieno e Santino portava a Ompio

Il secondo approfondimento si è avuto a Bieno, con la sapiente guida del parroco don Giuseppe Calore, visitando la splendida chiesa di Bieno, dedicata alla Purificazione della Beata Maria Vergine, che ha ottenuto unanime apprezzamento da parte dei convenuti.
Lungo il percorso per Rovegro una graditissima sorpresa ha accolto il gruppo:  gli amici Maurizio e Giusi, con molta simpatia e cordialità, hanno voluto offrire un corroborante  tè caldo nei pressi  del loro “Ranch”.
Si è ovviamente ripetuto anche il cordiale incontro con gli Amici dell’Associazione Escursionisti della Valgrande con la consueta, proverbiale ospitalità della Presidente Rachele Bottini che ha accolto e ristorato il gruppo a Rovegro.

Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: il 'ponte romano' tra Rovegro e Cossogno Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: l'oratorio seicentesco in località Inoca

A  Cossogno poi, con la cordiale accoglienza ed il significativo saluto del sindaco Silva Marchionini - che ha voluto tra l’altro sottolineare le proficue collaborazioni tra le due istituzioni, accomunate dal comune interesse per la tutela e valorizzazione della montagna -  si è espressa al meglio la componente conviviale dell’iniziativa.  Al Circolo infatti  tutti gli escursionisti si sono ritrovati attorno ad una bella spaghettata con l’accompagnamento della valente fisarmonica di Renato, dando poi  vita ad un nutrito e partecipato  repertorio di canti di montagna.

Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: foto di gruppo davanti alla Chiesa di San Brizio a Cossogno Il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: vista su Verbania Intra dal Motto di Unchio

Alla ripresa del cammino un’ulteriore sosta è stata fatta alla zona della torbiera del Motto di Unchio, recuperata grazie al predetto progetto di educazione ambientale per ascoltarne la storia  e le vicende, per concludersi nuovamente a Suna.
Una giornata bella che ha raccolto il plauso di tutti gli attori della camminata che hanno contribuito, con la loro partecipazione, alla lenta, ma costante realizzazione di un progetto semplice ma veramente importante:  far conoscere, valorizzare e tutelare  queste nostre belle e amate terre di montagna vicine alla città e al lago.

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