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Ci siamo trovati un po' a Suna, un po' lungo la strada, un po' direttamente a San Bernardo, in alta Val Bognanco: non poteva che iniziare così questa gita che ha coinvolto soci CAI provenienti da ben nove sezioni diverse. Un piccolo record intersezionale:  i partecipanti sono giunti dalle Sezioni di Baveno,  Bellinzago-Oleggio, Borgomanero, Macugnaga, Omegna, Piedimulera, Stresa, Varzo e naturalmente Verbano-Intra.Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: l'Alpe Variola di Sopra
Numericamente non tantissimi, in ventisei, ma tutti ben determinati ad utilizzare appieno la bellissima e tersa giornata di sole che ci veniva offerta.
L'escursione, che prevedeva mete di differenti e ben definiti gradi di difficoltà, con dislivelli di 800 e di 1200 m, sul percorso ad anello S.Bernardo, alpeggi di Casariola, Dorca, Variola sotto e sopra, laghi di Variola, Pizzo Giezza, Sentiero dei laghi,  lago del Paione inferiore, Alpe Paione, S.Bernardo, era stata preventivamente organizzata in due gruppi a cui ogni partecipante poteva liberamente aggregarsi secondo il proprio grado di preparazione escursionistica ed allenamento. Dal primo lago di Variola siamo così saliti in diciassette al Pizzo Giezza (m 2658) ed i restanti nove,  con una lunga camminata, hanno scorrazzato tra i diversi altri laghetti di Variola per giungere Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: sullo sfondo la cima del Pizzo Giezza dai laghi di Variolafino alla bocchetta del Rovale (m 2244).
Gita lunga, dalle 8 del mattino a quasi le 18, molto appagante, in ambiente selvaggio e incontaminato, con i segni della presenza dell'uomo attenuati e ben armonizzati nel paesaggio, dove ben si comprende il meraviglioso dono della vita in tutte le sue diverse varietà e fisionomie ed il perché questo dono debba responsabilmente essere difeso e preservato.
Qui di seguito i coinvolgenti racconti di Lucia e di Maria, escursioniste dei due gruppi, dai quali si scopre che il Club Alpino non riunisce esclusivamente rudi camminatori e rigorosi alpinisti, ma soprattutto spiriti liberi che sanno vedere al di là del sentiero, della parete, della vetta ...

San Bernardo - Laghi di Variola - Bocchetta del Rovale

Il gruppo composto da soci ed amici del Cai Verbano si è dato appuntamento a San Bernardo in Val Bognanco. Alle otto il cielo è limpido e la temperatura mite: tutto fa pensare in positivo. Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: arrivo all'Alpe DorcaSi scende ad attraversare il Rio Rasiga e poi, imboccato il sentiero a destra si risale nel bosco. Si prosegue su traverso, prima a guadare il torrente che scende dai laghi di Paione e poi a raggiungere l’Alpe Casariola, dove alcune mucche ci osservano placide. Si sale ancora in diagonale quando il caldo, ora già estivo, comincia a farsi sentire. Arrivati all’Alpe Dorca, in splendida posizione panoramica, sostiamo in ammirazione del paesaggio e dell’ambiente che ci circonda. Qui ci separiamo dal gruppo di amici intenzionati a raggiungere la cima del Pizzo Giezza e proseguiamo con tranquillità lungo il traverso che ci porta prima ad una croce di legno e poi all’Alpe Variola. Ci prendiamo il tempo per osservare ammirati le praterie alpine che attraversiamo: fra i radi larici i rododendri sono in Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: panorama dall'Alpe Variola di Soprapiena fioritura e il rosa intenso dei loro fiori contrasta piacevolmente con il giallo vivo del ginestrino e delle arniche; non mancano le genziane ed anche le timide pinguicole occhieggiano fra le rupi.
Da qui prendiamo una vaga traccia di sentiero a sinistra ed andiamo a superare lo spalto morenico sopra il quale, come vedremo, sono disseminati i vari laghi di Variola. Proseguiamo fra torbiere, piccole paludi e veri e propri laghi alpini.
Si decide ora di raggiungere la Bocca di Rovale: il sentiero è poco segnato, la traccia si perde spesso fra le numerose pietraie: qualche raro ometto ci indica la direzione approssimativa da tenere, ma la Bocchetta è là, sempre ben visibile ed è impossibile perdersi. Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: tra il 1° ed il 2° lago di VariolaGuadagniamo terreno fra rocce montonate arrotondate dai ghiacciai e la vista è sempre allietata dai laghi grandi e piccoli, le cui acque alla luce intensa del sole assumono tutte le sfumature del blu e del verde.
Finalmente arriviamo alla Bocca di Rovale ed ecco apparire lui, il signore del Sempione, il Monte Leone, maestoso ed imponente si staglia contro un cielo che così blu solo raramente capita di vedere, i suoi ghiacci e le sue nevi perenni luccicano lontano sotto il sole caldo di questa splendida giornata di fine giugno.
Ma non c’è solo ‘lui’, accanto si sviluppa tutta la serie di cime che vanno dal Rebbio alla Terrarossa, dal Teggiolo al gruppo Cistella-Diei. E sotto, giù giù così in basso che pare di volare, si vedono la strada ed i ponti della Val Divedro e Cairasca con Bugliaga e Trasquera.

Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: la discesa dalla bocchetta del Rovale Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: il 2° gruppo ai laghi di Variola

Che spettacolo! Purtroppo dobbiamo scendere ci attende l’appuntamento con gli amici di ritorno dalla scalata e con loro chiuderemo il percorso ad anello percorrendo il sentiero più a monte che va a sfiorare il primo dei laghi di Paione e l’alpeggio omonimo.
Al parcheggio di San Bernardo ha termine la nostra splendida escursione.

Lucia - CAI Verbano Intra

Laghi di Variola - Pizzo Giezza - San Bernardo

Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: il gruppo diretto al Pizzo Giezza all'Alpe Variola di SopraAi Laghi di Variola la comitiva si divide, per assecondare le esigenze dei partecipanti  intenzionati a seguire due itinerari differenziati.
Il gruppo più numeroso vuole raggiungere il Pizzo Giezza. Il primo rapido sguardo alla meta, apparentemente  lontana e  ardua, si blocca su un’immagine – cartolina così pittoresca da poter essere acquisita  come logo dell’ascensione: un giovane larice, abbarbicato su uno sperone di roccia bianca fasciata da rododendri in fiore, sormontato da un grosso rapace. Questo, dopo aver scrutato per bene gli invasori del suo regno,  Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: osservati dal rapace logo-mascotte dell'ascensione con volo elegante abbandona l’ osservatorio privilegiato e si allontana, lasciando  ad altre solerti sentinelle, le marmotte, il compito di monitorare  l’andirivieni nella zona.
Sento  parlare di dislivelli, di tempi di marcia, di condizioni meteo, ma non ci bado, perché con il pensiero  sono  altrove.
- Va’ dove ti porta il cuore!  -  mi dico, e una parte di me è già lassù.
Camminiamo inizialmente ai bordi di un ruscello brioso e chiacchierino,  su un terreno invaso dalle erbe  palustri; successivamente, quando l’acqua è diventata un filo che gioca a rimpiattino tra i sassi, proseguiamo su prato e pietraie. Di tanto in tanto si odono  pigolii concitati, fischi in sordina,  impercettibili battiti d’ali, monotoni ronzii …  segni di una vita sopita che si risveglia al nostro passaggio.
Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: il Monte Rosa dalla cima del Pizzo GiezzaSalendo verso la cima si coglie uno  stridente contrasto. Mentre lo scenario che si dischiude a monte è costituito da massicci possenti con profili netti e ardite sporgenze,  dal Leone severo e maestoso, alla Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: Pizzo Andolla e Weissmies dalla cima del Pizzo Giezzacoppia  Cistella e Diei appostati  in posizione strategica, al Rovale incombente,  l’atmosfera della sottostante conca lacuale è dolce e poetica,  per  le morbide geometrie  degli specchi d’acqua, delle rocce montonate, dei corsi d’acqua serpeggianti, dell’Alpe Variola distesa nel verde. Stupiscono i colori distribuiti dal sommo Pittore: poche decise pennellate di bianco sui residui nevai, uno stillicidio di gocce policrome diventate genzianelle, margheritine, ranuncoli, chiazze di sassifraghe e licheni, sotto una cappa di purissimo azzurro. 

Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: Breithorn e Monte Leone dalla cima del Pizzo Giezza Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: il Pizzo Diei, il Cistella e al centro sullo sfondo l'Arbola dalla cima del Pizzo Giezza

L’ultimo strappo porta tutti in vetta.  Il panorama è grandioso. Ognuno riconosce le montagne di casa propria, quelle delle valli vicine, tante mete di escursioni realizzate o sognate, infine un reticolo di catene, massicci, dorsali, creste, che in lontananza tra i vapori della calura meridiana ammiccano con diamantino scintillio.

Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: panoramica ovest - nord - est dalla cima del Pizzo Giezza
Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: la coccarda tricolore del 150° dell'Unità d'Italia posata sulla cima del Pizzo GiezzaLa sosta dura  ben oltre il tempo strettamente necessario a ritemprare il corpo e lo spirito.  La collocazione della coccarda tricolore sull’ometto di vetta  si carica di ufficialità, vista l’ampia rappresentanza delle sezioni CAI della Provincia.
L’itinerario di discesa , lungo una via diversa rispetto a quella di salita, riserva non poche sorprese.
Varcato il colle che dai piani di Variola immette in Val Bognanco, ci si tuffa  in un trionfo di rododendri; alle varie altitudini  occhieggiano i  mazzi porporini in attesa di sbocciare, ci si imbatte nei cuscini rosa carico della piena fioritura,  si cammina tra distese di cespugli rosatello slavato che stanno appassendo.
Persino il fianco della  montagna devastato dal fuoco ha un  particolare fascino,  Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: i due gruppi si riuniscono sul Sentiero dei laghipotendo somigliare  a una foresta pietrificata o a una esposizione di  sculture arboree; di certo esso manifesta, nel verde brillante dell’erba nuova e dei virgulti che  germogliano sui tronchi rinsecchiti,  la forza  rigeneratrice di una natura, che ancora una volta ha  la meglio sulla dissennatezza  dell’uomo.
Giunti in prossimità della conca in cui si adagiano i Laghi di Paione,  il percorso ad anello si chiude.
Marcello, il capo comitiva, provocatoriamente propone a  chi lo desiderasse di ripartire e di ricominciare il cammino daccapo.
- Va’ dove ti porta il cuore! –  Mi piacerebbe davvero tornare  lassù.
I campanacci delle mucche, l’apparire delle baite rimesse a nuovo, il vociare dei bambini  segnalano senza equivoco il termine della gita. Scaccio la tristezza che vorrebbe assalirmi, insieme alle prime ombre del tramonto, richiamando  i momenti della giornata vissuti con il gruppo: i dialoghi, i racconti, le facezie e…. le delizie per il palato, che hanno alleviato la fatica con un clima di festosa allegria .
Aspetto la prossima volta, che sarà … Quando?

Maria - CAI Omegna

Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: sosta al colle del Sentiero dei laghi Il CAI Verbano in alta Val Bognanco: il gruppo riunito sul ponte sul Rio Paione prima dell'omonimo alpeggio


La galleria fotografica dell'escursione con le due destinazioni