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Gita escursionistica con la Pro Loco Valle Cannobia -  giro ad anello: 16 Km. di lunghezza, 1.270 mt. di dislivello, 6,40 ore di percorrenza di cui 4 in salita - Socraggio (fraz. di Cannobio mt. 485) – Calachina – Corte – Crealla – Lavè . Folungo (mt. 1369) – Archia (mt. 1350) – Rodè – Luera – Corte – Calachina – Socraggio.

Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: foto  di gruppo alla partenzaOre 6: pioggia torrenziale,
ore 6,25 in Piazza Flaim ad Intra:  non piove. Ci sono 5 persone. Dalla Cannobina viene segnalato che la gita è stata sospesa.
Ore 6,35: continua a non piovere.  Le persone disposte ad “osare” sono diventate 9. Si parte.
A Socraggio, continua a non piovere ed anzi pare che le nubi si diradino progressivamente, lasciando spazio a qualche raggio di sole.  Ad aspettare i verbanesi, gli amici cannobini, animati da una contagiosa allegria e da una radiosa ospitalità.   Alla conta, i partecipanti saranno 23 (Renata e Peppino, ci raggiungeranno a Crealla in auto)
Socraggio: frazione di Cannobio, posta a 485 met. di altezza alla destra Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: la chiesetta della Madonna Addolorata di Calachinaorografica del fiume Cannobino,  conta ora 9 abitanti di cui 3 signore fisse tutto l’anno, una delle quali, Lucia, è presente sulla piazzetta, appena discosta dal piccolo parcheggio antistante il lavatoio, davanti al ristoro che ospiterà il gruppo al rientro dall’escursione.
E’ un bel paese, conservato, ordinato, severo, curato, con belle costruzioni non abbandonate, tra cui la bella chiesa (facente parte fino al 1762 della parrocchia di Falmenta) in cui è conservato un pregevole pulpito ligneo del XVI raffigurante il martirio di S. Giovanni, dono della comunità francescana di Cannobio al momento della chiusura della propria sede,  per assicurarne la sopravvivenza.
Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: angolo caratteristico di CalachinaGiuseppe Dellamora, neo presidente della Pro Valle, ci fa da guida: si capisce subito che è innamorato della sua valle, che ne conosce ogni segreto, che ne ha studiato a fondo la storia, la cultura, le tradizioni, che ha con lei un rapporto strettissimo e per tutta la giornata questi aspetti emergeranno con grande evidenza dal suo modo di porsi (cordiale, sorridente, simpatico), dalle varie illustrazioni e presentazioni del territorio, dalle conoscenze e competenze che con grande generosità non esiterà a trasmettere.  E’ evidente che  “la conoscenza, la cura e la tutela della montagna” sono nel suo dna, come del resto in quello di tutti gli altri componenti della “Pro Valle Cannobina” che hanno contribuito, con la loro presenza e simpatia, all’ottima riuscita della giornata.
Da Socraggio parte  “la mulattiera”, una pregevole strada che collega tra loro tutti i paesi di quel versante della valle sino a Falmenta. Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: Crealla e Falmenta E’ una realizzazione straordinaria, di alta ingegneria: pietre inserite verticalmente nel terreno per agevolare il cammino  a uomini ed animali,  a gradoni e tornanti a pendenza costante, con muri di sostegno imponenti, perfetti, talvolta appoggiati a spuntoni di roccia per averne maggiore stabilità, ad attraversare avvallamenti e rivi, immersa in boschi di castagni, faggi, querce, ecc.,  a raggiungere altre frazioni (Calachina, Corte, Luera), a  diramarsi in altri sentieri, ben segnalati da cartelli indicatori.  Il sottobosco è pulito, i fiori spopolano, i mughetti sono in fiore.  Un ambiente incredibilmente bello e suggestivo, curato, non dimenticato. E le spiegazioni di Giuseppe e degli altri cannobini  giungono sempre puntuali a raccontare della presenza e dei passaggi della famiglia “Borromeo”, delle fatiche del vivere in montagna, dei segni lasciati da emigranti che non hanno dimenticato la loro terra di origine.
Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: la Cappella di 'Daura' eretta nel 1860 per volere di Lorenzo Ferrari Ed eccoci a  Crealla -  accolti da un caldo caffè offerto con generosa simpatia dagli “amici di Crealla” -  frazione di Falmenta, fino a pochi anni fa raggiungibile solo a piedi dal fondovalle attraverso una lunghissima gradinata che parte da Ponte Falmenta -  un piccolo, grande gioiello: belle case, ognuna con un suo giardino piccolo o grande, a differenza degli altri centri montani, dove tutte le case venivano costruite l’una ridosso all’altra e  tutto il terreno veniva utilizzato per i pascoli ed i campi, la chiesa, la famosa meridiana, l’abbecedario, la tavola pitagorica, dipinti sulla facciata della casa parrocchiale ai tempi di  don Grassi Antonio  con una lungimiranza didattica ed educativa davvero incredibili. 
E che dire del piccolo museo etnografico appena situato fuori del paese?  Una piccola baita, allestita come se fosse ancora abitata, con tutti gli attrezzi e gli strumenti del vivere quotidiano che l’ingegno e le necessità contingenti hanno fatto realizzare con incredibile maestria. Tutti, soprattutto i meno giovani, ritrovano in quel museo la memoria di qualche loro vissuto.
Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: all’Alpe Rodè Il cammino riprende: ora si fa più duro. Le pendenze si accentuano, la mulattiera ha lasciato il posto a sentieri ricoperti da uno spesso strato di foglie secche. Si incontrano alpeggi assorbiti dal tempo, segni appena visibili di fatiche, di lavoro, di vita; il bosco se ne sta rimpossessando.  Una breve sosta a Lavè, a visionare una croce, piccola e modesta, ma conservata nella nicchia posta in alto sotto il tetto di una baita a ricordare i riti propiziatori delle “rogazioni”, così vivi in passato, processioni stagionali volte ad invocare clemenza almeno dalle stagioni.  Giuseppe ne è orgoglioso: l’ha scoperta per caso ed è stato veramente un importante ritrovamento!
E finalmente a passo Folungo: si arriva con il fiatone ed impattare sulle auto che sostano sulla strada Cadorna ai piedi del Vadà.  Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: le donne del CAI partecipanti alla gitaLe chiare, fresche acque della fontana sono una benedizione, fa caldo e la fatica, almeno per qualcuno, si fa sentire.  Da qui ad Archia ci vuole poco; sulla strada sterrata si intensifica il chiacchiericcio dei camminatori, contenti di aver terminato la lunga salita e di aver ripreso fiato e quindi la voglia di raccontare e raccontarsi. Dallo Zeda arrivano segnali di un imminente temporale. Sosta pranzo con vino e caffè offerti dalla Pro Valle e le prime gocce di pioggia seguite da uno scroscio che dura poco e senza danno perché al riparo.
La discesa è in un mare di foglie secche, in un bosco fantastico di alti e svettanti faggi sino a Rodè, un alpeggio bello e molto vasto, con pascoli che si immaginano essere stati fertili e con molti capi di bestiame, ora inutilizzati e da qui, di nuovo, a Luera, Corte, Calachina, Il CAI Verbano in Val Cannobina con la Pro Valle: la coccarda del 150.mo dell’Unità d’Italia Socraggio, a chiudere un cerchio davvero bello, sia dal punto di vista escursionistico che paesaggistico e storico.
A Socraggio gli ultimi atti di una giornata intensa e ricca di significati: la visita alla chiesa (apertaci dalla custode Paolina) e al pulpito ligneo con richiamo ai valori della fede, della cura, della memoria, della conservazione, dell’attaccamento alle origini. L’esposizione, sulla facciata della chiesta, della piccola coccarda tricolore con le insegne del CAI Verbano  - che il Consiglio Direttivo ha voluto che si esponesse ad ogni meta raggiunta da una iniziativa della sezione stessa in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia - ha richiamato ai valori dell’appartenenza, della memoria, della condivisione.
Ed infine, il saluto finale, con un piccolo, ma generoso e graditissimo rinfresco offerto dalla Pro Valle e allestito dalla Lucia, ha confermato – anche attraverso il dono di un libro - i valori di amicizia e di collaborazione che legano la Pro Valle Cannobina e il CAI Verbano  per “la conoscenza, la cura e la tutela della montagna”.
Un calorosissimo grazie a tutti.

Le foto dell'escursione