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Le previsioni meteorologiche non sono particolarmente incoraggianti, ma i Soci del CAI non possono certo essere influenzati o impressionati e decidono in buon numero di partecipare all’escursione in programma.
Oltretutto la gita ha un sapore del tutto particolare, in quanto sembra un’escursione d’altri tempi, quando si Con il CAI Verbano al lago Delio: foto ricordoraggiungeva “l’attacco” con mezzi di fortuna – corriere o treno – se non addirittura in bicicletta.
Si attraversa dunque il lago Maggiore in traghetto e a Laveno ci si unisce con amici della sponda lombarda che ci attendono lì. Si raggiunge poi la stazione delle ferrovie dello stato e si prende il treno per Luino, quindi si cambia vettura e, saliti su un convoglio svizzero, si raggiunge Pino sulla sponda orientale del lago Maggiore, non senza un sottile senso di disagio nel constatare la differenza abissale tra le vetture italiane e quelle svizzere.
A Pino si inizia a salire su un viottolo che s’innalza sul lago, fiancheggiando belle ville con giardini fioriti, anche se la vegetazione in questa strana primavera è sensibilmente in ritardo sulla tabella di marcia.
Invece la nostra tabella di marcia prosegue regolare ed in breve, riuscendo ad intravedere sull’opposta spondaCon il CAI Verbano al lago Delio: la storica fontana di Bassano tra sottili nebbie, quasi autunnali, Brissago, giungiamo nel paesino di Bassano.
Qui sostiamo, girellando per le caratteristiche viuzze, scambiando due parole con qualche persona che qui abita e che ci racconta con un velo di tristezza quando, ancora pochi anni or sono, v’erano negozi e un bar, oggi tutti chiusi.
Usciamo dal paese, dopo aver ammirato la bella fontana in pietra del 1600, che testimonia l’antichità del nucleo abitativo. Saliamo verso i monti di Pino su un’ampia mulattiera, ingombra di foglie e piuttosto insidiosa, anche perché molto ripida. La mulattiera è ancora in ottimo stato di conservazione e possiamo ammirare la rizzada, con le migliaia di sassi Con il CAI Verbano al lago Delio: durante la salita con un po' di nebbia perfettamente infissi “ritti” nel terreno. V’è purtroppo un umido fastidioso, che ci fa sudare in abbondanza.
Dopo questo faticoso strappo il percorso pianeggia, giungendo in prossimità del lago Delio, ove finisce la strada camionabile che sale da Maccagno e dove si sono insediati numerosi tedeschi con splendide villette con vista mozzafiato sul lago Maggiore, che però a noi si cela nelle nebbie.
Proseguiamo verso il monte Borgna nel bosco su un sentiero ben marcato; giunti in vetta dobbiamo solo immaginare il panorama a 360 gradi che si gode da quassù; inizia anche a piovigginare e quindi scendiamo velocemente al lago Delio, dove ci ripariamo per consumare il rancio nell’alberghetto, che ci ospita senza problemi.
Consumato il pasto, riprendiamo la discesa percorrendo un itinerario ad anello e dirigendoci su MaccagnoCon il CAI Verbano al lago Delio: la discesa verso Maccagno seguendo la 3V, cioè la Via Verde Varesina, che taglia spesso la rotabile, attraversando bei paesini.
Mano a mano che si scende l’antropizzazione aumenta e fiancheggiamo campi lavorati e bei giardini fioriti, che ci ricordano che nonostante le apparenze siamo in primavera.
La mulattiera è sempre ampia, ma da percorrere con attenzione in quanto le foglie sono abbondanti e scivolose e purtroppo le cadute, anche con qualche spiacevole conseguenza, non mancano.
Giunti a Maccagno riprendiamo i mezzi pubblici e rientriamo, ponendo così fine ad una giornata particolare, avara di panorami, ma prodiga di momenti di vera amicizia.

Le foto dell'escursione

La mappa del percorso