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Questa bella e facile camminata, che apre l’anno escursionistico del CAI Verbano, ha richiamato, nonostante la brutta giornata, 67 escursionisti. Sono le 7,30 quando il lungo serpentone si muove dal P.le del Cimitero di Suna per percorrere la lunga “cavalcata” denominata “I sette Campanili”.
Ci incamminiamo con lo sguardo rivolto alle nuvole/nebbia che purtroppo ci impediscono gli orizzontiCon il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: foto di gruppo a Cossogno lontani. Prima di prendere il sentiero vero e proprio, attraversiamo in tutta la sua lunghezza, ancora col buio, la via dei Partigiani di Suna (1° campanile), entro una cornice molto suggestiva di vecchie case. Superata Suna prendiamo il sentiero sulle falde occidentali del Monterosso dove intravvediamo alla nostra sinistra lo splendido Golfo Borromeo che si cela quasi completamente alla nostra vista a causa di nebbia stratificata e bassa. Fiduciosi proseguiamo il percorso e dopo breve tempo passiamo nelle vicinanze della “Torraccia”, torre medioevale trasformata in abitazione. Anticamente serviva come torre di avvistamento per gli antichi feudatari Borromeo. Seguitiamo su comodo sentiero e ci fermiamo alla chiesa del Buon Rimedio, un antico romitorio, ubicato su un vasto piazzale panoramico e ancora oggi meta della devozione delle genti locali. Ci portiamo avanti per il bel paese di Cavandone, un aggregato edilizio a carattere rustico montano. Transitiamo sotto  la chiesa parrocchiale di Cavandone (2° campanile), dedicata alla natività di Maria, dove si innalza, in bella posizione panoramica antistante la basilica, il famoso Tasso plurisecolare, pianta alta 15 m. e con una circonferenza di ca. 3,6 m.  Giunti a Cavandone scolliniamo per sentiero comodo e sicuro e ci dirigiamo verso Bieno (3° campanile), un antico centro medioevale ubicato a mezza costa ed esposto a mezzogiorno tra il Monterosso e la Val Grande, dove ci stanno aspettando altri amici. Si uniscono a noi e avanziamo sul crinale che separa la Val Grande dalla piana del Toce per raggiungere il Santuario della Madonna di Santino o del Patrocinio della B.V. Maria. Ivi giunti facciamo soltanto una brevissima sosta per via del persistere del cattivo tempo che non accenna a migliorare e che purtroppo rimarrà così per tutta la giornata. Da qui riprendiamo il sentiero per Rovegro (4° campanile) dove siamo Con il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: sul 'Ponte Romano' tra Rovegro e Cossognoaccolti con un simpatico rinfresco dal Presidente dell’Associazione Escursionisti Val Grande Rachele Bottini e da Dario, amici di lunga data del CAI Verbano. Grazie all’Associazione per questa sempre gradita e sincera accoglienza! Riprendiamo il cammino rinfrancati nel corpo e nello spirito per Cossogno. Il gruppo di escursionisti si spiega nuovamente lungo le belle viuzze di Rovegro, rifatte con ciottoli di fiume e lastre di pietra al centro, in direzione del “Ponte Romano”, unico sentiero che conduce a Cossogno. Il Ponte Romano è costituito da un unico arco in pietra che in origine era di legno. Fu costruito nel 1773 nella parte più stretta della valle che segna il confine tra i due borghi. Il nome “romano” lo si deve al fatto che qualche visitatore nell’800 ne rimase tanto affascinato da ritenerlo un’opera più antica. Giunti sul ponte, dopo aver rivolto lo sguardo verso l’impressionante orrido sottostante, attraversiamo e ci avviamo verso Cossogno.
Ad accoglierci presso il Circolo operaio di questo caratteristico paese, c'è la dott.ssa Silvia Marchionini, Sindaco di Cossogno, con gli amici del Circolo che ci hanno fatto trovare, ben ordinati, tavoli apparecchiati per tutto il nostro gruppo. Prendiamo posto e tra una portata e l’altra alti si levano i canti. Le melodie sono scelte ed intonate via via dai componenti del tavolo di Maria, a cui si aggregano poi tutti gli altri. A fine pranzo, in un ambiente vero e sincero, ci siamo cimentati nel canto della Montanara che ha concluso il bel momento conviviale. Ringraziamo il Sindaco, l’intera amministrazione e gli amici del Circolo per l’accoglienza e riprendiamo il cammino. Fortificati da nuovo vigore, proseguiamo verso il Motto di Unchio attraversando Cossogno ( 5° campanile); ci soffermiamo sul sagrato dove facciamo la foto di gruppo a ricordo della giornata. In fila indiana su facile sentiero, tra una chiacchiera e l’altra, ci ritroviamo in men che non si dica al Motto di Unchio, piccolo Oratorio dedicato alla Madonna del Monte, chiamato anticamenteCon il CAI Verbano sui sentieri dell'entroterra verbanese: al rientro nei pressi della chiesa di Renco Madonna della Croce. Scendiamo lungo la mulattiera della Via Crucis le cui cappelle versano in grave stato di abbandono, con gli affreschi in gran parte scomparsi.  Giungiamo dopo breve tempo a Unchio (6° campanile), sobborgo ubicato a mezza costa sulle pendici del Mottone. Ci riuniamo; alcuni, pochi per la verità, si separano dal gruppo per tornare a casa per altre vie. Il gruppo rimasto, ancora numeroso, si avvia verso il Ponte di Santino. Prendiamo il sentiero che costeggia il fiume San Bernardino ed eccoci a Renco (7° campanile). Un po’ sparpagliati e per via asfaltata, giungiamo a Suna dopo 7 ore di cammino e dopo aver percorso 17 chilometri e mezzo. Soddisfatti per aver riscoperto il fascino degli antichi sentieri che collegavano i paesi  dei “Sette Campanili”,  terminiamo  l’escursione alle 17,30 al P.le del Cimitero di Suna. Grazie a tutti e alla prossima!