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La pioggia, sin lì caduta insistente, rallenta di intensità per poi arrestarsi del tutto, proprio in prossimità dell’ora di partenza della camminata dalla Cappella Porta al Rifugio al Pian Cavallone, come a premiare il coraggio e l’ottimismo di coloro che hanno aderito alla prima delle tre proposte celebrative del 135° compleanno della Sezione, malgrado le poco rassicuranti previsioni meteo. E anche il sole, che si pensava essere in vacanza, si è 135° di fondazione del CAI Verbano: 1° appuntamento 'in montagna' - la partenza dalla Cappella Portainvece presentato in serata, intrufolando i suoi raggi benefici nel fitto del bosco,  a rallegrare il percorso che era stato delineare delineato da piccole fonti illuminanti.
“Niente ha significato se non viene raccontato” è la prima frase  (di W.Benjamin) che è stata espressa sabato alla Cappella Porta nel dare avvio alla camminata nel bosco verso il Rifugio al Pian Cavallone (ed evocata anche il giorno dopo dal Presidente alla Marona) per dire che tanti anni di vita sezionale hanno maturato mille e mille eventi che meritano di essere raccontati, come pure meritano di essere raccontate le mille e mille esperienze e ricordi personali, per non perderne i valori, i significati, i contenuti educativi, le tracce.
Perché una proposta di “bosco” – “rifugio” – “Pizzo Marona” per celebrare il 135° compleanno? Lo ha detto bene il past President dr. Roberto Clemente, depositario della storia della sezione, ricordando, con l’elencazione dei “10 comandamenti del bosco”, l’impegno profuso dal CAI Verbano nella creazione dei boschi, a salvaguardia ed135° di fondazione del CAI Verbano: 1° appuntamento 'in montagna' - le letture nel bosco arricchimento del territorio e nell’edificazione di rifugi, a supporto dell’attività alpinistica.  Il Pizzo Marona, con la sua forma piramidale, sovrastante la nostra città,  è stato invece il luogo del “battesimo” della Sezione e, nella giornata successiva, se ne rinnoveranno in vetta gli intenti.
Il bosco, bagnato, accoglie il gruppo di escursionisti in tutto il suo misterioso ed affascinante splendore: l’ora tarda della giornata, i segni della pioggia appena cessata, gli alti tronchi degli alberi svettanti verso il cielo, il saluto del sole prima del riposo notturno, il buonumore imperante esaltato dalla “caccia al tesoro dei funghi”, i silenzi, appena scalfiti dal rumore dei passi sul morbido sottobosco, rende tutto terribilmente bello ed emozionante. 
Strada facendo vengono letti, dalle belle voci di Sara e Ivano, brani sul “mondo bosco” di J.Giono  da “L’uomo che piantava gli alberi” e di M.Rigoni Stern da “ Il Libro degli animali” e “Le Stagioni” (suggerite da Francesco, nostro socio toscano) che lo raccontano ed esaltano, richiamando nel contempo valori di speranza,  generosità, rispetto, memoria. Liborio invece, commuovendosi e commuovendo tutti per gli inevitabili riferimenti personali che il suo narrare evoca nel vissuto di ciascuno , ha aperto il suo personale “libro dei ricordi e degli affetti”, 135° di fondazione del CAI Verbano: 1° appuntamento 'in montagna' - la 'misura del nanetto'davanti ad una radice posta ad arco sul sentiero, poco prima dei resti dell’Alpe Cornala, raccontando della sua prima salita al Pian Cavallone, da bambino con il suo papà, assieme alla storia “La misura del nanetto”, pure ereditata dalla fantasia paterna.
L’ultima sosta di lettura avviene fuori dal bosco, appena sopra alla presa, fornitrice d’acqua del rifugio, dopo l’illustrazione da parte di Franco e Massimo dei “miracoli” prodotti dalla costante cura ed attenzione di Piero e dei suoi allievi, sull’impianto di pompaggio dell’acqua al rifugio.
E’ ormai notte: le luci della pianura sono accese, quelle del cielo si stanno attivando; è una meraviglia!  con la  voce di Ivano che legge: (da “Le stagioni – Inverno”)  “…… pure il tempo diventa irreale e vivi in un mondo metafisico come dentro un sogno:  non ha più peso il tuo corpo, non è faticoso il passo e cammini vagando da pensiero a pensiero.  In un infinito tra gli alberi innevati anche le cose della vita appaiono più chiare”. E ti senti piccolo, ma fortunato, perché sei lì in un paradiso, vicino al Creatore, con tanti amici.
Arriviamo al Rifugio:  le stufe sono accese, la cena è pronta, l’aperitivo ci aspetta, i gestori Valeria e Carlo ci accolgono premurosi; Mino e Pinuccia che ci hanno preceduti, purtroppo prendendosi tutta la pioggia possibile, ci ricevono con la loro abituale cordialità. Siamo a casa!
Fabio e Carlo, i due ragazzi che hanno abbassano di tanto l’età media del gruppo e che si erano prodigati ad installare i punti luminosi nel bosco ed a recuperarli  mano a mano che si saliva, utilizzano i bastoncini per scrivere sul muretto del piazzale la ricorrenza che si sta celebrando;135° di fondazione del CAI Verbano: 1° appuntamento 'in montagna' - davanti alla Cappella sul Pizzo Marona è bello, guardando fuori dalle finestre del rifugio,  vedere la scritta, con lo sfondo degli alberi, del profilo del lago disegnato dalla sequenza delle luci,  il luccichio  della pianura!
E dopo cena altri ricordi, altre letture, ma soprattutto tanti bei canti, cantati all’unisono  con la voce e con il cuore.
La sveglia al mattino seguente non è tranquilla: si attende coloro che salgono dal piano per raggiungere assieme il Pizzo Marona. Si forma un lungo serpentone che affronta con attenzione l’erto sentiero, “con la scala santa” e “il ponte del diavolo” che evocano tanti ricordi e sensazioni.  In vetta, davanti alla Cappella, Enrico, il Presidente, dopo aver raccontato della sua prima salita alla Marona - fatta in inverno, con un compagno di scuola, entrambi inesperti e sprovveduti e della appena successiva tragedia di due coetanei morti sulla Maronetta, episodio determinante  del suo modo di andare in montagna, da allora improntato alla135° di fondazione del CAI Verbano: 1° appuntamento 'in montagna' - il rinnovo della pergamena massima prudenza, preparazione e rispetto – ricorda che il 5 luglio del 1874 la Sezione Verbano del CAI celebrava qui il proprio battesimo, inserendo in un anfratto della montagna una pergamena, mai rintracciata, con la seguente scritta: “a perpetua ricordanza dell’inaugurazione del Club Alpino Italiano Sezione Verbano festeggiato dai soci su questo eccelso pizzo il 5 luglio 1874  -  “ Durate, et vosmet rebus servate secundis.  Forsan et haec olim meminisse juvabit.  Dii meliora ferant”  (Virgilio, Eneide Libro I, versi 202-207 discorso di Enea ai suoi “ Resistete e serbate voi stessi a giorni più belli.  Un giorno, forse, sarà utile  il ricordo anche di questo momento.  Gli dei mandino una sorte migliore”).
Uno scritto, con la stessa dicitura aggiornato nella data e firmato da tutti i partecipanti, viene collocato all’interno della cappelletta della Marona, assieme ai molti altri segni di “memoria” lasciati da Enti e privati.
135° di fondazione del CAI Verbano: 1° appuntamento 'in montagna' - durante la Messa al Pian CavalloneDiscesi al Pian Cavallone, con un po’ di ritardo rispetto alle previsioni,  Padre Francisco celebra l’ Eucaristica. Egli esorta tra l’altro, all’omelia, ad essere convinti “operatori di pace” verso il prossimo e l’ambiente, attraverso la testimonianza di quei valori che l’andare in montagna sa così bene esprimere.
Il pranzo comunitario al rifugio conclude la giornata.
Un grazie a tutti i partecipanti che con la loro presenza hanno dato valore all’evento, creando un clima di vera cordialità ed amicizia.

Il programma del primo appuntamento con i racconti legati al bosco e al rifugio