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Lunedì 10 marzo 2008, alle ore 21 in sede sociale, con ingresso  libero a tutti, si è svolta la seconda serata di CAFFE’ IN VETTA, presentazione di libri sulla montagna,  nell’ambito dei “Caffè Letterari” in collaborazione con il Comune di Verbania.

Alberto Paleari  ha presentato il suo libro:
“Il giorno dell’astragalo”  (CDA Vivalda Editori).

Copertina del libro “Il giorno dell’astragalo” di Alberto Paleari


“Forse non tutti sanno che l’astragalo è un ossicino del piede. Un piccolo osso bastardo che se non funziona, o peggio, se si rompe, sono dolori seri perché si rischia di restare zoppi.  Avete già capito che a quell’ossicino è successo qualcosa, probabilmente qualcosa di spiacevole.  Per saperne di più bisogna leggere questo nuovo libro di Alberto Paleari, guida alpina che ama raccontare storie, naturalmente autobiografiche , e pubblicare articoli anticonformisti sulle riviste specializzate…”

Il pubblico è numeroso, quello delle grandi occasioni, la curiosità di sapere cosa avrà da raccontare di sé una grande guida alpina qual è Alberto Paleari è palpabile.  E lui non delude: con grande maestria, riporta il tutto ad una porzione del suo lavoro letterario, a quei capitoli che parlano del Mottarone, la montagna simbolo delle terre dei laghi,  ma un Mottarone speciale, il versante ovest che precipita i suoi graniti rosa e grigi nei borghi industriali di Omegna e Crusinallo,  sconosciuto dai più, riservato ad arrampicatori doc.   E per far capire bene a quale versante del Mottarone egli si riferisce, non trova di meglio che suggerire di arrivare al supermercato Uni, prima di Crusinallo e di guardare i su, in alto, una guglia, una lama di granito rosa, il meglio che ci possa essere per l’arrampicata, già individuata da alpinisti antesignani nel 1948, tra cui l’editore Carlo Alberti.

“ La Valle dell’Inferno è stretta e ripida, incombe sopra la frazione Brughiere, nei pressi di Crusinallo, e solca il versante Ovest del Mottarone” così esordisce il capitolo intitolato “Il canto delle sirene”, spiegando poi che “le sirene del titolo sono quelle delle fabbriche che quattro volte al giorno scandiscono la vita di operai, impiegati e cittadini.

Alberto Paleari su quel versante ha aperto numerose, belle, vie:  “Don’t cry for me Valentina”, dal nome della più piccola delle sue figlie, “Escursione Termica” “perché l’alpinismo in fondo è una forma estrema dell’escursionismo e anche perché era la metà di dicembre e in poche ore il Pelli e io passammo dall’arrampicare a torso nudo alla prima nevicata dell’anno” che definisce fantastica, “La via delle guide”, con compagni di cordata, quali il Pelli e Florian, l’austriaco di cui fornisce un bel ritratto. Il tutto condito da accattivante e schietta simpatia, anche quando si concede alle molte domande del pubblico.  E’ stata una bella serata.