C’è un filo sottile e luminoso che unisce la bellezza della natura alla profondità della cultura. È lo stesso filo che, percorrendo i sentieri del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, si intreccia con la luce del paesaggio, con l’eco della storia, con il respiro del silenzio. Oggi più che mai, questo luogo sacro e insieme civile, si fa simbolo di un equilibrio necessario tra l’uomo e l’ambiente che lo ospita, tra il patrimonio ereditato e quello da custodire per chi verrà.
La nostra epoca ci impone una rinnovata responsabilità: difendere la natura non come cornice, ma come parte viva del nostro essere.
Come ci ricorda la pedagogista e scrittrice Elena Gianini Belotti: «Il rispetto per la terra è il primo passo per costruire un mondo più giusto e autentico». Non c’è Cultura senza Paesaggio, né Spirito che non si nutra di bellezza e di silenzio. Le antiche architetture, i boschi, i muri affrescati e le vedute sul lago ci parlano di una coesistenza armoniosa che va ritrovata, ogni giorno. In questo contesto, il Sacro Monte sta diventando sempre più crocevia di pensieri, un luogo dove la riflessione sulla cultura, sulla spiritualità e sull’ambiente si fa dialogo. Una vera “agorà” verde, dove la comunità si ritrova, si interroga e si rinnova. Qui, le radici della tradizione e i germogli del futuro possono convivere in un’unica narrazione: quella di un’umanità consapevole. Il Festival SacreSelve nasce con questo spirito. Una chiamata gentile e profonda alla partecipazione, alla cura, alla meraviglia. È l’invito a riscoprire che la vera Bellezza non si possiede: si protegge, si condivide, si coltiva.
Giulia Grassi
Direttrice artistica e membro Conferenza Permanente UNESCO
(informazioni da www.sacreselvefestival.it)