Dopo gli ultimi due anni italiani (Eolie e Sardegna), il 2026 ha visto la trasferta di cammino del CAI Verbano Intra in Grecia, sull’isola di Skyathos, sempre con l’efficiente assistenza di Naturaliter.
L’isola, capoluogo dell’arcipelago delle Sporadi, è piccola (48 kmq, 6.000 abitanti) ed è colpita dall’overturismo (140.000 turisti in settembre). Ha 66 spiagge, metà delle quali selvagge e raggiungibili solo a piedi.
Noi abbiamo conosciuto un altro volto di Skyathos: quello di una natura verde e ricca di biodiversità che si può scoprire solo camminando su buoni sentieri dove non abbiamo incontrato nessuno. Via dalla pazza folla!
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Abbiamo camminato sei giorni e fatto uno o più bagni tutti i giorni. Una dimensione ideale per una sezione CAI che ha portato 45 arzille ragazze e ragazzi a scoprire montagne nuove nel Mediterraneo. La sera abbiamo scoperto la succulenta gastronomia di un’isola greca che è stata sempre condita da serena allegria.
Questo è il diario di viaggio.
Martedì 15 settembre
Il “trekking delle cinque spiagge”
Partenza sotto un breve acquazzone mattutino che esalta i profumi di resina e della macchia mediterranea. È la prima giornata abbiamo voglia di camminare. Il programma prevede il “trekking delle cinque spiagge” che presenta i due pilastri del nostro viaggio: il mare e la montagna, una montagna che si presenta straordinariamente verde in settembre per essere su un’isola mediterranea. Questo grazie alle correnti sottomarine di acqua dolce che creano laghi salmastri.
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Partenza alla grande con due bagni su spiagge di sabbia fine e acqua fresca, ideale per la stagione. Il cammino si conclude nella famosa spiaggia di Koukounaries che trovo troppo “riminizzata”, ma ci riserva un angolo libero e tranquillo.
(12 km, +350 m -400 m, h 4,30)
Mercoledì 16 settembre
Il “bosco incantato”
Lungo un buon sentiero sempre all’ombra, con lunghi saliscendi a tratti scalinati con ferri sporgenti, raggiungiamo il monastero di Kechria. È il primo dei molti che incontreremo. Meta di un tradizionale pellegrinaggio estivo, è da tempo chiuso per restauri. Si trova in un luogo appartato e per secoli è stato rifugio per la popolazione dalle incursioni dei pirati saraceni. Qui sono concentrate le maggiori sorgenti dell’isola e offre acqua fresca e potabile.
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Ognuno di noi ha una percezione personale della bellezza, ma la discesa del “bosco incantato” (mai nome fu così appropriato!) rimarrà nella memoria di molti. Il cammino lungo il torrente scorre tra giganteschi e monumentali alberi di platano mediterraneo, molti dei quali con grandi vuoti alla base da cui si dipartono rami che sono tronchi difficili da abbracciare. Ai platani si alternano i lecci, la quercia mediterranea. Veramente una discesa dal forte e stupito impatto emotivo. Al termine bagno ristoratore alla Kechria Beach e pranzo in taverna a base di pesce offerto da Naturaliter.
(13 km, +300 m -400 m, h 5,30)
Giovedì 17 settembre
L’altopiano di Kalivia
È la giornata più avventurosa e impegnativa come percorso e l’unica con partenza a piedi da Skyathos senza avvicinamento con i pulmini. Dopo aver camminato per sentieri e strade sterrate sull’altopiano di Kalivia, la discesa nell’alveo del torrente Lechouni, senza un sentiero vero e proprio ma saltando sui sassi a guadandolo più volte, ci impegna seriamente e richiede costante attenzione.
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Al fondo ci aspetta l’incontaminata Nicotsara beach, una cala racchiusa da speroni di roccia che rendono le acque tranquille in una giornata burrascosa. Un bagno ristoratore. Dopo un lungo cammino su stradina assolata, mangiamo nel cortile ombreggiato di una chiesa aperta e scendiamo per un secondo bagno. Nessuno vuole sorbirsi quattro km di asfalto sotto il solleone per cui rientriamo grazie ai provvidenziali pulmini.
(6 km, +350 m, h 4,30)
Venerdì 18 settembre
Mytikhas e Lallaria
Un’altra giornata straordinaria che rimarrà impressa nella memoria di molti.
Partiamo dal monastero di Profitis Elias e con cammino su buon sentiero inizialmente scalinato raggiungiamo le due più alte vette di Skyathos: prima Karaflitzanaka (427 m) e quindi Mitikas (433 m), l’ultimo breve tratto su roccette rese sicure da corde di accompagnamento. Tra le due vette un vasto pianoro erboso era ricoperto da fiori, soprattutto crocus giganti. Mythika in greco significa “vetta, punto più alto di una montagna” e da lì dominiamo l’isola e la vicina catena montuosa del Pelio nella Grecia continentale. Qui, sul quaderno di vetta, Maria Grazia Lavarini ha scritto parole bellissime.
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Su sentiero nel bosco, reso scivoloso da un tappeto di aghi di pino silvestre, scendiamo a Kastro, Uno sperone di roccia che si alza dal mare e fino al 1829 (anno dell’indipendenza della Grecia dall’Impero Ottomano) luogo di rifugio della comunità di Skyathos dalle incursioni dei pirati che per secoli sono stata attratti dall’isola.
La partenza da Kastro avviene in barca che ci porta a Lallaria, una spiaggia deserta di sassolini bianchi che la rendono un luogo unico nel Mediterraneo. Un bagno ristoratore ed emozionante conclude una giornata bellissima.
(7 km, +350 m -400 m, h 4,30)
Sabato 19 settembre
Gli “antichi monasteri”
Giornata di cultura e gastronomia dopo le fatiche dei giorni scorsi. Partiamo dal monastero di Evangelistria, dove Martina, guida greca che parla italiano, ci racconta la storia dell’unico monastero con ancora monaci: sono due (di cui uno in ospedale) in tutta Skyathos, che ha centinaia di chiese greco-ortodosse tutte gestite da fedeli volontari che le mantengono. Fu fondato nel Medioevo da monaci provenienti dal monte Athos: oggi ha la chiesa con le tre cupole, il monastero antico trasformato in museo e il negozio di prodotti tipici.
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Cammino prima in discesa nel bosco poi su una terribile e ripida strada cementata sotto il sole per raggiungere la pace di un secondo monastero. Scendiamo dove, sorpresa offerta da Naturaliter, Kyriaki (la guida locale che ci ha accompagnato nei giorni precedenti) e la cognata ci hanno cucinato un sontuoso pranzo greco. Con la pancia piena e una salita su strada sterrata, raggiungiamo i pulmini per Skyathos dove prendiamo la barca che ci porta alla spiaggia di Tzougras per un bagno in allegria.
(6 km, +360 m, h 3,40)
Domenica 20 settembre
Skopelos
Dopo cinque giorni di cammino quotidiano, sembra una giornata di riposo, ma è … “la giornata degli scalini” e … la “giornata della motonave”, degna conclusione di un trekking bellissimo. Si chiama “Tour mamma mia”, tema ridondante che ricorda la canzone degli Abba e la commedia con Maryl Streep girato sull’isola. La canzone rimbomba su tutte le motonavi.
Per salire alla cappella di San Giovanni ci sono 50 + 200 scalini da fare in fila indiana. La chiesetta, sulla vetta di un cocuzzolo montuoso che si alza dal mare, sembra impossibile possa essere stata costruita lì, ma è l’ennesima conferma di una storia flagellata da incursioni piratesche.
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Arriviamo a Skopelos “la bianca” per il bianco abbagliante di case e strade a calce. Ci perdiamo su infinite scalinate per raggiungere il ruderi di un castello da cui si domina la città per poi scendere alla faticosa ricerca di un gelato.
Ci attende oltre un’ora di motonave, allietata da canti e balli delle nostre ragazze, per raggiungere la spiaggia di Kastani, bella come altre ma famosa solo per il film. La sera, ultima cena al Kambaliko a base di pesce.
Lunedì 21 settembre
Alla scoperta di Skyathos
È il giorno del rientro, ma l’aereo parte la sera per cui abbiamo giornata piena. Martina ci racconta storia e cultura della città. Ci parla di Papadiamantis, poeta si Skyathos e uno dei maggiori in Grecia, di cui vediamo la casa, poi ci porta sulla penisola di Burtsi dove c’era un’antica fortezza genovese ora distrutta; ci racconta di monumenti (tra cui quello all’unknown sailor, il milite ignoto del mare) e storie come quella del sottomarino Katzonis, affondato dai tedeschi nel 1943.
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La visita all’interno di Skyathos è la scoperta piacevole di un città apparentemente soffocata dall’overturismo. La visita di una casa tipica tradizionale, costruita con i materiali provenienti da Kastro, è stata una piacevole scoperta. Un ultimo momento conviviale, poi a casa.
Conclusioni
A conclusione di questo diario di viaggio, necessitano alcune considerazioni allegre e gratulatorie.
Domenica sera 20 settembre, dopo una bella cena a base di pesce, ci siamo ritrovati davanti alla statua della libertà dall’occupazione tedesca in Grecia raffigurata da una fiera donna in abito bianco. Lì abbiamo ricordato i momenti goliardici vissuti in compagnia: l’energia vitale e prorompente di Lida, abile ballerina e cantante sulla motonave per Kastani, e Maria Pia, valente alpinista che ha vinto la paura dell’acqua e se fossimo rimasti ancora una settimana ci avrebbe camminato sopra come il Signore con passo abile e leggero.
Poi abbiamo fatto tre applausi.
Il primo alle nostre guide. Alessandra dal sorriso splendente e sempre precisa e puntuale a garantire la nostra sicurezza. Kyriaki (in italiano Domenica), amante della sua terra, buona guida e cuoca straordinaria. Martina per le sue dotte spiegazioni sulla storia e la cultura di Skyathos. Infine il grande Antonio. Grande per quattro motivi: la scelta degli itinerari adatti al nostro gruppo, l’attenzione alla logistica (camere, pulmini, barche e motonavi), la succulenta gastronomia serale che ha compensato ogni fatica, la serena allegria e ironia con cui ha gestito 45 vecchietti (“Nun fate camurrìa”).
Un secondo applauso a Franco e Carla. 24 anni fa il CAI di Intra, primo tra le 17 sezioni del gruppo Est Monterosa, “inventò” l’escursionismo sociale in Italia e nel Mediterraneo. L’esperienza pionieristica fu poi seguita da tante altre sezioni, ma il pioniere da Franco Rossi. L’augurio comune espresso è che Franco possa conservare la generosa disponibilità anche l’anno prossimo.
Terzo applauso. A noi che abbiamo camminato a Skyathos con serenità di rapporti umani, amicizia e allegria. L’augurio è quello di esserci ancora tutti il prossimo anno. Grazie a Claudio per la puntuale registrazione dei dati di cammino e a Maurizio per le belle foto.
Quella sera Antonio ci ha lasciato con un saluto in lingua greca di Calabria: Pukumbu, “un giorno ci rivedremo”.
Paolo Crosa Lenz















