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19 ottobre 2008
La settima edizione del giro dei paesi della Valle Intrasca prende il via a Cambiasca sotto buoni auspici: tempo bello, non freddo, tanta gente (oltre 100 gli escursionisti)  contenta di ritrovarsi, di percorrere un itinerario che, ancorché già noto,  presenta sempre qualcosa di inedito, così come sa fare egregiamente la montagna.
Sono le 7,30, la notte non si è ancora del tutto dileguata, i colori dell’alba sono però già ben visibili. Il rito è sempre lo stesso e sempre diverso: incontri, saluti, scambio di battute, franche risate, sana allegria ed autentica serenità, in attesa del fischio di partenza che, quando arriva, spariglia il gruppo stesso, lo diluisce adattandolo alla dimensione del sentiero che si percorre, lo allunga a serpente multiforme,  guizzante eIl Gruppo Folcloristico di Caprezzo con le sue donne in costume variopinto, animato e festante. Il primo paese che si incontra è Ramello, frazione di Cambiasca, con una breve sosta alla chiesa di San Rocco ad ammirare i begli affreschi all’interno e da dove si imbocca la mulattiera per Caprezzo,  la ripida e antica via di comunicazione tra la valle e il paese, su cui si incontrano cappelle devozionali che l’attenzione di qualcuno sta riportando a nuovo.  A Caprezzo, la Pro Loco e il Gruppo Folcloristico, con le sue “donne in costume” attendono il gruppo sul piazzale della chiesa parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo, con calde bevande e dolcetti che vengono distribuiti con la consueta e apprezzata simpatia e squisita ospitalità.
Nel frattempo il sole ha potuto alzarsi comodo comodo e illuminare con decisione il cammino degli escursionisti che divallano al Ponte Nivio, nel fitto bosco di castagni e querce, dove la vecchia insegna su Passando a Intragna tra le antiche case quello che è stato un posto tappa con osteria e forno per il pane, rievoca nei meno giovani tanti ricordi di passate soste per deporvi la bicicletta e per il rifornimento di quel pane che profumo migliore la loro vita non ha mai più riservato. 
Intragna è lassù, da raggiungere sul vecchio sentiero di collegamento, tenuto oramai percorribile solo da iniziative escursionistiche e podistiche, sentiero che, una volta raggiunte le prime case del paese si trasforma in una ripida mulattiera con molti gradini che portano al piazzale della chiesa con il sovrastante, monumentale “Asilo Infantile”.  L’attraversamento del paese è molto suggestivo tra case molte volte sviluppate in altezza,  a rubare luce e calore, e vecchie stalle ora vuote, tutte molte vicine, divise solo da stradine di pietra, ora deserte e silenziose a ricordare però un passato operoso e molto vivace.
La prossima meta è Scareno, passando per l’omonimo ponte, su sentieri una volta teatro della quotidiana fatica dell’uomo, unici collegamenti tra i paesi della valle ed ora… poco più di un ricordo, sporadiche manutenzioni vanificate dal tempo e dagli elementi naturali e, nella circostanza, resi agibili solo grazie al volontario lavoro degli uomini del CAI.  
E poi  Aurano, dove termina “la salita”:  gli escursionisti hanno camminato quasi sei ore, un saliscendi perFoto di gruppo degli escursionisti ad Aurano niente banale tra boschi e ampi sguardi sulla valle e sul lago lontano, in un tripudio di colori e di profumi, in un autunno che non si è ancora espresso al massimo delle sue potenzialità di colori e di contrasti e in cui è ancora molto presente il verde dell’estate.  La loro fatica è premiata da una calda accoglienza fatta di musica, suonata con passione e coinvolgimento dalla fisarmonica di Renato, da un gustoso aperitivo offerto all’aperto dal “Circolo” ed infine dal pranzo con, alla fine, fragranti torte fatte ed offerte da Matilde. A salutarli c’è anche Diego Caretti, assessore provinciale per la montagna, che ad Aurano è di casa, come egli stesso ricorda, essendoci nato e cresciuto e dove riposano le sue radici.
Ed infine la discesa: la camminata prosegue ancora per un buon paio d’ore per terminare con una merenda a Cambiasca al Circolo, ospiti della Comunità Montana, del Comune di Cambiasca, del Circolo dove si è conclusa la giornata con il riconoscente pensiero dei partecipanti rivolto agli organizzatori ed a tutti gli enti collaboratori e dove è stato opportunamente ricordata la valenza di iniziative, come questa del CAI,  che sanno ben coniugare la conoscenza e tutela del territorio con la sua valorizzazione attraverso una presenza costante,  motivata e rispettosa, espressione anche di utili sinergie tra gli enti e il volontariato.

Qui le foto dell'escursione